La situazione economica e sociale della Calabria ha raggiunto livelli preoccupanti e devastanti.

Una Regione che ha sempre vissuto di assistenza e con un tessuto economico produttivo alquanto fragile per l'effetto combinato di una forte crisi economica dovuta alla Pandemia ed una classe politica impreparata e dedita solo a traffici, voto di scambio e gestione del potere, è oramai ridotta solo ed unicamente a sopravvivere con l'assistenza più pura. A dimostrazione di tale asserzione il dato di oltre 100.000 domande di cassa integrazione pervenute all'Inps nel periodo della Pandemia. "Senza aiuti intere famiglie nell'indigenza più assoluta" ha affermato il Presidente nazionale dell'Inps, Pasquale Tridico, di origini calabresi che ha partecipato alla presentazione del bilancio sociale dell'Inps Calabria, organizzata dal presidente del comitato regionale Inps - Calabria, Gianfranco Trotta.  "Oltre 100mila le domande che sono state presentate tra cassa integrazione in deroga e cassa integrazione. Sono state 344mila i percettori di pagamenti. A questi vanno aggiunti i 149mila che hanno usufruito del bonus Covid. Durante il periodo Covid sono state inoltre liquidate - ha affermato Gianfranco Trotta  - le domande per le politiche attive del lavoro che hanno riguardato 13mila tirocinanti per un totale di 12 milioni di pagamenti effettuati». Ed il presidente del comitato regionale Inps  ha anche precisato che "in Calabria i percettori di reddito di cittadinanza sono stati 63mila nuclei familiari, 166mila persone con un assegno mensile medio di 494 euro". Cifre da Caporetto. Una Calabria che vive di pensioni, circa 700.000 le pensioni erogate a vario titolo su 1.940.000 residenti, che vive di Reddito di cittadinanza che interessa ben 166.000 calabresi e che vive di Cassa integrazione con oltre 100.000 unità che la percepiscono. Se a questi si aggiungono i circa 105.000 impiegati pubblici il cerchio si chiude. Praticamente il peso del mondo dell'impresa, delle partite Iva, del sistema produttivo è talmente irrisorio da essere quasi impercettibile. In un tale contesto dove il lavoro non esiste più i giovani non potranno, ultimati gli studi, che continuare ad emigrare altrove contribuendo alla crescita di quel fenomeno di spopolamento e conseguente invecchiamento che contraddistingue la Calabria per come ha sottolineato lo stesso Presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, nel suo intervento. "A me ha colpito molto il dato demografico. Io vengo dalla Calabria - ha affermato Tridico - e ogni anno noto lo spopolamento della nostra terra, dei piccoli paesi e delle aree interne soprattutto. Questo è il principale problema che si traduce in meno occupazione e più pensionati. Quindi alzare il numero dei lavoratori attivi è una priorità in Calabria soprattutto considerato che i tassi di occupazione, e in particolare, quella femminile sono molto bassi". Un quadro, quindi, drammatico e grave ed il tutto nella totale assenza della Casta politica e, soprattutto, nella totale assenza di una qualsiasi protesta e di un qualsiasi risveglio del popolo calabrese che, oramai rassegnato, assiste supinamente e senza alcun scatto di orgoglio all'agonia di una terra che non merita tutto ciò, anche se a votare una Casta politica di carnefici e vampiri che ha distrutto finanche la speranza sono stati i calabresi. Ma come sosteneva il filosofo Socrate nella grande scuola ateniese del mondo antico "ogni popolo merita il Governo che ha".

(nella foto centinaia di giovani in partenza per le regioni del Nord, foto risalente al periodo natalizio del 2019, pre - covid)

Redazione