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Grande ed ulteriore riconoscimento a livello internazionale per il Procuratore capo della Repubblica di Catanzaro, dott. Nicola Gratteri. E come sempre "nemo profeta in patria", infatti i maggiori riconoscimenti che vengono celebrati al dott. Gratteri per il suo impegno nella lotta alla mafia sono prevalentemente provenienti da oltreconfine. Così come avviene anche per l'attenzione suscitata dai mass - media internazionali sul maxiprocesso Rinascita Scott molto più accentuata rispetto a quella nazionale per non parlare di quella regionale. Lo stesso dott. Nicola Gratteri lo ha affermato in una intervista rilasciata in una intervista sul canale social di "Calabria News 24" dove ha partecipato anche il Prof. Antonio Nicaso, studioso di criminalità a livello internazionale. E lo stesso dott. Gratteri è stato inserito nei 5 finalisti con altre quattro grandi personalità
del concorso internazionale Win Win Gothenburg Sustainability Award, un premio Nobel della sostenibilità promosso dal Comune di Göteborg, dalla Contea di Västra Götaland (una delle ventuno regioni in cui è suddivisa amministrativamente la Svezia), e da undici entità e aziende industriali svedesi. Il premio in questa edizione vuole porre in evidenza come la "lotta contro la corruzione sia una condizione necessaria per uno sviluppo globale e sostenibile" e Nicola Gratteri è tra i 5 finalisti selezionati fra 64 nominativi di 34 paesi. A rappresentare l'Italia, quindi, il Procuratore Gratteri. Complessivamente cinque icone mondiali che rappresentano la lotta all'illegalità. Un riconoscimento dell'alto valore istituzionale planetario. Cinque personalità apprezzate "per il coraggio e l'impegno con cui ognuno di loro, rispettivamente nei propri ambiti di azione ha svolto il proprio lavoro quotidiano contro ogni forma di illegalità dilagante”. I finalisti di questa “gara internazionale” sono Nicola Gratteri (Italia), Jóhannes Stefánsson (Islanda), Integrity Watch Afghanistan (IWA), International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ),e Hamzat Lawal (Nigeria). Gli organizzatori del concorso hanno sostenuto di aver ricevuto "da tutto il mondo alcune nomination davvero interessanti, e la giuria del WIN WIN Award ha lavorato duramente per selezionare i cinque candidati selezionati, che a loro modo hanno combattuto la corruzione come nessun altro al mondo. Vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno collaborato con noi. È stato stimolante conoscere così tante persone, che in tutto il mondo combattono ogni giorno contro la corruzione. Il denominatore comune dei cinque candidati selezionati è che, combattendo efficacemente la corruzione, ognuno di loro ha profondamente contribuito al raggiungimento di uno o più degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite”. Inoltre in questa edizione il WIN WIN Gothenburg Sustainability Award punta a valorizzare e porre all'attenzione mondiale coloro i quali compiono “sforzi che contrastano e mettono sotto ai riflettori la corruzione in tutto il mondo, nella consapevolezza piena che dichiarare guerra alla corruzione è una condizione necessaria per uno sviluppo globale e sostenibile. La nostra missione  è trovare e premiare le persone e le organizzazioni di tutto il mondo le cui azioni hanno portato a un futuro più sostenibile. Cerchiamo in questo modo anche di educare e far luce su iniziative, sviluppi e sfide cruciali legate alla sostenibilità”. Un Premio che viene assegnato ogni anno dal 2000, e, fra coloro che sono stati premiati anche Kofi Annan, Al Gore, Gro Harlem-Brundtland e IPBES. Nella motivazione per la sua nomination fra i 5 finalisti si legge: “Nicola Gratteri (ITA). Nicola Gratteri è il procuratore capo nel più grande processo antimafia che sia mai stato celebrato in Italia, sovrintendendo all'accusa di oltre 350 persone con presunti legami con l'organizzazione mafiosa dell'Italia meridionale, la “Ndrangheta”. La giuria nomina quindi il procuratore Nicola Gratteri per il coraggio e la determinazione con cui ogni giorno porta avanti il suo lavoro, rischiando in prima persona la sua vita, e proprio per questo costretto da anni a vivere sotto scorta e sotto la costante minaccia di rappresaglie da parte delle grandi organizzazioni criminali che combatte senza tregua. La storia di Gratteri ci insegna quanto sia importante che i paesi abbiano istituzioni forti, ben funzionanti, credibili, e soprattutto utilizzate correttamente al servizio della collettività”.
Redazione

Editoriale del Direttore