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Il G.I.C.O. (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) è un reparto speciale della Guardia di Finanza italiana, istituito per contrastare mafie, terrorismo, traffico di droga e riciclaggio. Utilizza moderne tecniche di indagine economico-finanziaria per sequestrare patrimoni illeciti e colpire gli affari legali delle organizzazioni criminali.

( nella foto in apertura il libro di Pino Arlacchi "La Mafia Imprenditrice" Ed. Il Mulino, 1983 )

E in una recente operazione condotta dal GICO con il supporto della Squadra Mobile di Cosenza e della Sisco di Catanzaro scaturita da indagini condotte anche nella Capitale si configura quella che viene indicata dagli inquirenti con il nome di "Confederazione Cosentina".

Una riproposizione in piccolo di quello che è scaturito nell'Operazione "Hydra" a Milano dove è stata svelata una forte alleanza fra camorra, 'ndrrangheta e mafia, ovvimente in nome degli affari sempre più lucrosi.

Ed è in nome degli affari che la criminalità di un tempo, oggi "mafia Imprenditrice", si è trasformata nella "Confederazione Cosentina" un’alleanza criminale di stampo ‘ndranghetista che unisce diversi clan nella provincia di Cosenza sotto un’unica struttura di vertice senza tuttavia i noti e triviali riti di affiliazione, gestendo risorse riconducibili a diverse articolazioni familiari.

 
Tante le attività criminali che fruttano capitali immensi da riciclare e inserire nella cosiddetta economia pulita.
 
Un fenomeno talmente sottovalutato, e probabilmente volutamente, da aver oramai trasformato l'economia in economia prevalentemente criminale.
 
"La mafia Imprenditrice" un giorno soppianterà e distruggerà l'economia sana. Questa era la previsione ben illustrata dal famoso libro "La Mafia Imprenditrice - L'etica mafiosa e lo spirito del Capitalismo" del Prof Pino Arlacchi, più volte Parlamentare e già ViceSegretario ONU , pubblicato nel lontano 1983, Edizioni "Il Mulino" che fu profetico e che viene considerato un pilastro fondamentale per ogni studioso della fenomenologia criminale.
 
Ed oggi l'economia criminale più florida che mai spiega anche l'immenso divario fra l'economia cosiddetta legale, cioè quella dichiarata al fisco e i reali consumi che sono ben evidenti soprattutto a Cosenza e Provincia.
 
Migliaia e migliaia di auto di grossa cilindrata nuove e fiammanti, auto da oltre 100.000 euro, Porsche, Maserati, Ferrari, solo per citarne alcune spesso condotte da giovani appena patentati.
 
Un lusso sfrenato in una economia "povera" sulla carta ma inondata dalle tantissime attività illegali come le bancarotte fraudolente, il narcotraffico, l'usura, il gioco d'azzardo e tanto, tanto altro.
 
Numerosissmi i nullatenenti e nullafacenti sulla "carta" che conducono vite lussuose e piene di comodità, di immobili intestati a prestanomi e così via.
 
Un "modello" che si accompagna a tante attività apparentemente legali che riciclano denaro sporco e che oramai sono i veri padroni dell'economia cosentina.
 
Permane ovviamente anche una minoranza di imprenditori puliti e per bene che fra mille difficoltà continuano la loro attività imprenditoriale.
 
Don Masino Buscetta, pentito di mafia e uomo d'onore, in un libro - intervista. o meglio,  un libro - testamento pubblicato da Mondadori dal titolo "La Mafia ha Vinto" con il giornalista Saverio Lodato sosteneva che in una società basata solo sul potere del denaro, una società capitalistica, vince chi ha più denaro e la mafia è oramai una struttura fondamentale e fortissima nel panorama nazionale e internazionale dell'economia.
 
Il libro - intervista di Saverio Lodato a Tommaso Buscetta, pubblicato il 1999, pochi mesi prima della morte del boss dei due mondi
 
Quando Tommaso Buscetta concesse l'intervista al giornalista Saverio Lodato era già consapevole di avere un tumore in fase avanzata. Il libro giunse nelle librerie nell'ottobre 1999 e Tommaso Buscetta morì in America il 2 aprile 2000.
 
"E' una struttura di potere al pari degli altri poteri. Ha raggiunto il suo scopo. Ha vinto.
 
Non è più la mafia rurale, la mafia dei disperati. 
 
E' oggi una holding - ha affermato Buscetta - a livello planetario che compete con tutti i poteri, più o meno occulti, sovranazionali".
 
Un concetto, quello espresso da Don Masino Buscetta  che avvalora quanto previsto e analizzato dal Prof. Pino arlacchi che nel 1983 era docente di Analisi della Classi e Gruppi Sociali presso l'Università della Calabria dove aprì il "Centro di documentazione sul fenomeno mafioso" che negli anni successivi venne chiuso e dimenticato da tutti.
 
Del resto in Calabria l'antimafia, a differenza della mafia, non ha mai avuto alcuna fortuna.
 
Come non ha mai avuto alcuna fortuna la cultura della legalità a differenza della cultura della mafiosità che accompagna una dilagante corruzione oramai endemica e strutturata anche nelle rappresentanze dello Stato.
 
Una corruzione dilagante ed una cultura dell'illegalità che rende vana qualsiasi speranza di legalità in una battaglia impari e già persa.
 
Del resto "La Mafia ha vinto" sosteneva Buscetta il 2000.
 
Oggi nel 2026 si può affermare che la Mafia non ha vinto, anzi ha stravinto.
 
Redazione
 
 

Editoriale del Direttore