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Non poteva essere altrimenti. Il governo Meloni lavora per completare l'iter necessario per concretizzare il sogno della Lega e di Matteo Salvini dell'Autonomia Differenziata.


Accordo che prevede la riforma della Giustizia tanto cara a Forza Italia, il Premierato e la riforma elettorale tanto care a Fratelli d'Italia e soprattutto alle Sorelle d'Italia, Arianna e Giorgia Meloni e l'Autonomia Differenziata, per come già detto, per la Lega.

E, infatti, l'Autonomia Differenziata ritorna d'attualità direttamente nella manovra economica.

La compagine di centrodestra introduce nella Legge di Bilancio negli articoli 123-128 una riscrittura dei Livelli essenziali delle prestazioni (LEP) che riguarda settori delicatissimi: assistenza agli anziani non autosufficienti, welfare sociale, supporto agli studenti con disabilità, assistenza domiciliare, borse di studio universitarie.

I tanto decantati LEP vengono definiti in base alle risorse attualmente disponibili.

Altro che LEP da ridefinire e allineare alle altre Regioni del Nord per come ha richiesto più volte il Governatore della Calabria, On. Roberto Occhiuto, direttamente al Ministro per gli Affari Regionli e le Autonomie della Repubblica Italiana, Roberto Calderoli, leghista della Lega Nord e secessionista della prima ora.

Il Ministro Calderoli quando con gesti eloquenti si rivolgeva al popolo meridionale

Nell’articolo 126 il sistema di garanzia dei LEP viene determinato in ogni territorio “mediante le risorse disponibili a legislazione vigente”.

In tal modo l’assistenza agli anziani può ridursi a un’ora a settimana, se i bilanci non permettono altro; gli studenti con disabilità avranno solo le ore compatibili con le risorse;
le borse di studio saranno distribuite ancora una volta secondo il “costo storico”, il meccanismo che penalizza le regioni più fragili.

Nel frattempo il ministro Roberto Calderoli, con il via libera della Premier, ha firmato le prime pre-intese con Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria per trasferire competenze e poteri su sanità, protezione civile, previdenza complementare e professioni.

È l’anticamera della cosiddetta secessione dei ricchi: più autonomia dove ci sono già più risorse, mentre al Sud si lascia un quadro di diritti depotenziati e finanziati “a costo zero”.

Cosa diranno i parlamentari calabresi eletti nel centrodestra.

Avranno il coraggio di ribellarsi da "nominati" da chi li ha inseriti nelle liste o continueranno come sempre a rimanere in silenzio o addirittura giungeranno con grande ipocrisia a sostenere che alla fine l'Autonomia Differenziata è un bene anche per le regioni del Sud.

Abituati come sono a sostenere l'esatto contrario di ciò che pensano tutelando solo le loro favolose rendite di posizioni ne sarebbero capacissimi.

E sull'inserimento dei LEP nella manovra è, comunque, subito insorto il Pd con il Capogruppo in Senato del Pd, Francesco Boccia, che in una apposita conferenza stampa a Palazzo Madama ha affermato che "Deve essere chiaro: con i Lep dentro la manovra la legge non si approva. Se vogliono un duro ostruzionismo siamo qui".

Inoltre il capogruppo del Pd ha dichiarato che sulla questione dei Lep inseriti in manovra le opposizioni hanno inviato una lettera al Presidente del Senato, Ignazio La Russa, e al Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, nella quale è stato richiesto il ritiro immediato degli articoli in questione.

Articoli che per il Senatore Pd, Francesco Boccia, rappresentano "una gravissima forzatura istituzionale e senza risposte dai Presidenti si crea un solco profondo nelle istituzioni".

Redazione


Editoriale del Direttore