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Martedì, 17 Luglio 2018 10:15

Sindone, "Le macchie di sangue sono false"

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Non ci vuole l'esame al Carbonio 14 per datare lo studio di Matteo Borrini e Luigi Garlaschelli, secondo il quale molte macchie di sangue presenti sulla Sindone di Torino sarebbero false. I siti online parlano di "un nuovo studio", ma la ricerca è vecchia. Il video che la descrive è su Youtube dal 2014 (1719 visualizzazioni) e in una versione più lunghetta dal 2015 (1216 visualizzazioni). Sicuramente in breve le visualizzazioni saranno molte di più e questo è forse uno degli scopi degli autori. E' per diffondere le loro tesi che Borrini e Garlaschelli, membro famoso del Cicap, che da sempre contesta l'autenticità del telo di Torino, si sono fatti riprendere mentre eseguono alcune operazioni per dimostrare che alcune colature di sangue non sono compatibili con nessuna posizione di un corpo, né in croce, né in un sepolcro.

Il video in realtà è artigianale e si ha la sensazione che anche gli esperimenti lo siano un po'. C'è un telo verde spiegazzato, tenuto su con le pinze, uno schedario ammassato sotto una scala (un laboratorio in un sottoscala?), un contenitore di amuchina, un altro di "splatter blood" … La musica è da crime series. In ogni caso la conclusione è che "almeno la metà delle macchie di sangue della Sindone" sarebbero state dipinte o aggiunte "in linea con le analisi già esistenti, come la datazione al radiocarbonio, secondo cui la sindone è un prodotto artistico medievale".

Alcuni obiettano che, se pure fossero aggiunte posteriormente, nulla autorizza a riferirsi al medioevo e dunque non c'è nessuna prova rafforzativa. Inoltre, la datazione medievale della Sindone è oggi rigettata da molti scienziati. Si contesta la metodologia usata dai laboratori internazionali nel 1988, la qualità dei campioni, la insufficiente considerazione delle particolari vicissitudini subite dalla Sindone (ad esempio, sul sito di Beta Analytic, autorevole istituto di analisi, si legge che "i campioni prelevati da un tessuto trattato con additivi o conservanti - cosa molto probabile per la Sindone, ndr - generano un'età radiocarbonica falsa"). Ma se pure qualche macchia fosse stata aggiunta, le altre? E i pollini? E il gruppo sanguigno? Le monete? Le scritte? L'impossibilità di riprodurla artificialmente, neppure con le tecniche d'oggi?

E' difficile trovare un reperto storico con tante e tali prove a favore della sua autenticità, accettate da molti studiosi e nello stesso tempo con altrettanta avversione da parte di altri studiosi, della cui buona fede non è comunque lecito dubitare. La Sindone è al di là di tutto un miracolo di bellezza. Ricorda il volto di Cristo. Ma io non sono tra quelli che dicono: "vera o falsa è lo stesso, tanto crederemmo lo stesso". Sono d'accordo che tanto crederemmo lo stesso, perché ci sono molte prove della verità della fede nella vita e nella storia. Ma vera o falsa non è lo stesso.

L'esperimento condotto da condotto da Matteo Borrini, dell'università di Liverpool, e Luigi Garlaschelli, del Cicap

Una nuova ricerca indica che almeno la metà delle macchie di sangue della Sindone di Torino sarebbe falsa: solo alcune sarebbero compatibili con la posizione di un uomo crocifisso, ma altre non trovano giustificazione in nessuna posizione del corpo, né sulla croce né nel sepolcro. Lo indicano i dati pubblicati sul Journal of Forensic Sciences e basati su un esperimento che, con le tecniche di medicina forense, ha ricostruito la formazione delle macchie. Condotto da Matteo Borrini, dell'università di Liverpool, e Luigi Garlaschelli, del Cicap.

"Non abbiamo analizzato la sostanza che ha formato le macchie, ma abbiamo voluto verificare come potrebbero essersi formate sulla figura della sindone" ha detto all'ANSA Borrini. Per farlo è stata simulata la crocifissione su uno degli autori della ricerca, Garlaschelli, utilizzando sangue sia vero sia artificiale. "Abbiamo simulato la crocifissione con croci di forma diversa, di diversi tipi di legno e con posizioni differenti del corpo, per esempio con le braccia orizzontali e parallele al terreno, fino a verticali sulla testa", ha rilevato Borrini.

Grazie a tutte queste prove, proprio come si fa per ricostruire le macchie presenti sulla scena di un crimine, i ricercatori hanno ricostruito il modo in cui si sono formate le macchie di sangue su polsi, avambracci, quelle dovute alla ferita da lancia sul petto e le macchie di sangue intorno alla vita, presenti sulla figura della Sindone. E' emerso così che la macchia sul torace è compatibile con la posizione di un uomo crocifisso, così come anche "le macchie sugli avambracci, le quali indicano che le braccia erano molto estese verso l'alto, in una posizione superiore a 45 gradi".

Invece le macchie sui polsi e nella regione lombare "non trovano giustificazione con nessuna posizione del corpo, né sulla croce né nel sepolcro". In particolare gli esperimenti indicano che è totalmente irrealistica la macchia che forma una cintura nella regione lombare, dovuta all'eventuale sangue fuoriuscito dopo la morte dalla ferita al costato, quando il corpo era sdraiato nel sepolcro e avvolto nel telo.

"Le nostre prove su un manichino - ha spiegato il ricercatore - hanno mostrato che in questo caso il sangue non arriverebbe nella regione delle reni, ma si accumulerebbe nella regione della scapola". Per i ricercatori, questa macchia simile a una cintura "somiglia a un segno fatto in modo artificiale, con un pennello o con un dito". Tutti questi risultati, presi insieme, fanno concludere che la sindone sia un prodotto artistico "in linea con le analisi già esistenti, come la datazione al radiocarbonio, secondo cui la sindone è un prodotto artistico medievale".

 

 

 

 

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