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Il Prof. Maurizio Calvesi ( al microfono) all'inaugurazione del MAB di Cosenza

Correva a Cosenza il 13 marzo 2005, un giorno importante per la città dei Bruzi, per la sua storia e per la sua cultura. Era il giorno dell'inaugurazione del MAB, il Museo all'Aperto Bilotti.



Una nuova forma allora sperimentale di fruizione libera e all'aperto di grandi opere d'arte, con il dichiarato obiettivo di includere l'arte e la bellezza nella quotidianità della vita cittadina.

Una raccolta di sculture del Novecento italiano lungo il corso Mazzini pedonalizzato e nelle due piazze che lo delimitano che salda il rapporto tra cittadini, arte, ambiente ed architettura offrendo un nuovo dialogo di coesione sociale.

Il tutto da un progetto voluto fortemente da Carlo, Enzo e Roberto Bilotti.

Il mecenate Carlo Bilotti, Andy Wharol e Piere Cardin

Alla cerimonia di inaugurazione presente il grande storico dell'arte del Novecento, Maurizio Calvesi con la moglie Augusta Monferini.

Maurizio Calvesi (Roma, 18 settembre 1927 – Roma, 24 luglio 2020),  Professore emerito nell'Università di Roma La Sapienza, socio nazionale dell'Accademia dei Lincei è considerato uno dei più autorevoli storici dell'arte novecentesca in Italia.

Curò diverse mostre e scrisse numerosi saggi e articoli sulla storia dell’arte del Rinascimento, del Barocco e del XX secolo.

Fu il direttore della Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma e dal 1976 al 2002 ordinario di storia dell'arte moderna nell'Università di Roma La Sapienza, dove diresse l'istituto di storia dell'arte e in seguito, fino al 2002, il dipartimento di storia dell'arte.

Ricoprì la carica di presidente del Comitato per i beni artistici e storici al Consiglio nazionale per i beni culturali, dirigendo, dal 1993 al 2000, il Museo laboratorio d'arte contemporanea dell'Università di Roma La Sapienza.

Dal 2001 al 2013 curò la Collezione Farnesina, raccolta d'arte del XX secolo del Ministero degli Affari Esteri. E quanto citato è solo una piccola parte di una vita dedicata all'arte e alla bellezza.

All'inaugurazione del MAB parteciparono anche il Presidente Unesco, Gianni Puglisi, che lo definì "patrimonio culturale d'interesse pubblico avente valore di civiltà", Antonio Martusciello, allora Vice Ministro per i Beni Culturali, il Soprintendente capitolino, Eugenio La Rocca, il Soprintendente Rossella Vodret e Gabriella Consagra, moglie dell'artista Pietro Consagra.

 
Tutti rigorosamente ospiti a Cosenza della prestigiosa famiglia Bilotti
 
Il Mecenate Roberto Bilotti con Maurizio Calvesi e Augusta Monferini 
 
 
Negli anni successivi, con apposito Decreto del Ministero per i Beni Culturali n. 1088, il MAB è stato dichiarato d'interesse particolarmente importante "in quanto presenta carattere d'interesse artistico di rilevanza culturale e quale testimonianza dell'identità collettiva". 
 
Per il Ministero “il MAB riveste altresì un valore testimoniale ed esprime un collegamento identitario e civico di significato distintivo eccezionale anche per l'integrità e la completezza del patrimonio culturale della Nazione”.

Ben 40 sculture disseminate lungo 990 metri pedonalizzati su Corso Mazzini, il corso principale della città di Cosenza, che testimoniano valori, tendenze, gusti e stili del nostro XX secolo. 
 
Nella loro complessità evidenziano un periodo artistico tra i più fecondi e creativamente tumultuosi. 
 
Uno spirito inquieto e fermenti che si manifestano in modo trasversale con disomogeneità espressive e fratture formali.
 
Un cambio radicale che nasce con il Manifesto del Futurismo del 1909, cui segue la Metafisica del 1917, e successivamente un "ritorno all'ordine" che recupera aspetti fondamentali della nostra storia come evidenziato dal Prof. Maurizio Calvesi.

Un articolato itinerario tra le avanguardie, dal cubismo di Severini al futurismo di Balla, dalla metafisica di de Chirico al surrealismo di Dalì
 
Esperienze, forme, stili diversi per artisti che nella loro grandezza hanno dato voce ai drammi ma anche ai sogni di riscatto e agli ideali civili del “secolo breve” sconvolto da due guerre, dalle ferite sociali della Shoah, dalla crisi e rinascita economica. 
 
Balla omaggia l'allievo Boccioni rendendo indirettamente onore alla regione che lo ha generato; 
 
Severini nelle danseuse mescola con acume di pensiero critico futurista e cubista; 
 
Sironi, evidenzia una energia monumentale nella grandiosità di un ideale civile; 
 
de Chirico, "pictor classicus" è grande singolare evocatore; 
 
Martini, manifesta un'energia plasticamente compatta e massiva; 
 
Raphael, ripropone il vento dei paesi del nord nel pathos di figure ora drammatiche ora realistiche; 
 
Manzù propone in forme icastiche l'energia di un linguaggio curiale nutrito di umanità; 
 
Mastroianni, celebra il rito della meccanica; 
 
Greco, accarezza con una plasticità morbida e sensuale di matrice classica corpi femminili ; 
 
Fazzini, adotta un rigore compatto ed espressivo in forme che evocano il mito; 
 
Rotella, catanzarese, legato al movimento del Nouveau Réalisme e della Pop Art internazionale, rende omaggio alla sua regione con il lupo della Sila; 
 
Pietro Consagra, grande astrattista del Sud, è celebrato con otto opere che documentano la sintesi formale delle azioni dell'uomo negli ingranaggi della società; 
 
G. Pomodoro, è autore di grandi opere pubbliche in pietra e bronzo; 
 
Gonzales, opera una drammatica trasfigurazione simbolica;
 
Paladino, si collega idealmente all'antica scultura italica. 
 
Come afferma Boccioni, nato in questa regione e nostro orgoglio , l'arte deve essere portata "fuori dai musei", "spalanchiamo la figura, proclamiamo che l'ambiente deve far parte del blocco plastico come un mondo a sé e con leggi proprie....".

Tornano i grandi episodi del mito che ha popolato i racconti del nostro territorio, già estensione della Grecia classica, con il gruppo di "Ettore e Andromaca" e gli "Archeologi" di de Chirico, il "colonnato" e i "Bronzi di Riace" di Sosno, la "Sibilla" di Fazzini, la "Cariatide" di Sironi, il "Toro", la "Niobe" e la "Leda e il cigno" di Raphael, la "Chimera" di Gonzales, che evocano e restituiscono al presente un passato glorioso.

Opere degli stessi artisti, con la loro potenza espressiva, sono divenute icone dei luoghi della civiltà universale. 
 
Manzù dinanzi la sede dell’ONU e nella porta della Basilica Vaticana, Consagra al Parlamento Europeo, al Quirinale e in Piazza Duomo a Milano, Sironi alla Camera dei Deputati e con lui Martini all'Università La Sapienza. 
 
Gli artisti presenti nel MAB di Cosenza sono anche protagonisti nei più importanti musei dal Metropolitan al Moma, dalla Tate, all'Ermitage e al Guggenheim.
 
40 opere magistrali donate dal grande mecenate Carlo Bilotti, nato a Cosenza nel 1934, da antica famiglia aristocratica e industriale, da Mario ed Edvige Miceli dei baroni di Serradileo.
 
Carlo Bilotti ha, inoltre, il grande merito di aver riportato in Calabria nella Galleria Nazionale di palazzo Arnone 65 disegni di Umberto Boccioni, dalla collezione Winston Malbin che stavano per essere dispersi da Sotheby's a New York.
 
Iniziativa intrapresa anche su sollecitazione di Maurizio Calvesi, prestigiosissimo autore del Catalogo Generale su Boccioni.
 
Carlo Bilotti che nutriva per Cosenza, sua città natale, un grande amore il 12 marzo del 2005 inaugurò la mostra  "Da Picasso a Warhol opere della collezione Carlo Bilotti" nel convento di Sant'Agostino. 
 
Quaranta opere della collezione Bilotti selezionate, ancora una volta dal Prof. Maurizio Calvesi insieme al mecenate Carlo Bilotti.
 
Quaranta prestigiosissime opere a firma di artisti internazionali del calibro di Picasso, Chagall, Dalì, De Chirico, Dubuffet, Ernst, Matisse, Mirò, Rotella, Severini, Tapies, Warhol.
 
Artisti di grandissima levatura che, nel loro insieme, offrono uno spaccato completo della grande arte del XX secolo.
 
Redazione

Editoriale del Direttore