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Carlo Tansi, "La Lega prima vota e dopo Salvini ordina la revoca della norma sui vitalizi"

Politica
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La norma approvata in pochi secondi che consente anche a chi è chiamato ad espletare il ruolo di consigliere regionale ipoteticamente anche per un solo giorno di poter usufruire della contribuzione per il vitalizio ha suscitato, per come era ampiamente prevedibile, grande clamore anche a livello nazionale. E fra i tanti che sono intervenuti oltre a Di Maio e Toninelli del Movimento % Stelle, anche Matteo Salvini, leader della Lega, partito che in Consiglio regionale vanta ben quattro consiglieri. E sembra che l'iniziativa di tale norma sia partita proprio da qualche consigliere leghista. Ovviamente Matteo Salvini ha criticato fortemente la norma ma non ha fatto cenno alcuno al suo gruppo consiliare regionale. E ad intervenire sulla vicenda anche Carlo Tansi, candidato alla Presidenza della Regione Calabria nelle passate elezioni ottenendo oltre 70.000 voti con il 7,5% e che per effetto di una legga scandalosa e palesemente anticostituzionale, liberticida ed antidemocratica, è rimasto fuori dal Consiglio Regionale. "In relazione alla Legge Regionale - afferma Carlo Tansi - che consentirebbe di attribuire il vitalizio a consiglieri regionali rimasti in carica anche per un solo giorno, Il signor Salvini, vero capo occulto della giunta della Regione Calabria, dopo aver saputo della rapidissima approvazione avvenuta in soli 117 secondi, peraltro all’unanimità e senza alcuna discussione, nell’ultimo Consiglio regionale, ne ha ordinato la revoca e, in ottemperanza all'ordine del "Capo", è stato convocato, per il 3 giugno, una riunione del Consiglio per abrogarla. La scandalosa norma, deve essere cassata non perché lo ordina Salvini, ma perché lo hanno richiesto la valanga dei 20.000 Calabresi che, in poco più di un giorno, hanno sottoscritto la petizione promossa da Carlo Tansi. Callipo ed i Partiti del Centrosinistra, anziché limitarsi ad accettare le "patetiche scuse" dei suoi Consiglieri, farebbero bene a chiederne le DIMISSIONI, SUBITO DOPO LA REVOCA DELLA NORMA. Consiglieri che guadagnano 12 mila euro al mese e che approvano leggi senza nemmeno leggerle, o sono ignoranti ed inaffidabili, oppure sono in malafede e con le loro scuse prendono per i fondelli i calabresi".

Redazione