Da anni ed anni sulle colonne de lavoceromana.it e lavocecosentina.it le redazioni conducono una battaglia di denuncia sul fenomeno dei rifiuti tossici, degli incendi dolosi che spesso servono per occultare e bruciare rifiuti, dei firti dei farmaci antitumorali negli Ospedali e nelle farmacie territoriali e il silenzio sui registri tumorali provinciali mai aggiornati e sul vero numero dei malati di tumore.
( nella foto in apertura un terreno post - incendio con fumarole attive per giorni che si spengono e poi per combustione si riaccendono )
Tutte battaglie mirate a far conoscere quali sporchi interessi siano da corredo ad un fenomeno triste e maledetto come quello dell'aumento vertiginoso dei malaati di tumore e dell'abbassamento dell'età di chi muore per tumori fortemente aggressivi.
Ma scriviamo nella consapevolezza dopo molti anni dell'assoluta inutilità di tali battaglie.
Nessuna reazione di alcun tipo, nessun interesse in una società, quella calabra oramai assuefatta su tutto, silente su tutto e immobile nel cercare di tantare qualche cambiamento.
Eppure la salute è la vita.
Eppure la salute è il bene più prezioso che esista.
E nonostante ciò tutto accade anno dopo anno, tutto peggiora anno dopo anno e nulla si muove.
In questa maledetta e rovente estate gli incendi per la stragrande maggioranza dolosi si sono moltiplicati se confrontati con il numero degli incendi dell'estate 2025.
E non solo. In molti incendi si è notato che le aree interessate erano anche aree dove erano allocati siti di abbandono di rifiuti di qualsiasi genere.
Del resto la Calabria, per come sosteneva il pentito di Camorra Carmine Schiavone, cugino del potente Francesco Schiavone, detto Sndokan, capo indisusso del Clan dei Casalesi, è sempre stata la vera "Terra dei Fuochi".

Carmine Schiavone, pentito di Camorra, che affermò in più occasioni che la vera "Terra dei Fuochi è la Calabria" ma mai nessuno lo ascoltò
La 'ndrangheta ha sperimentato il lucroso traffico di rifiuti pericolosi e tossici molto prima della Camorra.
Sin dagli anni '70 le potenti famiglie di 'ndrangheta del reggino gestivano i traffici, allora non illegali, di rifiuti ospedalieri dagli Ospedali del Nord verso la Calabria.
Si narra che con i proventi del sequestro di Paul Getty Jr. la 'ndrangheta acquistò decine e decine di camion di trasporto terra che fecero la spola dalle regioni del Nord verso la Calabria sotterrando poi ovunque rifiuti di ogni tipo.
Altro che la Camorra di Casal di Principe.
E in moltissimi incendi si verifica dopo che vengono spenti il fenomeno delle cosiddette "Fumarole" che altro non sono che i fumi persistenti generati dallo smaltimento illegale e dall'incenerimento di rifiuti plastici, materiali di scarto, inerti e spesso anche pericolosissime lastre di amianto.
Nome mutuato dal vulcanismo secondario, il termine descrive in realtà colonne di fumo tossico.
Si verificano soprattutto quando si bruciano illegalmente plastiche, teli e residui vegetali delle coltivazioni protette.
Spesso i materiali continuano a covare sotto la cenere o tra i rifiuti interrati, sprigionando fumi densi e continui per ore o giorni e talvlta anche per oltre un mese.
I rischi per l'ambiente e la salute sono notevoli per l'inquinamento dell'aria con il rilascio di diossine, idrocarburi e particolato fine dovuti alla combustione imperfetta delle materie plastiche.
Ed è ovvio che tutto ciò contribuisce a creare le condizioni nocive e rischiose per la salute dell'uomo e soprattutto per l'insorgenza di forme cancerogene.
Ma in Paese oramai in declino governato da personaggi che hanno a cuore solo il loro potere e le loro ricchezze della salute pubblica nessuno più se ne interessa.
Le forme tumorali non potranno che aumentare con il grande dolore di assistere al silenzio, all'impotenza e alla rassegnazione di un popolo che non è più nelle condizioni di lottare neanche per il bene più prezioso di ogni individuo: quello della salute.
Il dovere del giornalismo, quello libero, e non quello dei servi del potere, è quello di avere il coraggio della denuncia e della verità.
Anche nella consapevolezza di lottare per battaglie perse.
Redazione


