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Il 6 luglio 2019 il corpo elettorale dell’Università della Calabria, in un tradizionale semestre bianco, o meglio “periodo di vacatio”, che partiva dal 1° maggio, valido e riconosciuto da tutti i rettori, da Cesare Roda, dopo Beniamino Andreatta, fino a Gino Crisci, eleggeva l’ottavo Rettore della sua quasi cinquantenaria storia di esistenza, nella persona del prof. Nicola Leone, avendo come competitor il prof. Raffaeli Perrelli, sostenuto tra gli altri, ci piace ricordarlo, dal prof. Nuccio Ordine.

( nella foto in apertura il Prof. Nicola Leone, Rettore Unical )

Con l’ottavo rettore tutto questo ha termine in quanto è lui stesso a precisarlo attraverso il comunicato stampa diramato il 10 giugno 2025 che dà notizia finalmente dell’indizione della competizione elettorale necessaria per eleggere il nono rettore della storia dell’Università della Calabria che dovrà rimanere in carica nei prossimi sei anni accademici 2025/2031.

Con tale decreto ha termine il semestre bianco di “vacatio” per il rettore in carica che entrava con l’insediamento del decano, a partire dal 1° maggio, o meglio come è sempre stato specificato negli Statuti sei mesi prima della scadenza del mandato del rettore, come dei direttori di dipartimento, dei presidi di Facoltà prima di essere chiuse per effetto della legge Gelmini 30 dicembre n.240 nel 2010 ed altre figure previste nella organizzazione didattica delle università.

L’ottavo rettore per suoi reconditi fini, a norma della legge sull’autonomia universitaria 9 maggio 1989, n.168, con l’approvazione di un Senato Accademico nominato, privo della competenza ed esistenza del Comitato di Coordinamento e Programmazione (art.4), istituito con il primo Statuto DPR 1° dicembre 1971, n.1329, apporta, dopo 11 anni dall’entrata in vigore dello statuto Latorre (Decreto rettorale 23 marzo 2012, n.562), delle modifiche sostanziali a tale statuto nell’estate del 2023, aggiornandolo con decreto rettorale 3 agosto 2023, n.1119, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2023.

Tralasciando al momento le modifiche apportate alla durata del mandato del senato accademico che ha influito sulla durata dei mandati dei direttori di dipartimento, portati da tre anni a quattro anni, facendo coincidere la loro elezione nei mesi di maggio e metà giugno, che di solito, come nella tradizione, venivano riservati, compreso luglio, alla eleggibilità del nuovo rettore, in coincidenza del suo mandato, è necessario entrare nel merito relativo alle norme generali dello statuto in questione per le designazioni elettive stabilite dall’art. 7.1.

Mentre per i direttori di dipartimento è stato previsto il periodo del semestre bianco, per il rettore è stato sceso da sei mesi a quattro mesi, cosicché solo da pochi giorni e precisamente dal 1° luglio si è potuto insediare nell’espletamento delle sue funzioni di preparazione della competizione elettorale. Sapremo soltanto il 31 luglio quanti e quali sono i candidati, quando la comunità universitaria è in vacanza e addirittura chiusa per ferie estive.

Perché si è modificato questa parte dello Statuto nel 2023? Lo dice lo stesso rettore attraverso il comunicato stampa di indizione delle elezioni del 10 giugno quando afferma: “Che la tempistica usata costituisce una delle novità delle modifiche apportate allo Statuto del 2023, quando fu stabilito che l’elezione del Rettore sarebbe dovuta avvenire nel mese di settembre o, in caso di ballottaggio entro metà di ottobre, per ridurre al minimo il tempo di "vacatio" sussistente tra l’elezione del nuovo Rettore e la sua presa di servizio (il 1° novembre), che nell’ultima tornata elettorale fu di ben 4 mesi.

Una decisione che eviterà quella fase di rallentamento dell’azione politico-amministrativa dell’università, in cui il Rettore eletto non ha alcun potere amministrativo; mentre quello formalmente in carica non ha più peso politico, in attesa dell’insediamento del nuovo eletto”.

Tutto questo entra nei comportamenti giusti che di solito vengono adottati nel rispetto dell’Istituzione che si rappresenta, delle consuetudini storiche, come quanto stabilito dagli statuti precedenti, che portano le firme dei Rettori: Beniamino Andreatta, Giuseppe Frega e Giovanni Latorre?

C’è un grossissimo problema e questo emerge dal calendario stabilito dal Decano, che nella circostanza si tratta del professore Ordinario di maggiore anzianità, Francesco Altimari, che ha fissato la data del 31 luglio per la presentazione delle candidature; una prima riunione pubblica della presentazione dei candidati è fissata per il 16 settembre, subito dopo l’apertura dell’anno accademico prevista per il 12; il 30 settembre si dovrà svolgere nell’aula magna Beniamino Andreatta la prima votazione, facendo notare nel comunicato che a quella data le attività didattiche saranno pressoché a regime, garantendo così la massima partecipazione possibile da parte di docenti, personale tecnico-amministrativo e studenti; una seconda votazione è prevista per l’8 ottobre qualora nella prima votazione non si sia raggiunto il quorum necessario di validità della votazione stessa; in caso di ballottaggio tutto si dovrò chiudere entro il 16 ottobre 2025.

Sarà un’operazione unica storicamente per il fatto che praticamente tutto sembra già costruito per la sua brevità in un periodo in cui l’università è in “vacanza” ed il nono rettore, tranne sorprese, uscirà fuori da una provetta di laboratorio e questo cagionerà delle critiche pesanti nei confronti del corpo elettorale da parte dell’opinione pubblica calabrese.

Ci si è dimenticati che l’UniCal è un patrimonio che appartiene alla Calabria e che ha delle specificità con una comunità residenziale avendo alla base rapporti di socializzazione e convivenza, che ne fanno una unicità in campo nazionale e le competizioni elettorali sono sempre state un esempio di confronto, democrazia e libertà. 

Franco Bartucci


Editoriale del Direttore