Lo stile degli abiti da sposa e l'arte dei gioielli di Claudio Greco in uno spettacolo unico in Italia. Si è tenuto il 4 agosto lo spettacolo-evento, primo in Italia, con una location d'eccezione: il più grande peschereccio del Meridione,il Maria Margherita, capitanato da Domenico Zolle e dai suoi 15 uomini. Una sfilata di abiti da sposa, ricreati da tessuti degli anni ’70 ed impreziositi dell'arte nei gioielli di Gerardo Sacco, in collaborazione con la gioielleria Scintille Montesanto. Un evento unico, reso possibile dall’amministrazione comunale di Cariati, nella persona del Sindaco Filomena Greco, ma anche di tutti i cittadini che hanno contribuito all'ottima realizzazione dello spettacolo, verso i quali va il ringraziamento dello stilista. "Sono emozionatissimo, è stato anche molto più bello di quanto mi aspettassi, perché ho sentito il calore del popolo di Cariati - ha dichiarato Greco – tengo a ringraziare anche il Comandante della Guardia Costiera di Cariati e la splendida modella e influencer Bina Forciniti" .

 

A dare il via all'evento è stato proprio il fashion designer, che a bordo di una scialuppa e mascherato da Dio Nettuno, ha raggiunto le sue modelle e l’equipaggio dando così inizio alla sfilata, accompagnata dai tipici dolci di Cariati e dagli inconfondibili liquori “Calabro” di Roberto Maiorano. Tra gli applausi del pubblico presente, a far brillare il Mar Ionio sono stati stile e arte del made in Calabria.
Redazione

Nella cornice naturalistica di una perla del nostro Mare Jonio si erge la bellissima e rinomata, tra i più importanti ed autentici borghi d’Italia, città delle rose: Roseto Capo Spulico. Anche quest’anno  l’Amministrazione Comunale con in capo il primo cittadino, l’Avv. Rosanna Mazzia e la sua lungimirante compagine vuole dedicare un ampio spazio all’arte contemporanea, aprendo per la seconda volta consecutiva le porte dell’Antico Granaio alle esposizioni dei più rappresentativi artisti della terra di Calabria e non. Infatti, il progetto “Collettivo.20” in cui viene inserito il percorso artistico “Coincidenza temporanea” è stato affidato alle mani esperte, altamente performative e concretamente competenti del Dott. Gianluca Covelli, storico e critico d’arte nonché docente di Storia dell’Arte c/o l’Accademia Fidia di Stefanacoli (VV). Va da sé che, risulterebbe alquanto ridondante volere stendere delle lodi sulle pregresse esperienze lavorative e pubblicazioni a cui ed in cui il Dott. Covelli si è visto coinvolto, basti solo pensare alla consulenza esterna profusa per i Musei Rendesi, alla stretta e dinamica collaborazione con la Prof.ssa Gisella Gellini, docente di Light Art del Politecnico di Milano e tra le ultime, non per importanza, ma per temporalità, alla direzione proficua del museo MAE del comune di Zumpano e al suo stretto coordinamento delle attività artistiche messe in campo dalla stessa Amministrazione  così come per molte altre precedenti occasioni per ciò che attiene l’Amministrazione Comunale Rosetana nonché con La Nuova Pesa di Roma – mostra “Sketch – Segni contemporanei” (2020).  “Collettivo.20” “Coincidenza temporanea”, titolo della mostra, quale che ne sia il moto propulsore a cui si è ispirato il qualificato progettista e curatore, esso produce nella mente di chi legge un rimando ad un argonauta che nella ricerca del “Vello d’oro”, viaggia, attraverso la lettura delle “scritture visive” in mondi temporanei in cui spesso ormeggia la sua barca. E’ in quel quid statico e dinamico ad un tempo, che frantuma le tumultuose emozioni, le degusta per associazioni poi magari le rigetta, forse, per ricomporle in un insieme diverso da quello che è stato il suo primordiale “sentire” e le racchiude in quell’angolo intimistico in cui il proprio Sé è diverso dall’altro. Il fruitore procede senza sosta, ha la necessità di focalizzare l’attenzione verso segni diversi ma sempre più vicini al proprio percepire, lo stato di spaesamento è momentaneo perché la co/Incidenza di cromie, di scontornate immagini, di apparenti scorci di realtà, lo riportano in quello stato di comfort da cui non ne palesa minimamente l’uscita. A coronamento del suo stato di benessere, si realizza davanti ai suoi occhi, come per magia, l’apparizione concreta di una perfomer, Carla De Bellis, che, sotto le note di una melodiosa musica e di calibrate rime, si muove leggiadra come una libellula a volere imprimere fortemente nella memoria la Eco di quel che la spinge da “Nel buio dello specchio” – installazione di Maria Credidio – ad immortalare quegli istanti in cui lo spazio e il tempo sono entrambi annullati. Sarà probabilmente un rituale scaramantico in cui l’eterna disputa tra Eros e Thanatos voglia volgere verso la fine? E’ la riaffermazione e la riappropriazione di uno Nuovo e più Umano sentire contro i mali e contro il Male? Ecco l’arte contemporanea nell’insieme delle sue espressioni che non dipana la matassa ma si pone dei punti di domanda che nella sua interezza produce quegli stati di tensione atti a predire, a dire, a confutare, a sollevare l’eternità del tempo e dei tempi.  Nella suggestiva location ai piedi del Castrum Petrae Roseti, si potranno ammirare le opere di artisti del calibro di Salvatore Anelli, Francesco Correggia, Maria Credidio, Danilo De Mitri, Giulio De Mitri, Epeo, Paola Favoino, Ivana Ferraro, Franco Flaccavento, Luigi Magli, Max Marra, Assunta Mollo, Giuseppe Negro, Fabio Nicotera, Rocco Pangaro, Vincenzo Paonessa, Tarcisio Pingitore, Antonio Pujia Veneziano, Emilio Servolino, Maria Teresa Sorbara, Ernesto Spina, Giovanni Vatrella. L’inaugurazione della mostra è in programma da Domenica 9 Agosto p.v. alle ore 19.30 nell’Antico Granaio al 12 Settembre 2020 sul Lungomare di Roseto Capo Spulico, alla presenza del Sindaco Rosanna Mazzia, della Delegata alla Cultura, Lucia Musumeci, e del curatore Gianluca Covelli, e sarà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì, la mattina 10:00 – 14:00, il pomeriggio 16:00 – 21:00 e nei weekend fino alle 24.00. La partecipazione è gratuita.

Ivana Ferraro

Prosegue in luglio il calo dell’audience dei siti di informazione rispetto al clou dell’emergenza coronavirus, quando la fame di notizie era massima, a cui si somma il rallentamento del traffico tipico del periodo estivo. Nella settimana tra il 13 e il 19 luglio due terzi dei brand della nostra classifica, basata sulle rilevazioni di Audiweb Week, vedono diminuire i propri utenti unici nelle pagine testuali e lo stesso andamento si riscontra anche per i contenuti video (vedi l’ultima colonna della tabella) 

Il calo riguarda in particolare i brand della categoria ‘current event & global news’, vale a dire i giornali online generalisti, con alcune significative eccezioni: diverse testate locali del centro sud (Il Centro, la Gazzetta del Sud, il Corriere Adriatico, Il Corriere dell’Umbria, La Sicilia, Il Giornale di Sicilia) sono cresciute tra il 7 e il 40%; Affaritaliani, il quotidiano online diretto da Angelo Maria Perrino, ha fatto un +48%; il Nuovo Quotidiano di Puglia addirittura un +201%.

Articolo scritto da Claudio Cazzola

Fonte: primaonline.it

 

Un dialogo interrotto di mute e rumorose parole in cui la stessa essenza non risiede nella loro manifestazione più comune, ma in quella semantica delle emozioni che a soli pochi eletti è dato da proferire. Brevi sussulti ed entusiasmanti connessioni interneuronali che spingono all’agitato trasporto dello stato di tensione dell’artista all’artista, in un vago ed edulcorato palato di sensazioni troppo stimolate per renderle fino in fondo leggermente fruibili, non perché l’artista volutamente provochi nel fruitore ordine compiuto del suo entropico fare arte, tutt’altro perché l’Artista è Arte. Quali che siano le supposte ipotesi ermeneutiche di rimando a periodi storici, politici, sociali ben precisi l’Artista resta nel hic et nunc , quindi nell’immanenza senza far torto ad un tempo, quale che esso sia, sospeso, non inglobato in categorie preconfezionate, predefinite. Maria Credidio, con la sua mostra, non è esente da questi postulati. Lei ne percepisce l’aura forte e la propone senza audace supponenza, attraverso linearità vibranti quasi a voler ricomporre le corde di uno strumento musicale che ti conduce in una dolce ninna nanna a cui affidare l’attività onirica del fruitore. Si potrebbe ipotizzare, quale che ne sia la forma sulla quale le linee si rappresentano, così come i punti di continuità, che l’autrice intimamente, chieda di continuare l’orchestrazione della sinfonia. L’elemento monocromatico è, quindi, in diretta correlazione con l’acromia, ne funge da luce di superficie in cui incide le note, la cui la temporalità non viene scandita e non viene percepita, ma celatamente marcata da spazialità fisiche entro cui perdersi e ritrovarsi subliminandone una spiritualità profonda. Quest’ultima appartiene in maniera sinestetica, cui l’autrice già in passato ne ha superbamente costruito lodevoli percorsi artistici, alle stesura dell’elemento “cereo” che senza artificiosità, resta intatto sia nella cromia come nell’odore così come viene dalla natura creato. Ecco dipanarsi il “fil rouge” di questo percorso immortalato nei luoghi deputati per eccellenza alla consacrazione dell’arte sacra: un’osmosi contemporanea perfetta di valori universali verso l’assunzione di un’elevata spiritualità, a cui l’artista Maria Credidio resta, da sempre, fedele. L’invito è di visitare la mostra, grazie

Ivana Ferraro  

Poco più di un anno dopo la pubblicazione di “Studi di Intelligence. Una visione sul futuro” (2019, edito da Rubbettino), da un’idea di alcuni dei ricercatori del Laboratorio di Intelligence dell’Università della Calabria nasce “Studi di Intelligence. Analisi sugli effetti della pandemia”, ricerca a più mani pubblicata per il portale editoriale della Società Italiana dell’Intelligence, associazione scientifica che promuovere la cultura e lo studio dell'intelligence in Italia. Il corposo saggio raccoglie diverse riflessioni sul delicato momento storico che stiamo vivendo, con uno sguardo alle prospettive future nei settori nevralgici della società. Un volume nato nella pandemia, sugli effetti della pandemia. L’opera collettanea - la cui prefazione è stata curata da Tito Lucrezio Rizzo, già Consigliere titolare dell’Organo Centrale di Sicurezza della Presidenza della Repubblica, e l’introduzione redatta da Mario Caligiuri, presidente della Società Italiana di Intelligence e direttore del Master di II livello in Intelligence dell’Università della Calabria – contiene saggi sulla crisi economica e sanitaria (a cura di Roberta Calderazzo), sulle ricadute dell’emergenza sanitaria nel contesto penitenziario (di Christian Costantino), sugli effetti della pandemia sul crimine organizzato (Giovanni Gambino), sulle profonde ricadute economiche dell’emergenza (Carmelo Idà), sulle implicazioni del lock-down nello sport e nel calcio italiano (Andreina Morrone), sulle conseguenze della pandemia sui social network con il contagio della disinformazione (Antonio Sapio) e sulle questioni legate alla privacy e alla comunicazione dei dati personali al tempo del Coronavirus (Alessandra Speranza). Analizzando informazioni da fonti aperte e documenti ufficiali prodotti da entità governative e sovranazionali, da centri studi e istituti statistici, gli autori hanno studiato, ciascuno per il proprio ambito, aspetti rilevanti della condizione socio-economica del nostro Paese in questo difficilissimo momento, soffermandosi su alcune tematiche in particolare e con uno sguardo rivolto anche al contesto internazionale. Infine, come si legge nell’introduzione curata dal professor Mario Caligiuri «gli studi presentati in questa pubblicazione costituiscono un contributo utile dal punto di vista scientifico e culturale alla comprensione di fenomeni decisivi, analizzati attraverso la chiave di volta dell’intelligence che è il campo di battaglia dove si vince o si perde la guerra del futuro».

Redazione

Nei giorni scorsi attraverso la pagina facebook dell'emittente televisiva regionale "Calabria News 24" che vanta ben 170.267 follower e nell'ambito delle iniziative promosse da "Pagine di R-esistenza" coordinate dal docente universitario Giancarlo Costabile si è discusso, con la moderazione dello stesso Prof. Costabile su "Il Sistema Cosenza". Ospiti del dibattito il giornalista Gianfranco Bonofiglio ed il giornalista Saverio Di Giorno. Il tema dell'incontro era il seguente: "Esiste davvero un "Sistema Cosenza"? Quali specificità presenta nell'organizzazione delle relazioni socio-economiche? Chi comanda in città? Qual è il ruolo degli intellettuali dinanzi ai centri di potere locale?". A tali domande hanno risposto, o, almeno hanno tentato di farlo, due giornalisti di due diverse generazioni. Gianfranco Bonofiglio autore del libro "La Città Oscura - Cosenza ed il suo racconto criminale" edito in prima edizione nel lontano 2005 ed i seconda edizione nel 2010 e Saverio Di Giorno, giovane giornalista di soli 22 anni, autore di "Teorema Cosenza" edito da poco tempo. E nell'ambito del dibattito si è discusso anche della relazione che il magistrato Otello Lupacchini, noto per essere stato il magistrato che sbaragliò la Banda della Magliana, confezionò nella sua ispezione presso il Tribunale di Cosenza, oramai datata ai primi anni 2000. Ma lo stesso Otello Lupacchini dal suo profilo Facebook ha voluto scrivere un suo commento sull'incontro e sull'iniziativa televisiva in web sul tema "Sistema Cosenza". La riportiamo integralmente: "Non è saggio cedere al narcisismo mentale e nemmeno aspirare al dominio del mondo schiacciando i propri simili sotto il peso di un potere abusivamente conseguito, con la violenza e/o la frode. Saggio è invece essere uomini liberi, evoluti, che si innalzano con la propria intelligenza, che sfidano la natura - scrive il magistrato Otello Lupacchini - con la forza incontrastata della scienza, con addosso l'entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo e convinti che la sola libertà sia la forza del pensiero. Guardate questo video. Guardatelo sino alla fine. Esso prova che la Calabria non è soltanto terra di malfattori e di ciarlatani, ma anche di Uomini che rifiutano di trasformarsi in topi e, dunque, di seguire pifferai magici, il cui scopo altro non è che condurli alla rovina". Un commento che non può che inorgoglire chi, nonostante tutto, vuole credere o ostinarsi a credere che un giorno anche in Calabria, anche in una città Oscura e priva finora di ogni reazione sociale e civile come la città dei Bruzi, possa nascere una nuova Primavera di legalità e di cambiamento.

Redazione

C'è qualcosa che ha avuto inizio secoli e secoli fa e permane ancora oggi. È magia. E l'ha creata l’Uomo. So che sembra assurdo che l'Uomo abbia potuto dare vita a cotanta perfezione, ma è così. Questa magia si chiama teatro Greco. Cos'è il teatro greco? E perché ancora oggi è così importante? Il teatro è la culla dei poli opposti: il bene e il male, il bianco e il nero, la guerra e la pace, l'odio e l'amore. Il teatro è arte che prende forma. È cultura. È storia. È poesia. È laddove l’uomo è una creatura maestosa che si fa carico di macigni e di tormenti, di angosce e di timori. Gli esseri umani, a teatro, sono tali. Si ricordano d’essere, non solo d’esistere. Osservano il mare e vi nuotano. Affogano, talvolta. Ma solo i più saggi sapranno tornare a galla con la consapevolezza di essere salvi. Poiché solo chi sa affogare sarà purificato. In Grecia, il teatro era un'arma che tuttavia poteva sradicare le ribellioni dagli animi dei cittadini oppure alimentarle attraverso la rappresentazione del reale. Tutti dovevano andare a teatro. Il teatro era di tutti. Sei ricco? Vai a teatro. Sei povero? Vai a teatro. Esso era democratico. Il teatro era lo specchio delle sventure ma anche e soprattutto delle battaglie. Il protagonista combatte sulla scena, soffre, è tormentato. Ma non demorde. Non si arrende. E poi tra l'attore e l'uditorio vi è una certa empatia, poiché si stabilisce un legame inestricabile fino alla fine della rappresentazione, sia essa una tragedia o una commedia. Il teatro era un mezzo che garantiva agli ultimi di non essere più ultimi, che ricordava ai primi che non esistevano solo i primi. Era un posto in cui regnavano la bellezza e il bisogno di dire la verità. La parola, a teatro, prendeva forma con una facilità disarmante e a cui, ancora oggi, noi prestiamo attenzione con la consapevolezza che quel che ci è stato regalato ha un valore inestimabile, irraggiungibile. Il teatro greco è così attuale che, attualizzandolo ai nostri giorni, si può racchiudere in un’affermazione di Vittorio Gassman:“Il teatro è una zona franca della vita, lì si è immortali".

Greta Palermo

Editoriale del Direttore (2)