In Calabria negli ultimi tempi non si parla altro che di quello che verrà, di quello che sarà, di sogni, di nuovo Eldorado, di rivincita del Sud e di rinascita. Tutta la narrazione si basa sul fatto che attraverso i Fondi di coesione e, soprattutto, attraverso il PNRR arriveranno montagne di euro. Cifre enormi che lasciano ben sperare ed è ovvio che la speranza deve essere sempre l'ultima a morire. Ma nella realtà in Calabria le montagne di lire, prima, e di euro dopo, sono sempre arrivate. E arrivano sin dal lontanissimo 1975. Sono i fondi della Comunità Europea che manda denaro a profusione da ben 47 anni.
 
Nel lontanissimo 1975 partì il Fondo Europeo di Sviluppo regionale soprattutto basato su fondi dell'Europa da destinare a fondo perduto per l'agricoltura. Nel 1988 in seguito all'ingresso nella Comunità Europea della Grecia prima e della Spagna e Portogallo dopo vennero avviati i Fondi Por con enormi contributi non solo per l'agricoltura ma anche per tanti altri settori. Fu il periodo nel quale nacquero tante zone industriali, tanti polo di sviluppo che poi fecero una triste fine di abbandono e di sfasciume. Basti menzionare il polo industriale di piano Lago, oramai ridotto a tanti capannoni abbandonati e con tanti esempi di iniziative imprenditoriali nate solo per "prenditori" che dopo aver ottenuto con le giuste complicità degli oligarchi politici truffaldini di professione i contributi della Comunità Europea, sparivano nel nulla.
 
Leggendari i macchinari vecchi ed obsoleti che riverniciati passavano per nuovi, leggendari i capannoni che sulla carta costavano dieci - venti volte in più del reale con la complicità dei controllori che ben oliati di mazzette e regali certificavano di tutto e di più.  Al primo quinquennio Por ( 1988 - 1992) ne seguirono altri sino a quello 2014 - 2020, mentre è in partenza quello 2021 - 2027. Centinaia e centinaia di miliardi di lire sino al 2002 ed in seguito di miliardi di eruo che in decenni e decenni vennero elargiti in Calabria. Inutile sottolineare che molti di questi contributi della Comunità Europea sono finiti in mano alla 'ndrangheta. Una storia, quella della gestione dei Fondi comunitari, da manuale per la Regione più corrotta d'Europa per come ha sancito una ricerca dell'Università di Goteberg ( Svezia), (ma lo sapevano anche i gatti). Cosa accadrà ora con i Fondi del PRRN, verranno succhiati dai soliti vampiri della politica, della 'ndrangheta e dei "prenditori" professionisti protetti da una parte della magistratura corrotta e complice o cambierà qualcosa?.
 
Si avvieranno certamente numerosi cantieri per grandi opere ma verranno completate nei periodi previsti o saranno eterne incompiute per drenare soldi su soldi che arricchiranno i soliti noti che per garantirsi l'impunità porteranno una quota del malloppo anche nelle stanze della politica romana per come è sempre stato fatto facendo della Calabria e soprattutto di Cosenza, il "porto franco" per poter rubare in tranquillità, finanziare in modo occulto i big della politica nazionale e garantire l'eterna impunità?. Chi vivrà vedrà?.
 
Redazione

Editoriale del Direttore