Nelle sale del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Piazzale di Villa Giulia, 9 il prossimo 27 febbraio, ore 17:00 la Direttrice del Museo, Luana Toniolo presenterà il Catalogo "Un Mecenate e i suoi Tesori", dalla Collezione Archeologica di Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona.
E nella Sala Fortuna di uno dei Musei più importanti al mondo interverranno Simona Rafanelli, curatore del Catalogo e Direttore Scientifico MuVet, Vincnet Jolivet, curatore del catalogo, CNRS - Centre national del la Recherche scientifique, Paris e Florence Le Bars - Tosi, HALMA - UMR 8164 ( Univ. Lille, CNRS, MC )
Un catalogo, quello della Collezione archeologica di Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona, di altissimo pregio e di valenza internazionale.
La collezione Bilotti è costituita da 250 reperti delle culture greche, magnogreche, italiche e importante nucleo romano oltre monete bruzie per un arco cronologico che va dal VI sec. A.C. fino all'epoca imperiale.
La collezione è vincolata dal Ministero della Cultura quale "unicum di eccezionale interesse".
Costituisce un insieme di straordinaria rilevanza per la storia del collezionismo archeologico in Italia che attraverso la figurazione di grandi crateri attici a figure nere tra cui alcuni del pittore Antimenes del VI sec. A. C. e a figure rosse del V sec. a.C. raccontano il mito greco con un alto valore didattico.

Il Mecenate Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona
A fine '800 nella costruzione di un primo fabbricato a Cosenza e precisamente su Corso Mazzini dove oggi sono ubicati l'OVS e la BNL furono trovati alcuni reperti da necropoli romana, tra cui olle cinerarie in vetro.
Paolo Emilio Bilotti (1860 -1927) aveva raccolto una vasta collezione archeologica costituita da circa undicimila reperti tra i quali rare monete magno greche.
Carlo Bilotti (1934-2006), imprenditore e appassionato archeologo, proseguì e ampliò l’interesse per le antichità, orientandolo verso una ricerca sul campo di impronta quasi pionieristica.
Fu anche tra i primi in Italia a praticare indagini archeologiche subacquee in Calabria, conducendo con Ruggero Iannuzzi scavi sottomarini ai piedi del tempio di Hera Lacinia presso Capo Colonna, sotto la guida della Soprintendenza, con sorprendente sensibilità metodologica e approccio moderno allo studio del contesto archeologico.
Come risulta dalla relazione del Soprintendente Speciale per i beni archeologici di Roma basata su ineccepibili documenti, la maggior parte dei reperti proviene dalla Calabria.
Matteo Ruggi d'Aragona dal 1738 era Preside e Governatore nelle Provincie di Calabria Ultra e collezionista.
Altri reperti furono acquisiti da Raimondo Ruggi d'Aragona patrizio di Amantea come si evince dalla corrispondenza conservata in famiglia con Paolo Orsi allora sovrintendente in Calabria.
La raccolta costituisce un itinerario coerente che intreccia archeologia, estetica e identità territoriale.
Un collezionismo che da privato si fa strumento di conoscenza e mediazione culturale, aperto al dialogo con le istituzioni e con la comunità scientifica.
La collezione, nelle sue stratificazioni storiche e genealogiche, offre un prezioso repertorio sulle culture antiche dell’Italia meridionale, e per questo che il Mecenate Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona con grande generosità vorrebbe offrirla alla collettività musealizzandola in Calabria.
Con la speranza e l'augurio che in Calabria qualcuno possa raccogliere l'importanza e la valenza culturale di una offerta così prestigiosa e qualificante.
Redazione


