Il dato che la classe politica continua a sottovalutare è il fenomeno dell'astensionismo che, in continua crescita, ha raggiunto nelle elezioni regionali della Campania, del Veneto e della Puglia di domenica e lunedì appena trascorsi un livello preoccupante.
In tre Regioni importanti e densamente popolate ha votato, sommando il numero degli elettori, il 43,7% degli aventi diritto al voto.
Su 100 elettori si sono recarti alle urne in soli 43.
Certamente il numero più basso di sempre.

Trasformando il ragionamento in numeri su 12.797.137 elettori delle tre regioni hanno votato in 5.586.854, esattamente il 43,7%.
In 7.210.283 hanno disertato le urne, il 56,3%. Una percentuale altissima mai registrata sinora nella storia delle elezioni regionali dal 1970 ad oggi.
Una cifra immensa che dovrebbe far riflettere.
Dalle regionali del 2020 quando nelle tre regioni votarono il 58% di media si è scesi al 43,7%.
Una perdita secca di oltre il 10% in soli 5 anni.
In Puglia ha votato il 41,83% ( 1.475.437 elettori), nel 2020 votarono il 56,43% ( 2.011.181 elettori ).
In Veneto ha votato il 44,65% ( 1.917.577 elettori), nel 2020 votarono il 61,15% ( 2.522.920 elettori).
In Campania ha votato il 44,1% ( 2.193.840 elettori ), nel 2020 votarono il 55,52% ( 2.774.104 elettori ).
Un segnale chiaro e inequivocabile che gli elettori oramai rifuggono dalla politica e che sono delusi sia dal centrodestra al governo che dal centrosinistra.

Ma alla classe politica interessano solo le poltrone e il potere che dalla diserzione delle urne non viene minimamente scalfito perché gli eletti conquistano la poltrona solo sui voti validi.
Quindi meno elettori, meno questuanti, meno problemi, per una classe politica lontanissima dalla gente comune , dai suoi problemi e dalla vita reale.
E non potrebbe essere altrimenti considerata la vita dorata stracolma di potere, privilegi e impunità che caratterizza la Casta dominante.
Come al solito hanno vinto tutti.
Ha vinto Salvini in Veneto con Alberto Stefani dimenticando che nel 2020 Luca Zaia, governatore uscente, vinse con il 78,8% ottenuto dalla coalizione e con il 62% preso dalla sua lista e dalla lista della Lega.
Hanno vinto i leader del centrosinistra con il campo largo in Puglia con Antonio De Caro e in Campania con Roberto Fico.
Della diserzione delle urne fra qualche giorno non se ne discuterà più e tutto continuerà come sempre.

Nell'eterna lotta fra privilegiati della Casta e fra un popolo distante anni - luce che, con la scomparsa progressiva del ceto medio, aumenterà la sua quota di poveri che ha già raggiunto la ragguardevole cifra di sei milioni.
Dato del quale nessuno si preoccupa. Del resto i poveri non hanno mai fatto testo nella storia, figuriamoci in un mondo ipercapitalista dove conta solo il potere e il denaro.
E alle prossime elezioni dove, inevitabilmente, saranno ancora di meno i votanti la Casta tutta continuerà a celebrare vittorie su vittorie e dove tutti, come al solito, avranno vinto.
Redazione


