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Domenica, 30 Dicembre 2018 09:09

Ma che bella giornata di sole

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L'abbiamo "rubata" dal Web ma era giusto pubblicarla perché queste riflessioni della nostra Amica Anna De Vincenti dimostrano che ancora c'è del sentimento in noi. Grazie Anna per le emozioni che ci hai dato con queste righe...

Un giorno decidi di prenderti il tempo, di essere tu a dettare l’agenda della giornata, ma per farlo devi avere dei complici: una bella giornata di sole a dicembre, le feste di dicembre, la tregua tra le due date fatali del 24 e del 31 dicembre. Passeggi sul corso, poi ti siedi ad un bar e ordini un caffè che in realtà non è un caffè, ma è un orzo, anzi un orzetto, che il medico ti ha raccomandato di non esagerare con la caffeina sennò ti vengono le palpitazioni e la pressione sale.

Vabbè, la perfezione non è di questo mondo!

E mentre, rassegnata, bevi quella brodaglia tiepida che nemmeno potrebbe allacciare le scarpe al profumato, ristretto, scuro, vero caffè, osservi la gente intorno a te, quel brulicare di formiche più o meno laboriose, più o meno indolenti, più o meno ciondolanti e pensi a quanto sia bello crogiolarsi al sole d’inverno. Anche i pensieri si distendono, come su una spiaggia pronti ad abbronzarsi, e lievi fluttuano attraverso il tempo, che non è più quello della scienza ma è quello della coscienza, come direbbe il filosofo.

Che anno era? Non importa, era il secolo scorso, comunque, e non era nemmeno un anno preciso, ma un periodo, gli anni ’70.

Allora sì che avevo il tempo in tasca e la strada come casa: il bar (sì, proprio quello) per sorseggiare l’ennesimo caffè, (sì, proprio quello vero), il chiosco, (sì, proprio quello), per comprare il giornale, (sì, proprio quello, il “mio” giornale), il posto per incontrare loro (sì, proprio loro, i compagni).

Che tempo era? Che giorni erano?

Era il tempo dell’utopia ed erano i giorni della rivolta, era il tempo delle speranze ed erano i giorni dell’impegno, era il tempo dell’amore furioso ed erano i giorni delle passioni eroiche. Era quel tempo ed erano quei giorni.

Oggi la giornata di sole è la stessa, anche il cielo è lo stesso ed anche la tua voglia di uscire e passeggiare è la stessa, solo il bar non è più lo stesso.

Tranne il rimpianto per quel bar, per quel caffè vero caffè e per quel chiosco dei giornali nessun altro rimpianto.

Confesso che ho vissuto… e mentre aspetto il mio ragazzo del secolo scorso sorrido alla vita, al sole di dicembre, al mio tempo ritrovato, alla quiete dell’anima, ai miei figli, ai miei innumerevoli alunni.

Lui arriva, andiamo, mi appoggio al suo braccio: solo il mal di schiena mi ricorda che non sono più negli anni ’70.

 

 

 

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