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Che Forza Italia, il partito fondato da Silvio Berlusconi, non abbia mai amato i Procuratori d'assalto è fatto notorio e tanto meno avrebbe mai potuto lodare l'impegno che il Procuratore Capo della Procura di Napoli, dott. Nicola Gratteri, porta avanti da decenni nella diffusione della cultura per la legalità con i suoi libri e con la sua presenza sui mass - media.
 
( nella foto in apertura il Procuratore capo della Procura di Napoli in un convegno tenuto negli anni scorsi sulla cultura per la legalità )
 
Infatti nei giorni scorsi lo stesso Nicola Gratteri durante un'intervista su "Otto e Mezzo" su La7 ha affermato di essere stato oggetto di un’interrogazione parlamentare presentata da Forza Italia. 
 
L'interrogazione parlamentare avrebbe come scopo il porre in evidenza che la partecipazione del Procuratore Capo di Napoli, dott. Nicola Gratteri, al programma televisivo “Lezioni di Mafie”, lederebbe il “prestigio della magistratura”. 
 
Ed oggi è in programma alle ore 21.15 su La7 la prima puntata di "Lezioni di Mafie" dove si discuterà di 'ndrangheta.
 
 
 
In merito a tale argomento Nicola Gratteri ha precisato nell'ambito della stessa intervista che il senatore di Forza Italia e viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, 70 anni, e anche avvocato difensore di Silvio Berlusconi in alcuni processi avrebbe criticato velatamente la sua presenza in televisione.
 
Inoltre Nicola Gratteri con la sua solita franchezza ha anche invitato il  Ministero a inviare un ispettore e ad aprire un provvedimento disciplinare se la sua partecipazione fosse davvero ritenuta lesiva. 
 
Molto probabilmente in seguito a tale invito Forza Italia tempestivamente ha inteso presentare una apposita interrogazione parlamentare nella quale si chiede al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, 78 anni, già magistrato di accertare se Gratteri potesse partecipare a quel tipo di programma.

Il Procuratore Nicola Gratteri con il Ministro della Giustizia Carlo Nordio


Nicola Gratteri non ha perso l'occasione per ribadire di non temere né l’interrogazione né un eventuale procedimento disciplinare. 

 
“Parlo di mafia nelle scuole - ha affermato Nicola Gratteri - e nelle università dal 1989 e ho affrontato situazioni ben più pericolose".
 
Redazione

Editoriale del Direttore