I vertici italiani della multinazionale hanno incontrato presso il rettorato dell’Università della Calabria il rettore Gianluigi Greco e il sindaco Sandro Principe per rilanciare la collaborazione con l’Ateneo e il territorio.
( nella foto in apertura il tavolo dell'incontro fra i dirigenti della NTT Data, il Sindaco di Rende, Sandro Principe e il Rettore Unical, Gianlugi Greco )
La multinazionale giapponese leader nei servizi IT e nella consulenza tecnologica, forte di una presenza radicata a Rende da oltre vent’anni, ha confermato nel corso dell’incontro la volontà di rilanciare e ampliare ulteriormente il proprio impegno sul territorio.
Quando arrivarono allora nel campus universitario di Arcavacata, nei primi anni del nuovo secolo, i dirigenti giapponesi della NTT DATA, trovarono l’Università della Calabria, guidata dal rettore Giovanni Latorre, in grande fermento per realizzare il suo Parco Tecnologico e l’azienda leader nei servizi IT venne considerata quale grande opportunità di lancio del progetto e contestualmente di sviluppo della stessa Università.
Era quella una idea e una proposta splendida diventata dopo questi anni una realtà prestigiosa, rispondendo concretamente al sogno di Beniamino Andreatta, che nel 1971, nel presentare nel mese di dicembre, nel salone della Provincia di Cosenza, lo Statuto dell’Università disse, che attorno e a valle dell’Università, collocata nell’area collinare di Arcavacata, sarebbero sorte diverse aziende legate, per effetto della ricerca e dei percorsi formativi degli studenti, alla stessa Università creando un legame forte di collegamento e collaborazione.
Lo slogan era “dalla ricerca pura alla ricerca applicata” guardando alle nuove tecnologie, a cominciare dall’informatica facendo arrivare fin dal primo anno accademico 1972/1973 due docenti dell’Università canadese di Waterloo, Bruno Forte e Don Cowan, per insegnare agli studenti l’informatica ed impiantare nell’edificio polifunzionale il primo centro di calcolo.
Da questo focolaio l’Università della Calabria ha fatto nascere il Crai, il Cud e, quindi il progetto del parco scientifico e tecnologico Calpark, che trovano oggi, nell’azienda NTT DATA, la visibilità pratica del sogno del primo rettore dell’Università della Calabria, prof. Beniamino Andreatta, comprese le prospettive legate all’Intelligenza Artificiale.
Il confronto, che si è svolto nel rettorato con il Rettore Gianluigi Greco ed il Sindaco di Rende Sandro Principe con gli attuali dirigenti della NTT DATA, ha rappresentato l’occasione per riaffermare la centralità delle competenze formate dall’Unical e per immaginare un percorso di collaborazione sempre più strutturato tra mondo accademico, istituzioni e azienda.
Una prospettiva che si inserisce nella continuità di una storia ormai consolidata, ma che guarda adesso ad una fase nuova, orientata all’innovazione sostenibile e alla crescita comune.
Il rettore Gianluigi Greco ha sottolineato come l’Università della Calabria abbia avuto fin dalle origini un ruolo decisivo nell’attrarre NTT DATA sul territorio: «L’Università è stata la chiave che ha favorito l’insediamento di questa grande azienda nel territorio. Il rinnovato interesse verso Rende non è solo una conferma del legame costruito nel tempo, ma segna l’avvio di una fase nuova, più ambiziosa e sinergica, per tutto il nostro ecosistema istituzionale e produttivo.
Oggi, nel rapporto con NTT DATA, possiamo offrire nuove opportunità e prospettive di dialogo, grazie a un’offerta multidisciplinare di saperi che risponde alle esigenze che ci sono state rappresentate – dalla chimica dei materiali alla comunicazione, dai media digitali alle discipline umanistiche – e che consente di incrociare visioni diverse e costruire progetti realmente innovativi, affiancandosi ai settori che da tempo già dialogano con l’azienda».
Nel corso dell’incontro – a cui ha partecipato anche Massimo La Deda, docente Unical e consigliere comunale di Rende con delega all’Università – il sindaco Sandro Principe ha richiamato la tradizione della città nel campo dell’innovazione, ricordando esperienze pionieristiche come il CUD (Consorzio per l'Università a distanza) e il CRAI (Consorzio per la Ricerca e le Applicazioni in Informatica): «Rende ha una lunga e consolidata attenzione verso innovazione e tecnologia.
In questo solco, la città rinnova la propria disponibilità a sostenere un impegno ancora più forte di NTT DATA sul territorio, anche attraverso potenziali investimenti infrastrutturali che possano facilitare lo sviluppo e ampliare le sinergie tra istituzioni, impresa e università».
Il CEO di NTT DATA Italia, Ludovico Diaz, ha rimarcato il valore strategico dell’Italia e, in particolare, del polo calabrese nel quale sono impiegate oltre 400 persone: «Il mercato italiano è strategico per il nostro gruppo e Rende rappresenta una realtà di eccellenza: i colleghi internazionali restano sempre colpiti dalla qualità delle competenze e dall’entusiasmo che trovano qui, grazie alla forte connessione con l’Università e con il tessuto socio-economico locale.
Ripartiamo da ciò che abbiamo costruito in oltre vent’anni di presenza e rilanciamo il progetto, continuando a investire nei talenti formati all’Unical. NTT DATA, con le sue radici giapponesi, si distingue per la cura e la responsabilità con cui interpreta il proprio ruolo nella società, valorizzando l’impatto positivo sul territorio e rafforzando il legame con le comunità in cui opera».
Il vicepresidente di NTT DATA Italia, Pietro Scarpino, ha evidenziato infine alcune delle direttrici su cui si articolerà il nuovo corso della collaborazione, dalla convergenza tra know-how accademico e capacità tecnologiche all’uso di strumenti avanzati per la pianificazione e lo sviluppo locale: «Abbiamo individuato alcune aree su cui rafforzare il rapporto con l’Unical ed il Comune di Rende.
Intendiamo valorizzare strumenti avanzati, inclusi modelli di simulazione utili alla pianificazione urbana, che possano supportare le decisioni orientate alla crescita del territorio. Rende può diventare un laboratorio ideale per sperimentare queste soluzioni, mettendole a disposizione della comunità e delle istituzioni».
Franco Bartucci


