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L'arte, la "Vera" arte ritorna ai Quattro Canti di Palermo con una collettiva nelle sale dei palazzi Costantino e Di Napoli in occasione del 399° festino di Santa Rosalia.



Le sale dei Palazzi Costantino e Di Napoli assurgono a "sede" di "SuperVisione", una collettiva che ingloba le opere di ben 42 artisti.

Sin dal 2000 i Marchesi Cesira Palmeri di Villalba e Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona ogni anno celebrano  la Patrona, Santa Rosalia, con le espressioni degli artisti che propongono la loro ricerca specifica.

L'inaugurazione di terrà il prossimo 13 luglio alle ore 17.00.

L’obiettivo è di realizzare una “supervisione”, appunto, un percorso che si snoda in modo articolato all’interno degli ambienti storici, dove affreschi barocchi entrano in dialogo con la contemporaneità.

“Oggi – affermano i promotori – la stratificazione del tempo restituisce le cicatrici architettoniche, ferite ricevute dall’immobile nel tempo, percepibili come ‘lacune’. Queste diventano occasione di cura e bonifica attraverso l’arte nei giorni dedicati a Santa Rosalia.

L’atmosfera decadente e sfarzosa conferisce al luogo unicità ed un senso di struggente romanticismo nel quale si apre un dialogo visivo tra passato e presente”.

Palermo, Sale del palazzo Costantino, Battaglia di Ponte Milvio di Velasco

La scoperta delle opere d’arte inserite con discrezione nelle preesistenze architettoniche segnerà l’attesa del passaggio del carro della Santuzza ai Quattro Canti. L’evento – patrocinato dalla Commissione Cultura del Distretto Rotaract Sicilia Malta 2110 e del Distretto Rotaract Sicilia Malta 2110 –  prevede la collaborazione con la Galleria Fpac di Francesco Pantaleone. 
 

Santa Rosalia ha riscattato la Città liberandola dalla Peste, una "cura" rievocata annualmente nel segno dell'Arte sulla scia della tradizione palermitana. 
 
 
 
A metà '400, infatti, Alfonso d'Aragona riunì a palazzo Sclafani i piccoli ospedali cittadini in un grande ed innovativo plesso che con approccio olistico fece affrescare da artisti catalani e provenzali. 
 
Una committenza reale senza precedenti tra temi grotteschi d'intensa espressività verso la persona oltre che la patologia specifica.

 Il 14 sera è la rievocazione storica e il 15 quella religiosa.
 
Al crepuscolo, le reliquie portate per le strade di Palermo in processione, giunti in Piazza Vigliena, avviano un particolare rituale toccando le facciate dei 4 Canti dai quali si dirama la città nella sua quadripartizione. 
 
In un percorso antiorario che da 4 secoli ha significati esoterici garantisce benedizione e protezione alla Città.
 
Riti e urbanistica s'intrecciano nell'archetipo della Croce dall'iconografia aragonese.

A partecipare alla "collettiva; ben 42 artisti che  spiccano per talento e innovazione creativa: Marco Affaitati, Giulia Apice, Andrea Aquilanti, Elena Bellantoni, Marco Primo Bernardi, Flavia Bigi, Stefania Galegati, Alessandro Calizza, Canecapovolto, Lorenzo Cappella, Giorgio Dante, Chiara Dynys, Luigi Cittarella, Davide Dormino, Iginio de Luca, Gianni Dessì, Teresa Emanuele,  Roberto Ferri, Carlo Alberto Floridi, Giovanni Gaggia, Laura Gianetti, Federica Griesi, Loredana Longo, Adele Lotito, Ignazio Mortellaro, Cristallo Odescalchi, Innocenzo Odescalchi, Flavio Tiberio Petricca, Roberto Pietrosanti, Donatella Pinocci, Francesca Romana Pinzari, Vettor Pisani, Nicola Pucci, Danilo Quintarelli, Pietro Ruffo, Giuseppe Salvatori, Maurizio Savini, Ignazio Schifano, Maddalena Scuderoni, Riikka Vainio, Delphine Valli, Mario Zito, che  interverranno con installazioni ed interventi site-specific occupando Palazzo Costantino, via Maqueda, 217.

La Cavallerizza barocca colonnata, che ha ospitato "Manifesta" oggi rivive con  la installazione audio e video "INFINITO FINITO" di  Donatella Pinocci.
 
E' una trattazione innovativa tra arte, scienza e tecnologia, una evoluzione culturale ed estetica del rapporto progresso-uomo-ambiente.
 
Una riflessione sull’impatto delle tecnologie e delle scienze sull’arte, la cultura e sul linguaggio contemporaneo. Il progetto simula la presenza sonora tridimensionale dei cavalli immateriali citando l'antica funzione.

"Supervisione" è un percorso che si snoda in modo articolato tra i cicli di affreschi barocchi dei massimi artisti palermitani del '700 che entrano in dialogo con la contemporaneità.
 
La mostra è anche un omaggio alla Città offrendo la possibilità di visita gratuita di due tra i più importanti palazzi di Palermo.

Dal 13 luglio alle ore 17:00 e il 14 luglio sarà possibile visitare la sezione video della rassegna, che prevede la partecipazione degli artisti: Elena Bellantoni, Giovanni Gaggia, Stefania Galegati, Loredana Longo, Ignazio Mortellaro e la mostra di Nathalie Hambrocon con le opere-ponte fra mondi distanti, discipline separate, estetiche e linguaggi contrapposti e i progetti con le periferie in particolare con gli adolescenti di Brancaccio. 
 
L'artista inglese si è trasferita da Londra a Palermo come già aveva fatto Jenny Saville
 
La Saville ha qui concepito il suo capolavoro "The Atonement study", un trittico su committenza di Carlo Bilotti per la cappella del Giglio nei pressi di via Roma, come luogo di arte e meditazione in senso laico su modello della Rotko Chapele Matisse in Provenza.

E' una delle rare iniziative private per S. Rosalia a fianco di quelle istituzionali. 
 
Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona è collezionista d'arte, filantropo e mecenate. 
 
Con le collezioni di famiglia e sue ha promosso la realizzazione di musei a Roma, Salerno, Cosenza, Rende, Palermo. 
 
Un percorso personale e professionale che, dal sodalizio instaurato con istituzioni pubbliche, ha dato vita a una rete museale che interagisce con le realtà locali costituendo una complessa entità culturale divenuta riferimento nel centro-sud d'Italia. 
 
Lo zio Carlo F. Bilotti, laureatosi a Palermo è stato tra i più importanti collezionisti sulla scena internazionale che, da presidente di Pierre Cardin, Nina Ricci e altre casa di cosmetica arte e imprenditoria divenivano nuovo linguaggio creativo per pubblicizzare i prodotti grazie a committenze coraggiose e intuitive. 
 
Insieme hanno gestito le opere e organizzano mostre con capolavori dalla collezione Bilotti, tra cui: "Warhol verso de Chirico", "Da Picasso a Warhol" con opere di Boccioni, de Chirico, Morandi, Severini, Picasso, Chagall, Dubuffet, De Kooning, Twombly, Klee, Kandinsky, Kiefer, Calder, Leger, Lichtenstein, Matisse, Mirò, Moore, Rauschemberg, Tapies, Warhol, Saville, Hirst - di cui una parte musealizzate.

Roma, "Museo Carlo Bilotti all'Aranciera di Villa Borghese";  Cosenza,  MAB, "Museo all'Aperto Bilotti" e "Casa delle culture"; Mam "Museo arti e mestieri" della Provincia e 2 sezioni nella "Galleria Nazionale di Cosenza".
 
A Rende, nell'ambito del progetto "Borgo dei Musei" ha realizzato il "Museo Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona-Arte Contemporanea" nel castello aragonese  e il "Museo delle ceramiche" e la sezione futuristi nel "Museo del Presente".

Con la compagna Cesira Palmeri di Villaba ha promosso talenti palermitani dando spazi gratuiti a sede a Dimora OZ, laboratorio di arti visive, performative e multimediali spazio transdisciplinare dove lavorare alloggiare e poter esporre il  lavoro di giovani artisti.  
 
Ha anche arricchito le collezioni cittadine con importanti donazioni: 200 opere alla GAM al Sant’Anna, tra cui opere di Lo Jacono, Leto, Novelli, disegni di Hirst e il monumentale abbraccio di Ettore eAndromeda di De Chirico. 
 
Nello scalone di palazzo Sant'Elia e le statue di Domenico Gagini a Ugo, al gruppo marmoreo di Lorenzo Bartolini Maddalena Pallavicino e figli che hanno passato il testimone delle Egadi ai Florio, fino alla porta di Pietro Consagra nato a Mazzara del Vallo.  
 
Alla Regione il rilievo parietale marmoreo del Marabitti che è esposto al museo lapideo di palazzo Ajutamicristo.

Con le loro opere sono venuti a Palermo diversi artisti romani, alcuni della  Scuola di San Lorenzo, la celebre Factory romana.

Dal quartiere proletario di Roma, un edificio della cosiddetta archeologia industriale, l’ex Pastificio Cerere, sono lo scenario entro la quale un gruppo di artisti dagli inizi degli Anni Ottanta, ha dato origine ad uno dei poli più vitali dell’arte contemporanea. 
 
Un percorso iniziato con la "Scuola Romana", alla "Scuola di Piazza del Popolo", la Transavanguardia, di Achille Bonito Oliva fino alla “Scuola di San Lorenzo”.

Nel 2019 - 2020 questi artisti con 55 opere si sono riuniti al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese per celebrare Paolo Aita scrittore e critico d’arte e musicale ora parte della permanente del Museo Arte Contemporanea  "Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona" nel Castello di Rende.

42 artisti convergono in questi spazi sofferenti, portando ciascuno la specificità del proprio lavoro che nella condivisione porta vitalità, fruizione celebrazione della festa e un invito alla consapevolezza della necessità di recupero di questi palazzi per una ripartenza verso il futuro secondo la simbologia di Santa Rosalia.

Redazione

 

 

Editoriale del Direttore