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Giovedì, 28 Maggio 2020
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Per non dimenticare

La libertà dell'informazione e soprattutto di quell'informazione impegnata a far crescere la cultura della legalità e che da sempre è sottoposta a continui tentativi di controllo e censura, ripropone il dilemma di difendere ad oltranza il ruolo reale che il giornalismo assurge nella eterna lotta per la verità. Ed è sempre opportuno e attuale ricordare la storia di coloro i quali, credendo fermamente nel ruolo del giornalismo nella lotta alla criminalità, nella lotta alle mafie, hanno immolato la propria vita per amore della verità.

Gaetano Mancini, nato a Malito (CS) il 23 settembre 1923, cessò la sua brillante esistenza il 9 gennaio 2012 nella sua città, Cosenza, anche se da tempo viveva a Roma, trovandosi a Cosenza per trascorrervi il periodo delle feste di fine anno. Lo incontrai casualmente qualche giorno prima al Bar "Due Palme", situato vicino la sua casa cosentina e lo salutai cordialmente conoscendolo da anni ed avendo avuto con lui sempre un rapporto più che cordiale.

Il 6 gennaio del 1980 un killer fredda il presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella con 8 colpi di pistola. Quel giorno il primo a soccorrerlo è proprio il fratello Sergio, oggi Presidente della Repubblica. Una fotografia in bianco e nero che mostra un uomo ferito all'interno di un'auto e un altro uomo che cerca disperatamente di soccorrerlo.

"Oggi è l’anniversario della morte di Carlo Levi avvenuta nel 1975. La foto qui pubblicata lo ritrae a Pedace a fianco della mitica Rita Pisano, sindaca, modella a sua insaputa di Picasso, e organizzatrice degli Incontri silani che portarono il fior dell’intellighenzia in provincia di Cosenza." E' quanto scrive Paride Leporace. "Carlo Levi è ancora giusto e necessario per le contrade calabrolucane del XXI secolo."