Il Living Theatre è una compagnia teatrale sperimentale fondata a New York nel 1947 dall'attrice statunitense Judith Malina, allieva di Erwin Piscator, e dal pittore e poeta Julian Beck, esponente dell'espressionismo astratto newyorkese e si inserisce nel periodo delle seconde avanguardie artistiche, che fioriscono negli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale, sulla scia degli insegnamenti delle prime avanguardie europee.

In particolare, il centro delle nuove avanguardie è al Black Mountain College, una scuola d'arte di New York diretta da John Cage.

Qui si fa strada l'equazione Arte = Vita, cioè l'idea di cercare l'arte nella vita quotidiana delle persone comuni. Il Living Theatre fu una grande esperienza teatrale che ebbe anche una valenza politica e che si inserì da protagonista in tutto il mondo in quel periodo storico della contestazione giovanile. Dal movimento hippy, ai figli dei fiori al movimento del '68. E negli anni '60 e '70 il Living Theatre visse il suo periodo di nomadismo europeo.

Protagonista del periodo europeo è Tom Walker che da anni tiene laboratori e workshop sulle azioni del Living Theatre e sul teatro politico di strada. Vive e lavora a New York.  La compagnia venne anche in Italia ed il 22 ottobre 1976 arrivò a Cosenza su iniziativa dell'allora assessore alla cultura del Comune di Cosenza, il docente dell'Unical, Giorgio Manacorda, esponente di primo piano dell'area intellettuale del Pci.

 

 

 

Ulteriore momento del Living Theatre a Cosenza

 

 

Nel turbolento 1976, anno di grande contestazione giovanile  studentesca, la compagnia teatrale "Living Theatre" presentava dinanzi Piazza dei Bruzi e dinanzi ad un pubblico attento ma poco abituato ad apprezzare performance di teatro d'avanguardia il suo "The Love Play", inno all'amore libero.

E il 1976 fu anche l'anno in cui aprì i battenti il Teatro dell'Acquario guidato da Antonello Antonante che contribuì in modo determinante alla presenza del "Living Theatre" a Cosenza. Il Living Theatre fondato da Julian Beck e Judit Malina ha modificato la visione del Teatro negli USA, in Europa e nel Mondo.

"Al termine della Biennale dopo alcuni soggiorni a Torino e a Taormina, il Living arriva a Cosenza per un progetto culturale di assenza urbana, in collaborazione con l'assessore al teatro e ai beni culturali di Giorgio Manacorda: Il discorso del teatro di strada si presenta oggi come uno dei più attuali e politicamente interessanti: con questa tecnica infatti si può interagire efficacemente all'interno delle tensione e i problemi che esplodono in un contesto cittadino. Occupare lo spazio cittadino - come si farà a Cosenza - mescolare la propria azione teatrale alla vita dei singoli quartieri, significa soprattutto per il Living un pubblico diverso, libero, senz'altro più disponibile di chi pretende lo spettacolo in cambio dell'acquisto di un biglietto", ( scrive Giulio Nocera su Scena 5 ottobre 1976 n° 5 Calabria).

Il "Living Theatre" ha condotto il Teatro nel pubblico, con l'obiettivo di stimolare lo spettatore / partecipante con la speranza della "bella non violenta rivoluzione anarchica".

E in quegli anni di sogni, di utopia, di inno alla "fantasia al potere" anche Cosenza fu uno dei teatri all'aperto del "Living Theatre".

Redazione