Le battaglie di Civiltà e Giustizia Giusta e Umana del Movimento Diritti Civili. Tra pochi giorni sarà il settimo anniversario della barbara uccisione del piccolo Cocò Campolongo, il bambino di 3 anni di Cassano, barbaramente ucciso e bruciato 7 anni fa, a metà gennaio 2014, insieme al nonno e ad una giovane donna marocchina.

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Vittorio Sgarbi, il popolare storico dell’arte e parlamentare, questa notte, dell’Epifania, ha voluto far pervenire al suo vecchio e caro amico Franco Corbelli, fondatore del Movimento Diritti Civili, un video messaggio con “sincere, toccanti parole di grande apprezzamento per tutto quello che è riuscito a fare in 25 anni”. Corbelli, commosso per questa bellissima sorpresa, ha ringraziato Sgarbi, “a cui, afferma in una nota, devo tutto, senza di lui non sarei mai uscito dai confini regionali e non avrei potuto scrivere le bellissime pagine di Giustizia e Solidarietà che ho realizzato, molte insieme a lui, in questo quarto di secolo in Italia e per tanti cittadini di molti Paesi poveri del mondo”. Sgarbi nei giorni scorsi aveva già definito il video-story di Diritti Civili un “potentissimo racconto”. Questa notte ha voluto esplicitare il suo pensiero con questo breve filmato di tre minuti che Corbelli ha da poco postato sulla pagina Fb e che di seguito viene riportato integralmente. Questo il video messaggio di Sgarbi. “Voglio dire a Franco Corbelli, aprendosi il nuovo anno, dopo tanti anni di amicizia, dopo averlo sempre sentito vicino, del mio ringraziamento e anche della mia piena soddisfazione per aver visto un filmato pieno di vitalità, di 25 anni dei suoi, dei nostri diritti civili. Che vuol dire, oltre quello che io ho capito, una sua cristiana attenzione per gli uomini e per i più deboli e soprattutto cercando di superare i limiti di leggi, di norme, di regole che rendono difficile la vita di chi viene da fuori, che viene guardato con disprezzo, o indifferenza, per cui pochi sono disposti a dare un aiuto. Ecco, vedendo quanti bambini, quanti extracomunitari che senza ideologia , soltanto per riuscire a tenere vicina una madre al figlio o a liberare dalla prigione chi è stato arrestato ingiustamente, quante, quante azioni in 25 anni ha fatto Corbelli, io non posso che  dispiacermi di non aver fatto al suo fianco altrettanto. L’ho sostenuto quando me lo ha chiesto e ho fatto alcune cose insieme ma il suo entusiasmo e la sua costanza e la sua determinazione oggi appaiono un valore senza confronto nelle attività di tanti politici calabresi. Non politica soltanto, ma anche politica alta, ma soprattutto amore per gli uomini, amore per l’umanità, amore per le donne, amore per i bambini, amore per i deboli. Io gli sono stato vicino e ne sono orgoglioso. Voglio che lui sappia che oggi gli va il mio più convinto apprezzamento e che qualunque cosa lui faccia in futuro il suo passato parla per lui, per la sua  dignità e per la sua forza. Grazie Franco”.  

( Il video sulla pagina Facebook di "Diritti Civili").
 
(Nella foto Vittorio Sgarbi con Franco Corbelli nel 1997 presso la Camera dei Deputati in Roma).
 
Redazione

Vittorio Sgarbi, il popolare storico dell’arte e parlamentare, questa notte, dell’Epifania, ha voluto far pervenire al suo vecchio e caro amico Franco Corbelli, fondatore del Movimento Diritti Civili, un video messaggio con “sincere, toccanti parole di grande apprezzamento per tutto quello che è riuscito a fare in 25 anni”. Corbelli, commosso per questa bellissima sorpresa, ha ringraziato Sgarbi, “a cui, afferma in una nota, devo tutto, senza di lui non sarei mai uscito dai confini regionali e non avrei potuto scrivere le bellissime pagine di Giustizia e Solidarietà che ho realizzato, molte insieme a lui, in questo quarto di secolo in Italia e per tanti cittadini di molti Paesi poveri del mondo”. Sgarbi nei giorni scorsi aveva già definito il video-story di Diritti Civili un “potentissimo racconto”. Questa notte ha voluto esplicitare il suo pensiero con questo breve filmato di tre minuti che Corbelli ha da poco postato sulla pagina Fb e che di seguito viene riportato integralmente. Questo il video messaggio di Sgarbi. “Voglio dire a Franco Corbelli, aprendosi il nuovo anno, dopo tanti anni di amicizia, dopo averlo sempre sentito vicino, del mio ringraziamento e anche della mia piena soddisfazione per aver visto un filmato pieno di vitalità, di 25 anni dei suoi, dei nostri diritti civili. Che vuol dire, oltre quello che io ho capito, una sua cristiana attenzione per gli uomini e per i più deboli e soprattutto cercando di superare i limiti di leggi, di norme, di regole che rendono difficile la vita di chi viene da fuori, che viene guardato con disprezzo, o indifferenza, per cui pochi sono disposti a dare un aiuto. Ecco, vedendo quanti bambini, quanti extracomunitari che senza ideologia , soltanto per riuscire a tenere vicina una madre al figlio o a liberare dalla prigione chi è stato arrestato ingiustamente, quante, quante azioni in 25 anni ha fatto Corbelli, io non posso che  dispiacermi di non aver fatto al suo fianco altrettanto. L’ho sostenuto quando me lo ha chiesto e ho fatto alcune cose insieme ma il suo entusiasmo e la sua costanza e la sua determinazione oggi appaiono un valore senza confronto nelle attività di tanti politici calabresi. Non politica soltanto, ma anche politica alta, ma soprattutto amore per gli uomini, amore per l’umanità, amore per le donne, amore per i bambini, amore per i deboli. Io gli sono stato vicino e ne sono orgoglioso. Voglio che lui sappia che oggi gli va il mio più convinto apprezzamento e che qualunque cosa lui faccia in futuro il suo passato parla per lui, per la sua  dignità e per la sua forza. Grazie Franco”.  

( Il video sulla pagina Facebook di "Diritti Civili").
 
Redazione

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha consegnato nei giorni scorsi al Quirinale trentasei onorificenze al Merito della Repubblica che premiano donne e uomini che hanno contraddistinto la loro vita
per la solidarietà, il volontariato, l'inclusione sociale, la cooperazione internazionale, la promozione della cultura, della legalità e del diritto alla salute.

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In centinaia e centinaia provenienti da ogni parte d'Italia hanno partecipato con entusiasmo al VI Concorso Nazionale di Poesia "Grimoaldo I", divenuto oramai nel tempo un importante ed autorevole appuntamento per tutti gli appassionati della poesia e delle lettere. Ed in relazione agli esiti finali del Premio il Consiglio Direttivo dell'Associazione culturale "Grimoaldo I" ha reso note le decisioni assunte dalla Giuria di Esperti che, dopo lunga ed attenta valutazione sulle opere pervenute, ha stilato le due graduatorie per il conferimento dei Premi relativi alla VI edizione del rinomato "Premio Nazionale di Poesia "Grimoaldo I". Ovviamente per la Pandemia in corso la cerimonia di premiazione non potrà tenersi per come è stato, invece, nella edizioni precedenti. Sarà cura del Consiglio Direttivo contattare i vincitori. Inoltre sono state assegnate oltre alle prime tre posizioni raggiunte per le due sezioni, quella in Lingua Italiana, e quella in Vernacolo, alcune menzioni speciali. "Un ringraziamento dovuto - si legge in una nota del Presidente dell'Associazione e fondatore del Premio, Alessandro Tartaro - e sentito è pertanto rivolto a tutti i partecipanti, per le grandi emozioni che ci hanno fatto vivere attraverso le loro poesie e a Rossana Gallo, Gianfranco Bonofiglio, Eugenio Maria Gallo, Vincenzo Tucci e Francesco Vetere, autorevoli professionisti nel campo della Cultura e componenti la Giuria". Nella sezione in Lingua Italiana a classificarsi nella Prima Posizione Rosella Lubrano di Acqui terme (AL), con la poesia "Amir degli Angeli", in seconda posizione Rosa Rampulla di Cologno Monzese (MI) con la poesia "Silenzio Scalzo", in terza posizione Vito Sorrenti di Sesto San Giovanni (MI) con la poesia "Invocazione alla Pace". Per la sezione in Vernacolo in Prima Posizione Giovanni Reda di Rogliano (CS) con la poesia "Ieri e oje", in seconda posizione Maurizio Notti di Cosenza con la poesia "salite e discese" ed in terza posizione Maria Antonietta Sansalone di Trappeto (PA) con la poesia "Nun è facili 'nvecchari".

 
(nella foto un momento della premiazione della V Edizione 2019 Premio Grimoaldo I)
 
Redazione
 

Il 2020 è al tramonto. Un anno difficile da dimenticare ma che deve essere cancellato. Un anno difficile per la Calabria e per i calabresi. L'anno della forte crisi economica che ha indebolito una struttura economica già vacillante e problematica ma soprattutto l'anno in cui si è svelata al Paese e al mondo la tragica situazione sanitaria frutto di anni ed anni di ruberie, di clientelismo, di affari, di collusione fra 'ndrangheta e carnefici politici che si sono arricchiti a dismisura sfruttando la sanità e sfruttando le coperture istituzionali di tanti rappresentanti dello Stato corrotti e truffaldini che sono il vero cuore pulsante dello strapotere della 'ndrangheta e della classe politica calabrese che, spesso, è ancora peggiore e più deleteria della 'ndrangheta stessa. Riuscirà il popolo calabrese a ribellarsi nel 2021, nell'anno che verrà? riuscirà a svegliarsi come è accaduto a suo tempo in Sicilia o in Campania? Nessuno può dirlo. Certamente la Calabria è rimasta l'unica terra in Italia dove sinora non è riuscita a far breccia una voce di cambiamento, uno spiraglio di speranza. Maca la società civile, manca una voce autorevole della Chiesa, manca una coscienza collettiva, manca l'idea di cittadinanza, tranne qualche piccolo caso isolato che per la sua stessa esiguità non riesce a fare storia. Nel  2021, lanno che verrà, i calabresi andranno al voto e quasi certamente verranno eletti i soliti professionisti della politica, i soliti maneggioni del centrodestra e del centrosinistra che alla regione sono un tutt'uno sempre uniti per spartirsi il potere e  la torta. Soprattutto nella sanità, il vero cuore delle tangenti, del potere clientelare, del carrierismo dei lecchini dei politici, e di tutti gli affari possibili ed immaginabili sempre protetti dall'impunità garantita dalla corruzione delle Istituzioni che in Calabria dovrebbero rappresentare lo Stato, ma, in realtà sono l'architrave portante della massomafia che continua impunita a controllare il territorio. Ma arriva un nuovo anno e la speranza deve rinascere. La speranza deve essere l'ultima a morira anche se in Calabria chi vive di speranza rischia di morire disperato. 

Redazione

Iolanda Cristina Gigliotti nacque in una comunità italiana del Cairo il 17 gennaio 1933, sotto il segno del Capricorno, da genitori calabresi.

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