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Giovedì, 20 Dicembre 2018 13:54

Paolo Palma nuovo Presidente dell’Icsaic, l’Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea

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Paolo Palma Paolo Palma

È Paolo Palma, giornalista e storico dell’Italia contemporanea, il nuovo presidente dell’Icsaic, l’Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea che ha sede all’Università della Calabria. Subentra a Pantaleone Sergi, giornalista, storico e scrittore che, dopo avere guidato l’Istituto per otto anni, per sua scelta ha deciso di non proporre la propria candidatura e ora assumerà la presidenza del Centro di Ricerca sulle Migrazioni. Lo ha deciso l’assemblea dei soci dell’Istituto che si è riunita per fare il punto sui progetti realizzati nel 2018 (in particolare quello sul centenario della Grande Guerra e sulla Brigata Catanzaro) e programmare il lavoro di ricerca nel prossimo hanno sulla base dei progetti elaborati dal direttore Vittorio Cappelli.

“Ringrazio Pantaleone Sergi per il grande lavoro svolto in questi anni che ha consentito di superare una fase di grande difficoltà”, ha detto il neopresidente Palma. E poi ha aggiunto: “Mi è di conforto poter continuare a contare sull’esperienza del prof. Vittorio Cappelli, dei vicepresidenti Enrico Esposito e Franco Spingola e del direttivo”.
Paolo Palma è stato deputato al Parlamento nella XIII legislatura, eletto nel collegio di Cosenza, ed è presidente dell’Associazione G. Dossetti “Per una nuova etica pubblica”, fondata a Cosenza nel 2013. Laureatosi in filosofia all’Università La Sapienza di Roma, seguendo un indirizzo di storia moderna e avendo come maestri Renzo De Felice e Rosario Romeo, ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento della storia e della filosofia nei licei.

Ha cominciato l’attività giornalistica al “Giornale di Calabria” e nel 1977 è diventato giornalista professionista. A Torino è stato capo del servizio politico della “Gazzetta del Popolo”; a Roma ha cominciato a svolgere l’attività di giornalista parlamentare al “Globo”, poi all’“Agenzia Giornalistica Italia” di cui è stato inviato speciale e cronista dei principali avvenimenti politici degli anni ’80 e ‘90. Ha collaborato a varie testate tra le quali “Il Popolo” e “L’Europeo”. Tra il 1992 al 1994 è stato capo dell’Ufficio stampa del Ministero dell’Interno con i ministri Mancino e Ciampi.

Come storico si è occupato prevalentemente di antifascismo e della figura di Randolfo Pacciardi, di cui è il principale biografo, pubblicando i seguenti volumi: Gli antifascisti italiani in America (1942-1994). La Legione nel carteggio di Pacciardi con Borgese, Salvemini, Sforza e Sturzo, Le Monnier, 1990 (con Alessandra Baldini, prefazione di R. De Felice, nella collana diretta da G. Spadolini); Una bomba per il duce. La centrale antifascista di Pacciardi a Lugano (1927-1933), Rubbettino, 2003 (prefazione di R. Moro); Randolfo Pacciardi. Profilo politico dell’ultimo mazziniano, Rubbettino, 2012. Sull’antifascismo in esilio e Pacciardi ha anche pubblicato: Nuovi documenti sulla “Mazzini Society”: i rapporti con i comunisti nell’antifascismo Usa, Nuova Antologia, gennaio-marzo 1990 (con A. Baldini); Randolfo Pacciardi dalla Grande Guerra all’Antifascismo, Il Pensiero Mazziniano, gennaio-aprile 2018.

Con il volume Il telefonista che spiava il Quirinale. 25 luglio 1943, Rubbettino, 2006, ha fornito, grazie a una documentazione inedita, nuovi importanti elementi sul colpo di Stato che pose fine al regime fascista. Di recente ha pubblicato, anche sul filo della memoria, Un giornale studentesco cattolico tra post-Concilio e ’68, saggio introduttivo al volume Eccellenza, distruggete Diapason! Un periodico studentesco nella stagione ribelle, a cura di Piero Piersante, ilfilorosso, 2018, ristampa anastatica del periodico dei liceali cosentini. È autore del pamphlet politico Doppio gioco all’ombra dell’Ulivo. La mia campagna elettorale con Achille Occhetto in una città del trasformismo, Editori Riuniti, 2001.

 

 

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