Header Blog Banner (2)

Non vi è alcun dubbio che la scelta del generale e Europarlamentare, Roberto Vannacci, di uscire dalla Lega e formare un suo partito non poteva che essere inevitabile.

( nella foto in apertura l'europarlamentare Roberto Vannacci e il deputato Emanuele Pozzolo - Fonte della foto: www.dire.it


Che senso poteva avere per Vannacci rimanere un vicesegretario senza alcun ruolo ed essere un sottoposto di un politico mediocre come lo è Matteo Salvini.

Solo i leghisti abituati a considerare Matteo Salvini il loro "Capitano" possono adeguarsi a tale situazione.

Certamente non un personaggio come il Generale Vannacci che può avere mille difetti ma che culturalmente e politicamente parlando è milioni di volte più attrezzato del Salvini che ha collezionato negli ultimi tempi solo errori su errori.

Ed è ovvio che i leghisti stanchi di Matteo Salvini, che sono  molto di più di quello che si può pensare, non esiteranno a votare la nuova creatura politica di Roberto Vannacci.

E se al primo sondaggio la Lega è al 6,6% non è detto che alle elezioni del 2027 non possa scendere al 4 - 5%. 

Ma anche in questo caso nessuno avrà il coraggio di chiedere le dimissioni da segretario di Matteo Salvini, incarico che detiene oramai dal lontanissimo 15 dicembre 2013.

Anche per paura di non essere ricandidati, e, del resto, la classe dirigente della Lega non brilla certo per autonomia di pensiero e coraggio, senza un "Capitano" che li guida e li comanda sarebbero persi.

Uno stuolo di pusillanimi e codardi che per amore della poltrona sarebbero capaci di tutto e di più.

Intanto le sue "truppe" si preparano a sfidare la Lega sulle armi a Kiev.

Sarà interessante osservare "quanti patrioti nel centrodestra voteranno a favore degli italiani - affermano i tre deputati Sasso, Ziello e Pozzolo - e soprattutto quanti assenti ci saranno tra le file della Lega che da mesi dice di non voler più inviare aiuti a Zelensky ma poi, nei fatti, si smentisce clamorosamente e vota sempre a favore.

Noi riteniamo che inviare ulteriori armamenti a Zelensky non aiuti il processo di pace, e una pace raggiunta oggi offrirebbe agli stessi ucraini condizioni migliori rispetto ad una pace raggiunta domani.

Aggiungiamo che inviare ulteriori miliardi di euro di soldi degli Italiani in mani che non sempre hanno brillato per onestà, vedasi i recenti fatti di cronaca di corruzione di uomini vicinissimi a Zelensky, non tutelano gli interessi degli Italiani.

Preferiremmo che quei soldi venissero utilizzati per la sicurezza degli Italiani, per aumentare il numero delle forze dell'ordine oggi purtroppo inadeguato dinanzi all'escalation criminale che attanaglia le nostre città. Per questi motivi abbiamo presentato un emendamento in tal senso”.

E' molto probabile che il Governo decida di porre la fiducia sul decreto. In tal caso si eviterà di discutere i tre emendamenti presentati dai tre deputati che hanno aderito a "Futuro Nazionale".

I tre deputati hanno già preparato tre ordini del giorno contro l'invio di armi a Kiev e per il deputato Sasso la fiducia sul decreto rappresenta già un primissimo "risultato di Futuro nazionale". 

"È bastato presentare un emendamento - ha sottolineato il deputato Rossano Sasso -  per mettere in difficoltà quanti, soprattutto nella Lega, la pensano come noi".

Redazione

 


Editoriale del Direttore