L’intelligence nel mondo: uno sguardo americano" è il tema della lezione tenuta dal capo centro della Central Intelligence Agency (CIA) in Italia dal 2003 al 2008 Robert Gorelick al Master in Intelligence dell'Università della Calabria, diretto da Mario Caligiuri.


Il relatore ha introdotto dicendo che negli ultimi venti anni si è registrato un vasto cambiamento nel campo degli operatori di intelligence. Un tempo il modo di operare degli agenti avveniva con operazioni svolte sul campo, utilizzando la Humint intelligence.

Per esempio, durante la guerra civile americana, venivano individuati gli schieramenti degli eserciti issandosi sulle mongolfiere, o si raccoglievano informazioni riservate intercettando i telegrammi.

Il Prof. Mario Caligiuri, direttore del Master in Intelligence all'Unical

Più recentemente, l’attività svolta sul campo iniziava inviando nei paesi l’agente segreto, che attraverso mezzi di travestimento, e con documenti falsi, riusciva a operare in maniera sicura, anche cambiando identità più volte al giorno.

Si riuscivano ad affittare case per adibirle a basi operative utilizzando identità false.

Gorelick ha evidenziato che oggi tutto ciò non è possibile. Infatti, attraverso il riconoscimento biometrico e le impronte digitali, è difficile cambiare identità.

Pertanto,  la falsa identità dell’agente oggi va costruita nel tempo, anche tramite i mezzi di comunicazione digitale come instagram e facebook, in modo da creare una identità di copertura che sia valida per tutta l’attività di servizio.

Il relatore ha proseguito dicendo che da sempre la Humint è la principale forma per la ricerca di informazioni. Questo metodo di intelligence viene sviluppato concretamente sul terreno, tramite rapporti diretti e personali con le fonti umane, ma con l’avvento della intelligenza artificiale, e, dopo i tragici eventi dell’11 settembre, c’è stato un cambio nella metodologia della ricerca delle informazioni.

Gorelick ha poi ricordato i metodi utilizzati dall’intelligence per la raccolta delle informazioni: Sigint (segnali), Osint (fonti aperte), Imint (immagini), Masint (tracce strumentali), ma la Humint resta sempre molto utilizzata.

Gorelick ha affermato che i fenomeni che hanno contribuito in maniera significativa a questo “cambiamento epocale” sono stati due: l’11 settembre 2001, che ha un’influenza più limitata, e la rivoluzione digitale, che ha determinato un cambiamento molto più profondo nelle operazioni di intelligence, con l’impiego delle metodologie di ricerca supportate dall’intelligenza artificiale.

Il docente ha ribadito che “grazie alle tecnologie viene creato un avatar per avvicinare tutti i possibili obiettivi. Queste operazioni, impensabili vent’anni fa, hanno l’obiettivo di individuare e avvicinare le fonti, per poi utilizzare la Humint per il reclutamento e la gestione della fonte sul campo”.

Inoltre, oggi è possibile filtrare la enorme quantità delle informazioni attraverso i computer, che poi vengono analizzate dagli operatori. Attualmente sono sorte nuove figure come i Target in officers.

Gorelick ha poi sostenuto che “nel futuro l’intelligence collaborerà sempre di più con il settore privato, acquisendone anche competenze, mentre i diversi metodi dell’intelligence dovranno integrarsi”.

Il docente ha ribadito che bisogna pensare di più al futuro per potenziare il settore nei prossimi dieci anni, tornando ad operare strategicamente, utilizzando meno metodi militari, assumendo maggiormente nelle università. In questa direzione - ha sostenuto - i servizi israeliani, hanno intrapreso la strada giusta.

Gorelick ha infine evidenziato che gli agenti del futuro dovranno sviluppare elevate capacità diplomatiche, doti empatiche e attitudine all’ascolto per creare relazioni efficaci con le persone del paese dove attingere informazioni: “Questo nuovo modo di operare muterà la creatività dell’agente che dovrà collaborare con più attori possibili, statali e non, determinando il cambiamento operativo dei nuovi metodi di intelligence”.

Redazione


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