"Le diverse problematiche che da tempo affliggono il settore agricolo calabrese, tra cui le conseguenze del conflitto russo-ucraino, il perdurare degli effetti del Covid-19, i continui e spesso ingiustificati rincari del costo delle materie prime uniti a fenomeni di speculazione incontrollata, rischiano di mettere in ginocchio i produttori agricoli della nostra regione"  è quanto scritto dall’associazione Terra Viva Calabria, in una missiva a firma del Presidente regionale Francesco Fortunato, inviata in data odierna all’Assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo e al Dipartimento regionale competente.


La crisi della liquidità, il mancato sostegno del sistema bancario (sempre più lontano dalla Calabria) – continua la missiva - sta portando diverse aziende, specie quelle medio piccole al collasso, ad un sicuro prossimo fallimento, con perdita di posti di lavoro già precari, ed un ulteriore impoverimento del già fragile sistema economico produttivo dei territori.

Mentre il sostegno della macchina burocratica continua ad essere lento, incapace di dare risposte immediate alle tante aziende che hanno avuto danni gravissimi dalle calamità naturali senza aver visto alcun risarcimento, ma, anzi, dovendo anticipare risorse per la ripresa delle attività produttive.

Così come i risarcimenti dei danni provocati dai cinghiali che imperversano su tutto il territorio regionale, in modo molto più accentuato nelle provincie di Crotone e Vibo Valentia.

Inoltre, la gravissima siccità che si sta manifestando in tutta la sua drammaticità di questi mesi ha già causando danni ingenti al settore cerealicolo, con perdite della produzione di oltre il 35 %, mentre sono già in atto perdite nel settore frutticolo ed olivicolo».

Nelle missiva inviata si leggono, inoltre, alcune esplicite richieste dell’Associazione regionale Terra Viva Calabria alla Regione: «un immediato intervento per le liquidazioni delle provvidenze delle calamità naturali già accertate del 2018 e del 2020; il risarcimento dei danni dei cinghiali, senza applicazione di alcun de minimis (non trattandosi di contributi ma risarcimento per danni subiti); il riconoscimento dello stato di calamità naturale per la siccità in atto; l'anticipazione dei premi PAC superficie dell'anno in corso per far fronte alla crisi di liquidità; provvedimenti urgenti per i danni da incendi alle strutture agricole».

«Queste richieste – conclude la lettera - non comportano aggravi di spesa sul bilancio regionale, ma di risorse che la Regione, il sistema programmazione e gestione del Dipartimento può mettere immediatamente a disposizione delle aziende in serie difficoltà, chiedendo alle strutture interessate uno sforzo che darebbe immediato sollievo ai vari comparti del settore agricolo calabrese».

 
Redazione

 

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