Oramai è una cantilena che si ripete continuamente. Non vi è giorno che non vi sia chi, giustamente, denuncia le gravi carenze d'organico che si accentuano sempre più presso l'Ospedale dell'Annunziata di Cosenza. Dopo la chiusura del reparto di Allergologia a lanciare l'ennesimo allarme di una sempre più grave carenza soprattutto nell'ambito del Pronto Soccorso e nel reparto di Ginecologia è Claudio Picarelli, segretario regionale della Federazione Italiana Sindacale dei Medici Uniti  (FISMU). Basti pensare che il Governatore On. Roberto Occhiuto è stato nominato Commissario ad acta per la sanità oramai dal 4 novembre 2021, cioè da oltre sei mesi e che ancora tale gravissimo ed urgente problema non è stato ancora affrontato come si sarebbe dovuto.
Intanto i cittadini - utenti continuano a soffrire e i viaggi della speranza verso altri lidi ad aumentare.
“In ginecologia a fronte di una pianta organica che prevede 27 dirigenti medici , dopo pensionamenti e trasferimenti in altre aziende, ne sono rimasti in servizio solo 13, con una carenza quindi di ben 14 unità.
 
Ospedale dell'Annunziata di Cosenza
 
I turni massacranti e la mancanza dei riposi previsti stanno mettendo a dura prova i pochi medici in servizio con il rischio di un burnout ormai imminente. E tutto sarà acuito dalla stagione estiva , quando si dovranno necessariamente concedere le ferie. Al pronto soccorso, ma la questione purtroppo è atavica  mancano almeno 5 medici, costringendo - afferma il segretario regionale FISMU - medici di altri reparti ad effettuarvi  turni in straordinario, perché l’accesso dei pazienti tende sempre ad aumentare, causa anche il Covid. Ma non sono solo questi reparti che soffrono la carenza di organico, un po’ tutti hanno gli stessi problemi: in neurochirurgia mancano tre medici, in chirurgia pediatrica tre, in chirurgia toracica 3, ma due sono a tempo determinato e presto potrebbero trasferirsi dove c’è garanzia di un posto a tempo indeterminato.
 
Ma non basta: in otorino mancano 2 medici, in ortopedia ne mancano almeno 5, in fisiatria 2, in anestesia e rianimazione almeno 8, in centro trasfusionale ne mancano 3 e tre ne mancano anche in chirurgia vascolare, 2 in urologia. La situazione è davvero desolante”. “L’AO di Cosenza è in agonia - afferma Claudio Picarelli - e l’attuale management non ha fatto pressoché nulla per risolvere tali gravi carenze. Sono mesi che i Direttori chiedono che vengano colmati i vuoti, ma con il tempo la situazione peggiora.
 
 
Non sono però solo le carenze di organico che soffocano l’Annunziata. Da molto tempo per carenza di infermieri, sono accorpati in uno stesso reparto la chirurgia generale, la chirurgia vascolare, insieme ad altre chirurgie specialistiche (senologia, chirurgia bariatrica, chirurgia epatobiliare). Anche l’urologia e la chirurgia toracica sono costrette a condividere lo stesso reparto. Di conseguenza mancano i posti letto e si riducono gli interventi chirurgici. Altro punto dolente le sedute operatorie.
 
Per cattiva organizzazione e per carenza di ferristi ed anestesisti, non è possibile operare colecisti, ernie, varici, ernie del disco, ipertrofia prostatica e tante altre patologie di ogni branca chirurgica. Se il commissario in carica avesse a cuore la nostra azienda farebbe di tutto per dare più spazio alle chirurgie e alle sale operatorie, che producono i più alti DRG”.
 
 
L'On. Roberto Occhiuto nel suo Ufficio alla Regione
 
 
“Infine a peggiorare il quadro - conclude il segretario regionale  della FISMU - altre scelte quantomeno discutibili a partire dal contratto nazionale di lavoro, scaduto da un anno, che rimane inapplicato in molte voci, ma che stranamente viene rispettato per alcune progressioni di carriera che vengono deliberate, dimenticando tutte le altre. Singolare ancora che il capo dipartimento del cardio-torace-vascolare, debba pure svolgere ad interim le funzioni di capo dipartimento di chirurgia, creando non poca confusione e malumori.  
Le varie richieste sindacali vengono eluse, come quella di accesso alla circolare che regolamenta la libera professione. E tutto ciò mentre nei corridoi circola la notizia delle dimissioni dell’attuale commissario Mastrobuono.
 
La Fismu, facendosi portavoce dei malumori di tutti gli operatori,  chiede al presidente regionale, On. Roberto Occhiuto di intervenire urgentemente nella gestione della sanità calabrese, così come aveva promesso in campagna elettorale e nomini al più presto un Direttore generale, possibilmente radicato nella nostra terra, che abbia davvero a cuore il nostro ospedale . Siamo stanchi di commissari venuti da lontano che occupano il posto per poco tempo e lasciano tutto come prima o peggio di prima”.
 
Redazione

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