Il Presidente della Repubblica con la presenza di tutti i Presidenti delle Regioni ha commemorata nel 2020 la nascita delle stesse, che avvenne nel lontano 1970. Il Presidente Mattarella li ha definite baluardi di democrazia e partecipazione. ma non tutti gli italiani concordano su tale definizione. Anzi sono sempre di più coloro i quali invece concordano con quando aveva giustamente profetizzato sempre nel lontano 1970, il leader della destra di allora, l'On. Giorgio Almirante, segretario nazionale del Movimento Sociale Italiano. Giorgio Almirante per primo in assoluto intuì e predisse la deriva negativa che avrebbero nel tempo intrapreso, divenendo luoghi di potere locale con sprechi e interessi localistici. Vere palestre  di una classe politica famelica e cialtrona, per come poi è stato. Giorgio Almirante si oppose con forza e determinazione alla loro istituzione parlando per ore e ore in Parlamento con la sua abilità oratoria che gli era riconosciuta persino dai suoi più acerrimi nemici politici. Il sistema regionale di oggi venne approvato nel 1970 con i voti in Parlamento di democristiani, socialisti, repubblicani, socialdemocratici ed anche con i voti del vecchio Pci. Votarono contro MSI, liberali e monarchici. Da allora ad oggi le Regioni hanno rappresentato centri di potere enormi spesso caratterizzate da gestioni allegre e da numerosissimi scandali e conseguenti inchieste giudiziarie. Le Regioni sono state il luogo di formazione della classe politica di oggi, una classe politica deleteria, incolta e di bassissimo livello, nata e cresciuta nelle clientele regionali. Hanno contribuito al degrado del nostro Paese, esattamente come aveva previsto e profetizzato Giorgio Almirante.

Redazione

Editoriale del Direttore (2)