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Martedì, 14 Luglio 2020
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Cronaca

Alcuni studiosi sostengono che il contagio del Coronavirus sia favorito anche dalla presenza di polveri sottili nell'aria, dall'inquinamento e dalla densità della popolazione. Tutti fattori completamente sconosciuti nella terra di Calabria. Anzi, in Calabria e precisamente in Sila, un gruppo di studiosi con una apposita ricerca finanziata dalla Comunità europea negli anni passati hanno potuto constatare che l’aria calabrese sarebbe più pulita di quella della Norvegia e dell’arcipelago delle Isole Svalbard, al Polo Nord. In alcuni punti del vasto altopiano silano e precisamente nella località Tirivolo a 1800 metri di altezza ricadente nel territorio comunale di Zagarise in provincia di Catanzaro è stata individuata l’aria più pulita d’ Europa. Il primato dunque alla Sila che con i fattori dalla bassa densità di popolazione, della presenza di alberi secolari e il clima favorevole, ha conquistato l'invidiabile primato dell'aria più pulita d'Europa e in tempi di Coronavirus tale primato potrebbe essere ancora più prezioso e vitale. Fra l'altro considerando che la stragrande maggioranza dei casi di positività registrati sinora in Calabria sono d'importazione, cioè di calabresi positivi ritornati dal Nord Italia non è detto che il clima, l'aria pulita e la bassa densità della popolazione non siano o non si rivelino essere un formidabile antidoto contro il contagio del temutissimo Covid-19.

Gianfranco Bonofiglio

 

"Le affermazioni del procuratore nazionale antimafia Cafiero De Raho, che ha insistito sul fatto che il fratello del pentito Bruzzese, ucciso sotto casa sua, andasse protetto, sono giuste e chiare". Lo afferma l'On. Jole Santelli, vice Presidente della commissione parlamentare antimafia, di Forza Italia. "È necessario ora che come sostiene Cafiero De Raho ci si adoperi per una mappatura delle situazioni a rischio e per evitare che si ripeta quanto successo nelle Marche."

“La politica deve sostenere la crescita sana dei giovani e non può predicare bene e razzolare male, come pare essere normale a Cosenza. Ci riferiamo al caso sollevato dalla presenza nella notte di Capodanno del cantante Fabri Fibra, voluto dall’Amministrazione Occhiuto e i cui testi non costituiscono analisi sociale ma, alcuni di essi, veri e propri inni alla violenza che si trasformano in modelli imitati dai giovanissimi. Giustamente, i social pullulano di dissenso per questa scelta inopportuna e chiedono l’annullamento della sua presenza.

La crescita continua dei cosiddetti pentiti delle mafie che attanagliano il nostro Paese pone un problema enorme nell'ottica della protezione degli stessi e dei loro familiari. L'omicidio di Marcello Bruzzese consumato a Pesaro probabilmente ad opera di sicari della 'ndrangheta provenienti dalla Calabria per vendetta nei confronti del fratello Girolamo Bruzzese che decise di pentirsi nel 2003 ripropone platealmente la questione della sicurezza di un popolo che ha superato le 6.000 unità fra collaboratori e familiari. Ben 1.319 i collaboratori di giustizia e 4.927 i familiari in regime di protezione per un totale di 6.246 unità. Un vero esercito che costa allo Stato almeno 100 milioni di euro l'anno fra stipendi, sanità, viaggi, avvocati e abitazioni.

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