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Il Comune di San Giovanni in Fiore non ha mai vissuto di tanta attenzione da parte dei mass - media e di tanta curiosità da parte di chi segue la politica. Infatti dopo l'ordinanza di dimora inflitta al Governatore Mario Oliverio in seguito all'inchiesta "Lande desolate" il centro silano è divenuto, giocoforza, la meta di tanti e tanti politici ed amministratori. Vi è ancora qualcuno, sempre di meno per la verità, che si chiede che fine abbia fatto lo sciopero della fame annunciato con tanta enfasi del Governatore Oliverio nell'immediatezza del ricevimento dell'ordinanza. era il 17 dicembre ed è ovvio che a tanti giorni di distanza lo sciopero della fame sarà cessato, anche se l'annuncio di tale cessazione non vi è stato.

Del resto nessun essere umano può rimanere per circa 20 giorni sottoposto al regime dello sciopero della fame senza essere ricoverato o alimentato con soli liquidi. Probabilmente tale annuncio ha fatto la stessa fine dell'annuncio dell'incatenamento sotto Palazzo Chigi che il Governatore Oliverio fece con grande enfasi qualche anno fa per protestare contro la mancata revoca dell'allora commissario per la sanità, Massimo Scura, quando al Governo vi era lo stesso partito del Governatore, il Pd. Ma a parte tale nota di colore è chiara l'intenzione del Governatore Oliverio di non mollare di un solo millimetro nel controllo assoluto di tutta la Regione per come ha sempre fatto da quando è Governatore non concedendo nulla al consiglio regionale ridotto solo al ruolo di replicanti e alla giunta non conta nulla alla pari del Consiglio.

Quindi tutti in fila a San Giovanni in Fiore fin quando il Governatore sarà costretto a dimorarvi. Del resto esistono tanti strumenti per poter essere presenti. Infatti tramite un video messaggio il Governatore Oliverio, intervenendo sul decreto sicurezza fortemente voluto dal Ministro Salvini ha dichiarato che "Assieme ad altre Regioni del nostro Paese che in questi giorni stanno evidenziando le nostre stesse preoccupazioni ed annunciando iniziative presso la Corte Costituzionale promuoveremo tutte le azioni utili al fine di stoppare una legge che viola diversi trattati internazionali sui diritti umani e i principi fondanti la nostra Costituzione".

Azioni che il Governatore Oliverio guiderà dal suo comune di residenza, divenuto, quindi, nei fatti il centro della politica calabrese. In molti sperano in una rimodulazione della giunta regionale e nella riconquista di qualche piccola agibilità politica del consiglio regionale magari sfruttando la temporanea difficoltà di movimento del Governatore Oliverio. Speranza vana, evidentemente non conoscono bene la determinazione e l'attitudine al comando da uomo solo di Mario Oliverio, che, da vero comunista nato e cresciuto nella Stalingrado della Calabria, la sua rossissima San Giovanni in Fiore, non concederà mai alcun spazio democratico a nessuno.

E questo anche se sarà costretto a governare l'intera Calabria dal suo comune, la sua amata "Stalingrado calabrese", la sua amata cittadina con una fortissima storia comunista che gli consentì a soli 27 anni, nel lontanissimo 1980, di essere eletto alla Regione Calabria nella lista del suo vecchio ed amato Pci e gli consentì di iniziare una carriera strepitosa che nessun politico a soli 66 anni può vantare. A soli 27 anni alla Regione, poi a soli 32 assessore regionale all'agricoltura, poi deputato per ben quattro legislature, poi Presidente della Provincia di Cosenza per due legislature, poi Governatore della Calabria dal 2014 e pronto a ricandidarsi a Presidente nelle elezioni di novembre.

Una carriera lunga ben quarant'anni avviata nel suo paese comunista e mai interrotta. Una carriera da professionista della politica da guinness dei primati che solo la sua san Giovanni in Fiore gli poteva dare. Cresciuto nella scuola dello zio, Giuseppe Oliverio, consigliere regionale del Pci eletto nella prima legislatura regionale del 1970 e poi riconfermato alle elezioni regionali del 1975, per poi prenderne l'eredità nel 1980. Un cittadino illustre di San Giovanni in Fiore che oggi ha riportato il grosso centro silano al centro del mondo politico calabrese.


Redazione

 

 

 

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