Dai dati emersi da una ricerca condotta con rigorosi termini scientifici dal Centro Studi Enti Locali ( Csel), basata su dati Istat e del Ministero per il Sud e la Coesione territoriale e realizzata per conto di AdnKronos, emerge che sono ben 3.805 i comuni che in Italia hanno perso mediamente il 22% dei propri abitanti nel lasso di tempo dal 1981 al 2019.

Circa quattro milioni gli italiani che hanno lasciato piccoli comuni per andare a vivere nella grandi città per lavoro o per altre opportunità. Ma fra tutte le regioni coinvolte in questo fenomeno di spopolamento rurale e dei piccoli comuni quello che risalta è il dato relativo alla Calabria. Su un totale di 404 comuni e di 1.842.773 abitanti al 1° gennaio 2022 sono ben 309 i comuni calabresi che hanno subito un persistente calo demografico.

Giovani che partono da Cosenza verso le città del Nord

 

Ben 309 su un totale di 404 comuni. Un dato impressionante. Si tratta di comuni di piccole dimensioni nella maggior parte dei casi. Anche se analizzando il caso di Cosenza città si passa dai 105.000 del 1981 ai 63.000 del 2022. Ai territori soggetti a spopolamento sul piano nazionale sono stati recentemente assegnati contributi per un totale di 180 milioni di euro.

Si tratta di risorse che afferiscono al 'Fondo di sostegno ai comuni marginali' per gli anni 2021-2023 e che possono essere utilizzate per lavori su immobili comunali da concedere in comodato d'uso gratuito per l'apertura di attività commerciali, artigianali o professionali; concessione di contributi per l'avvio di attività commerciali, artigianali e agricoli e contributi da mettere sul tavolo per chi trasferisce la propria residenza e dimora abituale nei comuni delle aree interne, come concorso per le spese di acquisto e ristrutturazione dell'immobile (massimo 5.000 euro a beneficiario).


Alcuni comuni calabresi, infatti, offrono 5.000 euro a chi vi si trasferisce. Altri comuni, invece, hanno adottato la possibilità di acquistare una casa da ristrutturare al prezzo simbolico di un solo euro. Ma nonostante tali opportunità la tendenza allo spopolamento non accenna a rallentare. Anzi, la forte crisi economica in atto non potrà che intensificare il decorso.

Tanti i piccoli comuni calabresi dove sono stati chiusi tutti gli sportelli bancari, dove non vi è più uno sportello postale, dove, addirittura, non vi è più neanche un distributore di carburante per auto.  Per non parlare dell'assenza di strutture sanitarie e della lontananza al Pronto Soccorso più vicino. Una serie di progressiva sparizione di servizi fondamentali per poter sopravvivere soprattutto per piccoli municipi dove la stragrande maggioranza della  popolazione residente è composta da anziani bisognosi di cure e assistenza. Un fenomeno che non può più essere sottovalutato.

La partenza dei giovani abbinata al crollo delle nascite impedisce la costruzione del futuro. Una terra che non concede nulla ai giovani è una terra senza futuro. Una terra che allontana i giovani non può avere un futuro. E' necessario intervenire con fermezza e decisione prima che sia troppo tardi.

Redazione

  • I piu Letti

  • Ultime News

Editoriale del Direttore