Al contrario delle tante chiacchiere dei politici e dei tanti annunci fantasmagorici di rivoluzionari cambiamenti l'andamento reale dell'economia e della strutturazione sociale della Calabria continua il suo drastico calo nei numeri freddi e incontestabili. Nel 2011 gli occupati in Calabria erano 614.501. Trascorso un decennio, nel 2021 gli occupati sono scesi a 534.734. Circa 80.000 posti di lavoro in meno. E la Calabria, da sempre sud nel sud, continua ad allontanarsi dal resto del Paese ma anche da regioni del sud come la Puglia dove i dati macroeconomici sono ben differenti. E sono numeri certificati dall'Istat e da tante altre puntigliose e precise ricerche socio - economiche. Un decennio nero per la Calabria con una "Casta" politica che è stata ed è la peggiore che la storia della Calabria possa ricordare. Su 1.894.110 residenti al 31.12.2019 ( in realtà abitano in Calabria non più di 1.600.000 abitanti reali, essendo la differenza dei "fuorisede", cioè coloro che per vari motivi conservano la residenza in Calabria ma vivono altrove), in circa 700.000 percepiscono una pensione a vario titolo. In ben 194.000 percepiscono il Reddito di cittadinanza, la percentuale più alta d'Italia in rapporto alla popolazione.
 
Il resto sono studenti e disoccupati che non cercano più il lavoro. Questa è la vera ed impietosa fotografia del tessuto sociale calabrese, molto debole e sempre immerso nel bisogno, elemento fondamentale e voluto per la carriera eterna e dinastica della Casta dei politici che attraverso la gestione del bisogno ed il conseguente voto di scambio conservano la loro eternità politica. Una Regione che non consente più in alcun modo qualsiasi ascensore sociale che consiste nella possibilità per chi nasce in una famiglia di modeste condizioni economiche di poter aspirare a cambiare la propria condizione economica per come è accaduto in tanti negli anni del boom economico dal 1960 al 1990. Una terra che non offre nulla per i suoi giovani, per i suoi figli costretti ad andar via. Oltre 150.000 i giovani che hanno abbandonato la Calabria nell'ultimo ventennio. Queste sono le cifre che parlano da sole. Questa è la realtà. Ma tali cifre non inducono verso nessun cambiamento essendo i calabresi oramai "complici" della Casta che ha distrutto questa terra. Infatti puntualmente la maggioranza di chi si reca al voto premia sempre gli stessi, vota persino il loro figli, le loro mogli e i loro affini. Quindi nessun cambiamento sarà mai possibili e ai giovani non resta altra strada che continuare ad andarsene al di là delle chiacchiere e dell'annuncite acuta della quale alcuni politici professionisti calabri sono affetti da qualche tempo.
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Editoriale del Direttore