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Il Romanzo Criminale Cosentino

Negli ultimi anni è sempre più difficile mantenere aggiornato l'elenco dei nuovi pentiti che arricchiscono sempre più un lunghissimo elenco. Basti solo accennare alle new entry più recenti fra il mondo dei collaboratori di giustizia di esponenti del clan degli zingari e basti accennare al fatto che, solo per fare un esempio, nell'operazione Job Center, su 14 accusati ben cinque hanno scelto la strada del pentimento. Dal punto di vista giuridico la figura del "collaboratore di giustizia" risale al 1992-1993 in seguito alla reazione dello Stato dopo la morte dei giudici Falcone e Borsellino. A Cosenza i primi collaboratori di giustizia risalgono al 1993 - 1994 ed ebbero un ruolo centrale nel maxi - processo Garden che segnò e delineò la storia del romanzo criminale cosentino sin dal 1977, anno in cui venne freddato Luigi Palermo, detto "U Zorru" e presse il potere un giovanissimo Franco Pino che rimase sul trono del comando sino a quando, nel 1995, anche lui scelse la strada del pentimento.

Il Romanzo Criminale bruzio, nonostante la continua sottovalutazione, è invece, un romanzo costellato da episodi di grande rilevanza e con protagonisti eccellenti. Non solo i cosentini ma anche personaggi che hanno fatto la storia del periodo più oscuro e terribile che l'Italia ha vissuto nella lotta alla mafia. Il riferimento è all'epoca stragista decisa dai corleonesi di Totò Riina contro lo Stato ed i suoi rappresentanti. Nessuno poteva immaginare neanche minimamente che nel 1988 un boss del calibro di Filippo Graviano, capo assoluto del quartiere Brancaccio di Palermo e fedele luogotenente di Totò Riina in occasione di un suo viaggio a Cosenza per venire a far visita ai loro amici, i fratelli Notragiacomo ed i fratelli Bartolomeo.

Fra la sterminata bibliografia relativa al fenomeno del pentitismo vi è un testo degno di nota sia per il rigore professionale con cui è stato elaborato e sia per il fatto che lo stesso è il frutto di una ricerca e di uno studio durato ben sei anni. Si tratta del volume edito dal “Gruppo Abele” dal titolo “Dalla Mafia allo Stato. I pentiti: analisi e storie” edito nel 2005. Il testo che delinea l'accurata ricerca sul fenomeno del pentitismo è stato curato dai giornalisti Giovanna Montanaro e Francesco Silvestri. La Prefazione è stata curata da Gian Carlo Caselli. Il testo contiene anche delle interviste (per la precisione diciotto) rilasciate da pentiti di “calibro” delle quattro organizzazioni criminali operanti in Italia, la 'ndrangheta, la mafia, la camorra e la sacra corona unita.

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