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Come ogni anno la Comunità di Paola festeggia il 27 marzo nella casa natale, ubicata nel centro storico, trasformata in una piccola e graziosa cappella, la nascita del piccolo Francesco Martolilla, noto ai più come San Francesco di Paola.

( nella foto in apertura le autorità e i francescani nella piccola cappella della casa natale del Santo )

Ricorre appunto oggi il 610° anniversario di quella nascita da Vienna di Fuscaldo e Giacomo Martolilla di Cosenza, per grazia ricevuta su intercessione chiesta a San Francesco di Assisi, al quale la coppia, data la tarda età, si rivolse per l’evento, a seguito di un pellegrinaggio compiuto dai due proprio ad Assisi.

L’ordine dei Minimi ha pertanto organizzato un triduo preparatorio di preghiera scegliendo un tema particolare: “Il giovane Francesco pellegrino sulla tomba del poverello di Assisi”, compiuto dal giovane Francesco Martolilla insieme ai genitori nel 1430, creando tra i due un legame spirituale molto forte e intenso, che con la loro vita in epoche diverse hanno segnato la storia della fede consegnando alla Chiesa due colossi a cui guardare per trovare serenità, amore e pace.

Per dare un particolare valore a questo anniversario quest’anno, dopo la sosta nella Basilica del Santuario del 4 e 5 marzo scorsi, è ritornata la reliquia di San Francesco di Assisi, portata il 26 marzo dal rev.mo don Mario Chiarello O.F.M., Ministro Provinciale dei Frati Minori di Calabria, collocandola sull’altare della piccola cappella paolana accanto ad una reliquia di San Francesco di Paola.

La casa natia di San Francesco di Paola

La cerimonia della vigilia si è svolta con la celebrazione di una Santa Messa presieduta da padre Mario Chiarello, animata dal Terzo Ordine di Paola, conclusasi alla presenza del padre provinciale dei Minini, padre Antonio M. Bottino e del suo vice, padre Domenico Crupi, con la lettura del racconto della nascita di San Francesco di Paola e la preghiera di affidamento e omaggio floreale da parte del Sindaco della città, Roberto Perrotta, con accanto il Sindaco di Fuscaldo, Giacomo Middea.

Nella giornata odierna della ricorrenza della nascita ci sono stati due momenti celebrativi: in mattinata, sempre nella cappella della casa natale del Santo, vi è stato la recita del Rosario tradizionale a San Francesco, animato dal Terz’Ordine di Paola, seguito da una Santa Messa presieduta dal Provinciale, padre Antonio M. Bottino, e con la benedizione del pane votivo; mentre nel pomeriggio in Basilica vi è stata la invocazione dei Tredici Venerdì con una concelebrazione Eucaristica presieduta da Sua Eccellenza, Mons. Stefano Rega, Vescovo di San Marco Scalea, con la conclusione della Pia Pratica dei Tredici Venerdì.

Nella sua omelia il Vescovo ha parlato, guardando alla figura di San Francesco di Paola riflesso nell’attualità dei nostri giorni, della necessità di superare le abitudini e le forme di tradizioni per una conversione ad essere testimoni di Dio vivendo il Vangelo nella sua luce con cuore docile ed essere costruttori di valori che conducono all’umiltà, alla carità attraverso l’amore, alla serenità e alla pace.

Concludiamo questo servizio sull’anniversario della nascita di San Francesco di Paola e dell’abitazione dove venne alla luce, attraverso le parole del Beato Francesco Mottola ch’ebbe a dire a proposito della “Vampa di San Francesco”. “Questa era apparsa la prima volta sulla povera casa di Paola, quando Francesco era nato, poi s’era nascosta nel suo cuore e lo aveva arroventato. Ma appariva sul suo volto: e quando parlava la parola sprizzava faville, e quando operava nell’anima e nelle cose lasciava i segni lucenti del fuoco”.

Le due reliquie di San Francesco di Paola e di San Francesco di Assisi nella cappella della casa natia del santo calabrese

Ecco, quindi, la necessità di convertirsi creandosi un cuore nuovo per essere testimoni credibili e stimati diffusori di fede.

Dall’evento della nascita a quella della morte, avvenuta in Francia a Plessis-les-Tours il 2 aprile 1507 all’età di 91 anni, che in virtù del riconoscimento della sua santità, proclamata da Papa Leone X il 1° maggio 1519, la Chiesa ne celebra con adeguate feste religiose gli eventi della morte il 2 aprile di ogni anno; mentre a maggio, con le quattro giornate storiche a Paola si creano quei momenti di profonda religiosità per rendere onore al suo Santo anche con riti civili che trovano diffusione nella regione, in Italia e nel mondo creando quell’unione universale di reale fratellanza, luce luminosa che potrà condurre gli uomini ad essere costruttori e testimoni di pace come lo fu fin da giovane Francesco Martolilla, conosciuto e amato in tutto il globo terrestre come San Francesco di Paola, il Santo della Charitas.

Franco Bartucci


Editoriale del Direttore