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Venerdì, 28 Dicembre 2018 08:49

Laure Modigliani Nechtschein a Cosenza nel gennaio 2020, una grande iniziativa fortemente voluta dal Mecenate Roberto Bilotti

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Laure Modigliani Nechtschein nella foto con la "Cariatide di Cosenza" nel cortile del Borromini a Roma Laure Modigliani Nechtschein nella foto con la "Cariatide di Cosenza" nel cortile del Borromini a Roma

Laure Modigliani Nechtschein è figlia di Jeanne, unica figlia di Amedeo Modigliani (12.7.1884 - 24.1.1920). La nipote del grande artista probabilmente verrà a Cosenza fra poco più di un anno in occasione del centenario della morte di Modigliani che cadrà a gennaio 2020 e rappresenterà per il mondo scientifico un'occasione per ricordare uno dei più grandi artisti del ‘900 interprete della bellezza e dello stile italiano. Laure Modigliani è presente nella foto mentre tocca la "Cariatide di Cosenza", in mostra nel 2006 alla Sapienza, inaugurata dall'allora Ministro ai Beni Culturali Francesco Rutelli.

L'opera costituisce l'ingrandimento in bronzo cm. 226,5x75x85 della scultura in bois de chele del 1910 (cm 56), realizzata con una traversa da ferrovia, di risulta, in Francia, finita in Australia e lì dispersa. In quest'opera emerge il fascino dell’arte africana, portatrice di forme essenziali semplificate. L'artista con questa scultura ricerca un ritratto unico, che attraversasse le epoche e restasse fedele alla bellezza di un’immagine pura, intatta dell’uomo e della sua rappresentabilità. Tipico il collo allungato, gli occhi sottili, il volto geometrico, che richiamano le figure Mahongwe e le maschere Baoulé.

La scultura africana affascinava le avanguardie artistiche di inizio Novecento, che uscivano da un’epoca naturalistica e cercavano un nuovo modo per rappresentare la realtà. Questi nuovi riferimenti non avevano finalità estetica ma erano legate al magico, animistico e spirituale fra il mondo dei vivi e quello degli spiriti, accompagnando i momenti salienti della vita del clan, come matrimoni, funerali e, soprattutto, riti di iniziazione e costituivano il riflesso di culture, riti e tradizioni.

Nel 2007 l'opera fu trasferita davanti l'ospedale romano San Camillo-Forlanini dove l'artista fu ricoverato. La sua nuova collocazione fu inaugurata dal ministro della salute Livia Turco a testimoniare l'importanza dell'arte anche nei luoghi di recupero con approccio olistico per i fruitori. La "testa di cariatide" era il primo elemento che prevedeva l'inserimento d'arte nel giardino dell'Azienda ospedaliera quale stimolo sulla sfera percettiva ed emotiva e sull’interazione psicofisica e funzionale che sia allinea all'orientamento internazionale di attenzione sugli aspetti globali della persona oltre quelli terapeutici specifici.

Il progetto non fu completato per la mancanza di altre opere e quindi fu restituita all'Istituto Amedeo Modigliani. Roberto Bilotti componente del Concept Board dell'Istituto Amedeo Modigliani di Roma ha proposto al Presidente Prof. Luciano Renzi e al direttivo di portare l'opera a Cosenza per essere inserita nel Museo all'Aperto. L'istituzione cosentina è stata valutata all'avanguardia nel rapporto tra cultura e ambiente, arte e paesaggio urbano e le architetture in una fusione concettuale tra le varie espressioni artistiche: figurative, metafisiche, surreali, iconiche, astratte dei grandi scultori del Novecento italiano.

Un articolato repertorio di sculture monumentali di artisti noti internazionalmente per il vigore e l'innovazione della loro ricerca espressiva, spaziale, concettuale e materica. Il Mab rispecchia una nuova concezione fuori dai criteri dello "spazio chiuso" museale, in una interazione quotidiana tra cittadini, arte e spazio lungo il corso pedonale di corso Mazzini che apre allo sviluppo culturale e ad una nuova dimensione sociale. Cosenza diventa sempre più riferimento culturale internazionale.


Redazione

 

 

 

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