Utenti connessi

L'ex boss Franco Pino racconta del tentato colpo da 1.500 miliardi in Vaticano

Romanzo criminale bruzio
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times
Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Nelle 250 pagine del libro "Il Boss dagli occhi di ghiaccio - Le confessioni di una grande capo della 'ndrangheta" a cura del giornalista Pino Nicotri e nel quale l'ex boss e collaboratore di giustizia, Franco Pino, racconta minuziosamente tutta la sua storia dagli albori degli anni '70 sino al 1995, anno nel quale decise di pentirsi e di collaborare, sono tanti gli episodi inediti e molto interessanti anche se, ovviamente, oramai datati e molto distanti nel tempo. Uno di questi è il tentato colpo grosso da 1.500 miliardi in Vaticano ed è ambientato nell'anno fatidico della svolta della storia del nostro Paese, il 1992, l'anno dell'avvio di tangentopoli e dell'inizio della rovinosa e definitiva caduta della Prima Repubblica. "Un colpo gobbo gigantesco, con un piano architettato a quanto pare in Vaticano. Concepito inizialmente per salvare dalla bancarotta il Banco Ambrosiano che negli anni '80 aveva accumulato un buco stimato attorno a 1 miliardo e 300 milioni di dollari. La storia inizia a gennaio e si conclude ai primi di agosto". Franco Pino racconta di aver avuto fra le mani 20 banconote da 100.000 lire nuove di zecca che avevano però lo stesso numero di serie. In seguito a degli accurati controlli potè verificare che non si trattava di soldi falsi ma bensì di soldi veri. Inoltre l'ex boss viene informato che vi erano 15 metri cubi di filigrana sottratta alla Zecca di Stato che doveva essere usata per stampare tutti i miliardi che servivano al Banco per non andare in bancarotta e allo IOR per evitare di doversi accollare la voragine di debiti rimasti insoluti. Non se ne fece nulla per tutta una serie di motivi e le tonnellate di carta filigrana rimasero inutilizzati. L'idea era quella di impossessarsene e di stampare con tale carta soldi con i numeri della cartamoneta destinata al macero. Numeri forniti da chi poteva averli. Con la quantità di carta filigranata si potevano stampare biglietti da 100.000 lire sino all'importo mostruoso di 1.500 miliardi. Franco Pino racconta di aver potuto accedere a Roma in un deposito pieno di casse che contenevano la carta filigranata. Poi racconta sempre nel libro autobiografico le motivazioni che portarono al non compimento del colpo. Racconta anche di aver menzionato tale storia negli interrogatori da collaboratore di giustizia ma che tali affermazioni non suscitarono alcun interesse e tantomeno alcuna indagine. Forse la storia, a suo tempo, è stata talmente rocambolesca ed incredibile da essere apparsa ai magistrati non facilmente credibile o quantomeno assolutamente non riscontrabile. Una storia risalente al 1992. Sono trascorsi ben 28 anni. Una vita. Una delle tante storie contenute nel libro autobiografico di Franco Pino, "Il Boss dagli occhi di Ghiaccio". Il romanzo criminale bruzio degli anni '80. Gli anni del boom economico, gli anni delle discoteche, gli anni della Milano da Bere, gli anni d'oro della Prima Repubblica ed anche gli anni dei tanti omicidi che insanguinarono la città di Bernardino Telesio e Tommaso Campanella. Gli anni raccontati da un protagonista del "Romanzo Criminale" cosentino.

Redazione