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ll Premier Conte rende omaggio, con la sua presenza al rito funebre, alla Governatrice Jole Santelli

Politica
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Che Jole Santelli fosse amata ed ammirata da tutti coloro i quali hanno avuto il piacere di conoscerla non vi era dubbio alcuno, ma il cordoglio e la partecipazione addolorata alla sua prematura scomparsa avvalora e certifica quanto fosse stimata e benvoluta. Al suo rito funebre, tenuto presso la Chiesa di San Nicola a Cosenza ha voluto partecipare il Premier, Giuseppe Conte, il Ministro dell'Interno, il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, il vice presidente della Camera, Ettore Rosato, il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese. Presente anche il vicepresidente nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, la senatrice Renata Polverini, il senatore Maurizio Gasparri, tanti altri parlamentari, numerosi consiglieri regionali e assessori e, dinanzi la Chiesa, tanti e tanti cosentini che hanno salutato per l'ultima volta la loro Governatrice. A officiare il rito funebre l'Arcivescovo di Cosenza - Bisignano, mons. Francesco Nolè. Nella sentita e seguita omelia mons. Nolè ha affermato " Ringraziamo il Signore per il lascito della testimonianza di dignità, di delicatezza, del coraggio con il quale ha affrontato il suo dolore. Jole è stata una donna intelligente, preparata e determinata.  Con la sua elezione a Presidente si era accesa una luce rosa su questa nostra terra che dobbiamo tenere viva. Cosa ci lascia Jole come testamento e testimonianza di cui fare tesoro? La dignità, la riservatezza e la sua delicatezza, non cedendo mai alle provocazioni". "Una donna schietta, autentica, innamorata della sua terra, la Calabria. Appena venne eletta presidente della Regione - ha affermato il Premier Giuseppe Conte - mi dichiarò subito la volontà di voler collaborare con il governo, con massima lealtà, nell’interesse dei suoi conterranei. E così ha fatto". "Un grande dolore per una grande donna. L'ho sentita di recente e quando le ho chiesto se aveva paura del Covid lei mi ha detto - ha sostenuto la Presidente del Senato, Elisabetta Casellati - di no perché era abituata a combattere tutti i giorni con la sua malattia". Un rito funebre partecipato, commosso, sincero per una donna che ha saputo tessere con la sua empatia e la sua voglia di vivere rapporti solidi e reali, che ha saputo lasciare una forte impronta della sua vita terrena stroncata ancora giovane da un male incurabile. Nel suo nome e nella sua grande lezione di vita certamente i calabresi ed i cosentini non la dimenticheranno.

Redazione