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Sono trascorsi ben 35 anni dall'inizio dei lavori per la costruzione della Strada "Mare - Longobucco".

 ( nella foto in apertura il viadotto crollato il 3 maggio 2023 )

Una strada che partendo da Mirto sulla costa ionica Cosentina con una percorrenza di 23 Km. raggiungeva centro di Longobucco, antico ed importante borgo denso di storia, arte e tradizioni. 

Una Strada che per la sua incredibile storia rappresenta la vera natura e la vera essenza della politica e della burocrazia della terra di Calabria.

Una strada dove il 3 maggio 2023 è crollato un ponte del Viadotto che ancora oggi non è stato ripristinato.

Per non parlare della conseguente inchiesta sulle responsabilità di quanto accaduto che, come sempre nel nostro Paese e in casi analoghi. si perdono nel tempo e nella nebbia.

E a riportare l'attenzione su una vicenda che oramai è una vera e propria barzelletta ovviamente tragicomica è la deputata e vicecapogruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle, Vittoria Baldino, nativa di Rossano e con il padre, Domenico Baldino, Sindaco di Paludi, piccolo comune calabrese della zona del fiume Trionto dove sul letto dello stesso è in costruzione perenne la strada Mare - Sila ( Mirto - Longobucco ).

"Sono passati quasi tre anni dal crollo del Viadotto Ortiano II e i cittadini di Longobucco non hanno ancora certezze né sui tempi di riapertura né sulla piena sicurezza dell’opera. 

Parliamo di un ponte i cui lavori sono durati cinquant’anni e per il quale lo Stato ha speso circa 100 milioni di euro – sottolinea Baldino – e che è crollato sotto una pioggia neanche eccezionale. Oggi, a distanza di tre anni, una comunità intera continua a vivere nell’incertezza e nell’isolamento".

La parlamentare ha ricordato di aver presentato la terza interrogazione parlamentare sulla ricostruzione del viadotto, chiedendo al Governo risposte puntuali.

"I lavori sono in corso e una parte risulta già consegnata, ma mancano elementi fondamentali: vogliamo sapere quali siano i tempi certi di completamento, se gli interventi realizzati sono stati eseguiti a regola d’arte, se sono stati effettuati tutti i controlli necessari e se il torrente e i suoi argini siano stati messi realmente in sicurezza.

Non si tratta di polemica ma di una richiesta di trasparenza e responsabilità. Qui è in gioco il diritto alla mobilità, la sicurezza dei cittadini e la possibilità per un’area interna già fragile di non essere condannata allo spopolamento e alla desertificazione.

Il vero ponte che dobbiamo costruire - conclude la parlamentare del Movimento 5 Stelle -  non è solo quello in cemento, ma quello tra una politica che realizza opere utili e sicure e cittadini che oggi si sentono sempre più abbandonati. Longobucco e la Sila Greca meritano risposte, non altri rinvii".

Sarà interessante poter osservare se effettivamente nell'anno che verrà, il 2026, l'opera sarà realmente completata.

Ma sulla storia della "Mare - Longobucco" la redazione de Lavocecosentina.it è ritornata più volte essendo la stessa la perfetta fotografia di una terra maledetta.

Burocrazia, malapolitica, affari, costi milionari e lavori malfatti.

E per rispetto alla memoria ripubblichiamo integralmente l'articolo de "La Voce Cosentina" scritto molti mesi prima del crollo del viadotto.

Siamo stati facili profeti ma non ci vuole alcun profeta per predire tali eventi.

Non sono altro che il frutto di scelte scellerate, di malapolitica e di affari. Il vero cuore pulsante calabro.

 

Articolo su la Strada Longobucco - Mare pubblicato prima del crollo del viadotto

 

 

"La storia della strada Longobucco - Mare è una di quelle storie che dovrebbero assurgere alla ribalta non solo nazionale ma internazionale, una di quelle storie che se non fossero tristemente vere sembrerebbero costruite ad arte per diffamare un territorio.

Invece è una storia maledettamente vera. Anzi, verissima.

Basti accennare che il desiderio di collegare il comune di Longobucco con la costa ionica attraversando il letto del Fiume Trionto nasce addirittura negli anni '50 del secolo scorso in concomitanza con la bonifica del fiume stesso collegato al progetto della diga sul torrente Laurenzano che è un'affluente del Trionto con l'obiettivo di fornire l'acqua necessaria a valle per le produzioni agricole e gli abitanti.

Vennero avviati i lavori con tubazioni, scavi e condotte idriche sperperando oltre 50 miliardi di vecchie lire ma senza mai completare i lavori e addirittura, dopo tanti anni, abbandonando tutto.

Ancora oggi sono visibili i resti dei lavori lasciati a metà. Il solito triste destino della Calabria.

Gli eterni lavori sulla strada Longobucco - Mare avviati nel 1990 e ancora non ultimati

Una strada la cui storia inizia nel lontano 1990, quando viene posata la prima pietra da Longobucco in direzione mare. e che ancora non è completata.

Sono trascorsi da allora 33 anni e il tratto percorribile è di soli 11 chilometri sui 25 totali e con una spesa che finora supera i 100 milioni di euro. Basti solo pensare che negli anni '60 per costruire l'Autostrada A1 da Milano a Salerno furono necessari otto anni di lavoro.

Strada Mare - Longobucco durante i lavori ( eterni)

La prima parte della strada che collega Longobucco alla frazione "Destro" viene inaugurata nel 2015, solo dopo 25 anni per un tratto di undici chilometri. Un record mondiale.

E' ancora oggi in costruzione il quarto lotto di sei chilometri che dalla frazione Destro giunge al ponte di Caloveto.

La consegna dei lavori di questo lotto erano previsti per il 2018. Ovviamente le previsione sono sempre farlocche, nella tradizione dei lavori pubblici in Calabria ed ancora, nel 2023, si è in attesa della conclusione degli stessi.

Da Caloveto poi dovrebbe essere ultimato l'ulteriore ed ultimo lotto per ricongiungersi alla fatidica e famigerata "SS 106" ionica. Oggi per raggiungere Longobucco da Mirto sono necessari almeno 50 minuti. Si deve raggiungere la frazione Destro e poi ususfruire degli 11 chilometri di strada completati per giungere al ridente comune silano. 

Una storia assurda, una di quelle telenovelle infinite che dimostrano come l'imperizia, la burocrazia, una classe politica cialtrona e truffaldina e, soprattutto, inconcludente sia per la Calabria una vera e propria maledizione.

Strada Longobucco - Mare in costruzione dal 1990 ( completati sinora solo 11 Km su 25)

 

Dal 1990 è cambiato il mondo. La ex Germania dell'Est è stata ricostruita e resa pari a quella dell'Occidente, la Cina è divenuta la prima potenza mondiale e nella stessa Cina per costruire una strada di 25 Km necessitano non più di una sola settimana.

Si è dipanata la rivoluzione digitale nel Pianeta ed in Calabria in 33 anni non si è stati capaci di completare una strada che congiunge il centro abitato di Longobucco con la zona costiera di Mirto. 

Fra autorizzazioni, problemi di impatto paesaggistico, burocrazia e azioni anche di matrice malavitosa sono trascorsi finora 33 anni e chissà quanti altri decenni trascorreranno prima di ultimarla.

Non vi è stato assessore o consigliere regionale che nelle tante campagne elettorali dal 1990 ad oggi non abbia annunciato solennemente il proprio impegno per il completamento dei lavori.

E nei giorni scorsi un nuovo trionfale annuncio, "La strada Longobucco - mare sarà conclusa".

 
Tale annuncio si lega all'impegno della Giunta Regionale e all'atto deliberativo del presidente, Roberto Occhiuto.
 
Atto con il quale vengono con cui vengono stanziati 14.074.820 euri per finire i lavori dell'arteria che collega la Sila alla statale 106 ed il III lotto della Gallico-Gambarie, in provincia di Reggio Calabria». Ad annunciare con toni trionfalistici tale finanziamento, che, si augura, possa davvero sancire il completamento dell'opera il cui inizio dei lavori risale addirittura ai tempi della Prima Repubblica è la consigliere regionale di Forza Italia, Pasqualina Straface.
 
 
 

"La Sila-Mare è una delle infrastrutture che farà svoltare i territori. Inerpicandosi nel greto del fiume Trionto, ed alcuni tratti sono già conclusi da tempo, chiuderà la congiunzione stradale tra Mirto a Longobucco in un tempo di percorrenza di circa venti minuti rispetto ai 50 attuali. 

L’impegno della Regione Calabria, teso affinché l’importante opera viaria si concluda, una volta per tutte, sarà fondamentale per lo sviluppo, anche turistico oltre che economico, del territorio e delle comunità interne.

Esprimiamo, quindi, grande soddisfazione per la volontà politica del governatore di chiudere due vicende annose. E non possiamo non ringraziare per l’attenzione - conclude il consigliere regionale, Pasqualina Straface - posta in questa intricata vertenza dall’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Longobucco, Serafino Greco.

La Sila-Mare sarà presto una realtà". 

 
Sulla vicenda interviene, con toni meno trionfalistici e con maggiore realismo, anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Davide Tavernise.
 
"Accolgo con piacere la notizia dello stanziamento da parte della Giunta Regionale della somma necessaria al completamento della Sila-Mare. 
 
Resta d’altronde che la questione economica è marginale rispetto all’andamento dei lavori. 
 
Quanto necessario era già disponibile - afferma Tavernise - e a valere sul fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020, così come il completamento dell’opera è inserita nello strumento attuativo piano pluriennale Anas 2016-2020.
 
E proprio sull’andamento dei lavori, che risultano ancora a intermittenza, una settimana fa ho interrogato il Presidente della Giunta per capire tempi e modi di consegna dell’opera alla cittadinanza".

"La storia di questa strada - continua Tavernise - ha origini lontane nel tempo: la sua realizzazione parte negli anni ‘90 del secolo scorso e ancora non si conosce l'esatto cronoprogramma della fine lavori.

Per questo nella mia interrogazione una settimana fa ho chiesto conto sia del completamento del IV lotto II stralcio, di competenza Regionale, che doveva essere consegnato entro marzo 2023 che del V lotto, di competenza dell'Anas e per il quale non abbiamo date certe". 

Le ultime notizie sugli stanziamenti - conclude i l consigliere pentastellato - fanno certo piacere perché dimostrano l’interesse della Regione alla conclusione dell’opera e agli stimoli che vengono dall’opposizione ma proprio per questo chiedo tempi certi sulla consegna dell'opera ai cittadini calabresi.

I proclami lasciano il tempo che trovano - conclude Tavernise - festeggeremo solo a lavori ultimati».

 
Chi, da giovincello, ha assistito agli inizi dei lavori, oggi, magari cinquantenne, aspetta ancora il completamento dell'opera e quando sarà completata probabilmente non sarà più in questo mondo ma sarà passato a miglior vita.

Questa assurda storia è la cartina tornasole di una terra abbandonata al suo destino, di un popolo che non è mai riuscito a valorizzare il voto nelle urne, votando ed eleggendo sempre personaggi squallidi ed incolti che hanno distrutto e continuano a distruggere questa nostra sventurata terra.

Longobucco come tutti i paesi silani vive il triste fenomeno dello spopolamento.

Si spera almeno che la strada finisca prima che Longobucco diventi un borgo - fantasma senza più abitanti.

Una storia che è la fotografia di quella Calabria orribile e distruttrice che ha costretto le nuove generazioni ad andarsene e che ha trasformato territori belli ed incantevoli come Longobucco in tristi paesini abitati oramai prevalentemente da anziani.

La fotografia di quella Calabria governata da una "casta" politica che è riuscita a vanificare anche la speranza.

Redazione


Editoriale del Direttore