In Lombardia nella Circoscrizione Monza - Brianza nella lista "Lombardia Italia - Fontana Presidente" nelle elezioni regionali del 2023 è stato eletto consigliere regionale Jacopo Dozio, con soli 93 voti. Come è stato possibile?
( nella foto in apertura Jacopo Dozio, oggi consigliere regionale di Forza Italia in Lombardia )
Oggi il giovane Jacopo Dozio, 34 anni, è un consigliere regionale di Forza Italia.
Venne eletto, come già detto, nelle elezioni regionali tenute in Lombardia il 12 e 13 febbraio 2023 nella Lista "Lombardia Italia - Fontana Presidente".
Aderì in seguito a Forza Italia nel novembre 2023.
La lista con la quale venne eletto con 8 candidati prese 18.064 voti, il 7,5%.
Una percentuale ragguardevole.
Basti pensare che ha totalizzato poco meno della Lista di Forza Italia che ha preso 19.154 voti.
Ma quello che è politicamente straordinario ed unico è il fatto che tutti gli otto candidati della lista hanno totalizzato solo 191 preferenze.
E' il caso di ripetere e sottolineare "solo 191 preferenze".
Vuol dire che 17.873 elettori su 18.064, il 99%, hanno votato solo il simbolo senza esprimere preferenze.

Le preferenze di tutti i candidati della lista "Lombardia Ideale - Fontana Presidente" - circoscrizione Monza - Brianza - n. 8 candidati
Praticamente quasi tutti.
Infatti per tale singolarità il candidato che ha preso più voti, cioè Jacopo Dozio, con soli 93 voti è stato eletto consigliere regionale di una Regione pesante e determinante come la Lombardia.
A dimostrazione di come in Lombardia si voti il simbolo e non la preferenza.
Esattamente il contrario di quanto accade in Calabria dove i voti delle liste non sono altro che la somma dei grandi portatori di voti che in qualsiasi partito si candidano (e ne cambiano tanti) prendono sempre migliaia e migliaia di preferenze.
Il voto in Lombardia, pulito e senza preferenza è legato al partito.
In Calabria è legato solo al candidato e, spesso sovente alla pratica illegale alla base della corruzione dilagante e oramai "Sistema" del voto di scambio.
Legato quindi alla mercificazione del voto scambiato con una promessa, un favore che il candidato elargisce nella sua lunghissima carriera politica a migliaia e migliaia di clienti ovviamente calpestando i diritti e vivendo di illegalità.
Un "Sistema" che crea e mantiene in vita una "clientela" che i politici professionisti, cioè quelli che tutta la vita vivono di privilegi e di laute prebende per tutta la vita, tramandano addirittura da padre in figlio, da padre in figlia e anche da marito in moglie.
La chiara dimostrazione dell'esistenza di due Italie, di due culture diverse, di una distanza abissale.
Una parte dell'Italia che non vive schiava e prona alla politica e una parte dove anche per poter respirare vi si deve rivolgere da schiavo e da domestico al politico amico.
Un modello sociale feudale, dove il feudatario aveva anche il diritto alla prima notte.
Quel diritto che sanciva che la prima notte delle mogli spostate con i mezzadri doveva essere trascorsa con il padrone delle terre e la mattina seguente il lenzuolo macchiato di sangue che testimoniava la verginità perduta della pulzella appena sposata veniva esposto dal balcone del Feudatario con la felicità del marito anche lui ovviamente prono al padrone.
Per fortuna tale diritto è parte della storia passata ma il servilismo ai potenti signorotti della politica ancora resiste.
Ovviamente nelle regionali calabre 93 preferenze farebbero ridere a crepapelle.
In Lombardia si viene eletti consiglieri regionali.
Due mondi diversi, due culture politiche diverse.
Altro che questione meridionale.
Altro che Autonomia differenziata.
Redazione


