Il rapporto Caritas Italiana 2025 delinea un Paese sempre più povero ma soprattutto un Paese dove una parte della popolazione sempre crescente ha perso i diritti fondamentali come quello della casa, della salute, dell'istruzione e del lavoro.
Oltre sei milioni i poveri assoluti, il 10,7% della popolazione e 2,1 famiglie che non riescono a raggiungere un livello di vita dignitoso e, fattore ancora più preoccupante, l'aumento continuo e costante dei nuovi poveri, cioè coloro i quali hanno perso un reddito e che si ritrovano costretti per la prima volta a chiedere aiuto.
E si continua a ridurre le spese alimentari privilegiando le offerte dei discount.
In un quadro generalòe difficile dove la distanza fra Nord e Sud cresce a dismisura spiccano i dati della Calabria.
Una famiglia su cinque vive in condizione di forti difficoltà economiche.
Più del 40% dei giovani sotto i 35 anni vive ancora con i genitori, spesso senza un lavoro stabile, e l’assistenza Caritas è cresciuta del 18% in un solo anno: 1.300 centri di ascolto attivi e quasi 60 mila persone aiutate.
Giovani laureati che non hanno altra scelta che partire altrove per trovare un lavoro.
Giovani laureati che non hanno altra scelta che partire altrove per trovare un lavoro.
Per la Caritas la povertà è oramai un feroce "Sistema di esclusione"
Il 26% dei poveri ha rinunciato a curarsi per motivi economici, il 22% vive in condizioni abitative precarie, il 38% non ha un’occupazione stabile.
Il 26% dei poveri ha rinunciato a curarsi per motivi economici, il 22% vive in condizioni abitative precarie, il 38% non ha un’occupazione stabile.
Gli anziani con pensioni sociali da fame e miseria assoluta con 460 euro mensili ( una elemosina da 15 euro al giorno ) mentre la Casta della politica è sempre più ricca e sempre più privilegiata, non riescono più a sostenere i sempre più alti costi della vita.
E' sempre più urgente una nuova stagione di politiche sociali, ma con i personaggi che affollano il Parlamento è sempre più una pia illusione.
Redazione


