Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy

Domenica, 17 Novembre 2019
itenfrdees

Rubriche

« November 2019 »
Mon Tue Wed Thu Fri Sat Sun
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30  

L'Angolo della Memoria

Il ricordo del giornalista e sociologo Mauro Rostagno a 31 anni dal suo omicidio cozza contro un territorio che gira le spalle alle sentenze. Io, l’ho scritto spesso, e lo riscrivo ancora, non ho conosciuto Mauro Rostagno, quindi non faccio parte di quella certa fiera delle vanità che si organizzano in questa triste ricorrenza. Ho conosciuto Mauro Rostagno attraverso la lettura degli atti giudiziari, così come mi è accaduto fare per altri morti ammazzati. Una costante letta in queste carte è quello che ad ammazzare questi poveri cristi, magistrati, giudici, poliziotti, gente qualsiasi, non era stata la mafia, perché a Trapani la mafia non esiste. Pensate, lo disse un sindaco e lo affermò anche un Procuratore della Repubblica.

Posted On Domenica, 29 Settembre 2019 10:44

Il panorama della canzone italiana, a partire dagli anni Sessanta del Novecento, presenta grande varietà di proposte ed eccezionale vitalità, specialmente durante i primi decenni di questo arco di circa settanta anni. Vi hanno trovato spazio artisti come Mina, Battisti, Celentano, Dalla, Daniele, Mia Martini, Loredana Bertè, ma anche De Andrè, Paolo Conte, Guccini, ciascuno con le proprie peculiari caratteristiche, per citare solo alcuni nomi. Questo elenco è sufficiente a mettere in evidenza che ci sono tanti modi, stili, approcci alla “canzone popolare” e alla “musica leggera”. Negli ultimi decenni ci si chiede però chi siano i Battisti, i Dalla, i De Andrè, Mina, Mia Martini dei nostri tempi. A volte ci troviamo di fronte a voci belle, anche potenti (se non proprio di una Mina, di una Whitney Houston, di una Édith Piaf), a musicisti bravi e competenti, ma spesso le proposte sono banali, o brutte, o dozzinali, o demenziali. Certo, non dobbiamo dimenticare che una canzone altro non è che una canzone e che, come canta un Guccini pressoché esordiente, “a canzoni non si fa rivoluzione… non si fa poesia”.

Posted On Venerdì, 06 Settembre 2019 08:54

Il 3 settembre 1982 il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa cadeva assassinato dalla mafia siciliana su ordine dei corleonesi di Totò Riina, sono trascorsi ben 37 anni da allora. Noi nel ricordare una figura importante della storia nella lotta alle mafie e al terrorismo ne rimembriamo un avvenimento che interessò la nostra città e la nostra Università. "In una famosa intervista che il grande maestro del giornalismo, Enzo Biagi, fece al Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, sulla lotta al terrorismo, pubblicata dal settimanale “Epoca” nell'edizione del 28 febbraio 1981, fra le tante domande poste, una di queste recitava: “Lei fece accerchiare l'Università della Calabria. Ripeterebbe oggi quella operazione? E quali risultati diede?

Posted On Martedì, 03 Settembre 2019 12:01

Sono trascorsi ben 28 anni dall'omicidio del giudice calabrese, Antonino Scopelliti, uomo probo e fedele allo Stato e alle Istituzioni. In ricordo dell'integerrimo servitore dello Stato pubblichiamo un articolo a firma di Aaron Pettinari e Luca Grossi pubblicato su Antimafiaduemila.com, importante rivista del mondo dell'antimafia. Articolo di Aaron Pettinari e Luca Grossi. "E' una giornata calda quella del 9 agosto 1991. Sono circa le 17.20 quando il giudice calabrese, Antonino Scopelliti, all'epoca sostituto procuratore generale della Cassazione, sta tornando a casa dopo aver trascorso qualche ora al Lido Gabbiano di Favazzina. Viaggia da solo, senza scorta. Ad un tratto, tra Campo Calabro e Villa San Giovanni, la sua Bmw viene affiancata da una moto. I killer (almeno due), sparano con fucili calibro 12, caricati a pallettoni. Due colpi lo raggiungono alla testa senza dare scampo al giudice. Priva di controllo l'auto prosegue per circa dieci metri, sfonda un cancello e finisce fuori strada, in un vigneto. Una telefonata anonima avverte il posto di polizia di Villa San Giovanni e gli agenti che arrivano sul posto in un primo momento pensano di trovarsi di fronte ad un classico incidente stradale, ma dopo aver scoperto i fori sul corpo senza vita del magistrato tutto diventa più chiaro: Scopelliti è vittima di un omicidio."

Posted On Sabato, 10 Agosto 2019 08:18
Pagina 3 di 11