Dal responsabile territoriale - Cosenza del Sindacato FSI - USAE, Claudio Gentile, riceviamo e pubblichiamo integralmente un nota sull'importante servizio sanitario dell'Emergenza Urgenza che presenta notevoli criticità in un campo dove spesso si rischia la vita di chi ha la necessità di interventi tempestivi e ben coordinati.
( nella foto in apertura delle Ambulanze del 118 - Servizio Emergenza - Urgnza Sanità Calabria )
"L’organizzazione sindacale Fsi Usae ritiene necessaria una riflessione su quanto sta accadendo in Calabria nel servizio di emergenza urgenza.
La criticità del sistema Emergenza e Urgenza della Regione Calabria oramai é risaputa e purtroppo si può dire che poco è stato fatto in questi anni, tranne la gestione di un servizio approssimativo che ha portato a quello che vediamo e viviamo noi cittadini quotidianamente.
Nella provincia di Cosenza, la spesa sanitaria è la maggiore di tutta l’intera Calabria.
Sono stati sperperati una marea di euro provenienti sia dalla Regione che dal governo centrale attraverso i fondi del PNRR soprattutto nel settore sanitario (Missione 6 Salute) per potenziare l'assistenza territoriale con Case e Ospedali di Comunità.
Si doveva migliorare l'efficienza del sistema e recuperare personale medico, l'emergenza era necessaria per risolvere criticità strutturali e operative approfittando delle leggi regionali specifiche coordinandosi con le direttive nazionali, puntando su una maggiore integrazione tra servizi sanitari e digitali, ma ciò non è avvenuto.
Le criticità sono imputabili a chi ha organizzato in questi anni tutta la rete emergenza e urgenza con poca lungimiranza, non ha creato un sistema perfetto o quasi a sostegno di chi intendesse rivolgersi al pronto soccorso per avere risposte concrete e cure adeguate.
Oggi invece si assiste ad una rete di Emergenza che fa acqua da tutte le parti e le problematiche sono sotto gli occhi di tutti, non viene garantita l’assistenza in emergenza alla popolazione Calabrese.
Anche il personale è esausto e nutre tantissima preoccupazione per la riorganizzazione futura. Non ha chiare le dinamiche del percorso intrapreso da azienda zero per l’eventuale ricollocazione.
Non bastano le rassicurazioni di qualcuno che ha partecipato alla riunione e poi ha elencato pedissequamente le rassicurazioni dettate da azienda zero. La nascita del nuovo sistema regionale di emergenza urgenza, attraverso l’attivazione del numero 112 e delle sale operative Cosenza a nord Calabria e di Catanzaro per il sud Calabria, ha generato molta confusione.
Si è badato più ad inaugurare sale che a gestire l’aspetto organizzativo, essenziale in questa fase in cui si modifica radicalmente un servizio in modo da condividerlo con i dipendenti, che sono gli attori principali del sistema.
Per non parlare della Sala Operativa 112 di Cosenza che ad oggi risulta con personale infermieristico in esubero 60/62 unità a fronte dei 45 normalmente previsti in pianta organica.
Parte del personale però viene utilizzata non per i servizi in ambulanza ma solo per un servizio esclusivo di sala e per l’inserimento dei flussi informativi. Così facendo è stato lasciato poco personale di console per la gestione dell’emergenza urgenza e delle varie attività esterne.
Va sottolineato inoltre l’uso dei trasferimenti poco chiaro del personale di sala, addirittura si parla di medici che sono stati inseriti nella sala operativa depotenziando la Pet e di conseguenza affollando i vari pronto soccorsi e conseguentemente togliendo una figura determinante nella catena del primo soccorso e della diagnosi medica precoce.
Mi viene riferito anche che sono stati nominati dei “capiturno”, figura sconosciuta nei vari contratti collettivi sanità, quindi abusiva, che dovrebbero essere infermieri di comprovata esperienza che attualmente coordinano la sala operativa spesso in conflitto con la figura determinante del medico preposto nella sala di emergenza urgenza.
Infatti, le sale operative non essendo sale laiche ma mediche si appoggiano sulla massima figura sanitaria presente cioè il medico, ma evidentemente nella sala di Cosenza questa procedura non esiste, così come non esistono i protocolli e le procedure da adottare per gli infermieri che lavorano nelle ambulanze.
Da sottolineare, le nomine gestite in modo antisindacale dei coordinatori infermieristici f.f., figure nominate in modo improprio e senza procedure concorsuali o manifestazioni di interesse, quindi abusive.
Esiste una determina che revoca appunto una precedente nomina di queste figure illegittime, stranamente tutte queste figure, “i nominati” ad oggi sono rimasti al loro posto.
La carenza e la richiesta di personale continua a non rispecchiare la reale situazione, insomma il personale è mal utilizzato, da qui la nostra richiesta che ogni figura svolga il suo ruolo per come è stata inquadrata e che venga riconosciuta la figura di Autista/Soccorritore importantissima per il proseguo dell’organizzazione sanitaria di emergenza/urgenza e venga ci auguriamo, finalmente tracciata una linea comune tra la sala, le ambulanze ed i pronto soccorsi.
Ci preme sottolineare come Sindacato Fsi Usae che le organizzazioni sindacali vanno convocate tutte e non come è stato fatto da Azienda Zero qualche giorno fa.
Infatti, trattandosi di un tema così importante che incide su una macro-riorganizzazione con una cessione di un ramo d’azienda, ci saremmo aspettati una convocazione per tutti i sindacati e i componenti Rsu al completo proprio per dare più rappresentanza al personale; invece, è stato preferito fare una riunione di “élite” con una sparuta rappresentanza.
Noi addirittura andiamo oltre e contestiamo il fatto che trattandosi di subentro per i dipendenti in una azienda ex novo (azienda zero), si dovrebbe indire una nuova consultazione per la votazione della rsu di Azienda zero.
I componenti rsu eletti nelle varie Asp e AO possono svolgere il loro ruolo esclusivamente nelle Aziende dove sono stati eletti.
Anche questo può essere un motivo in più per evitare discriminazioni nell’attesa che si convochi una nuova elezione Rsu ad hoc per Azienda Zero e per evitare accordi affrettati che potrebbero risultare nulli o potrebbero non essere condivisi dal personale umiliato e disorientato.
Per un buon andamento delle cose e per la cura del benessere organizzativo consigliamo ai vertici di Azienda Zero e ai vari direttori e commissari delle Asp e AO calabresi di aprire una trattativa più ampia che coinvolga tutte le forze sindacali e tutti i componenti Rsu su questo tema senza esclusioni al solo fine esclusivo di organizzare un servizio più efficiente e condiviso per dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini, assetati di buona sanità".
Redazione


