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Domenica, 26 Gennaio 2020
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L'Angolo della Memoria

Il 22 giugno 1941 Hitler accettava di mala voglia, l’aiuto italiano, più e più volte avanzato da Mussolini. Ancora una volta si capisce da questo suo agire, che il Duce era convintissimo di una repentina vittoria tedesca! Da qui l’entrata in guerra, da qui la scellerata idea di inviare un Corpo di Spedizione Italiano in Russia, questo il nome ufficiale, CSIR, impreparato, disorganizzato, malissimo equipaggiato. Costretto a combattere con scarponi fatti con sughero e cartone, con grasso e olio che gelavano e rendevano inutilizzabili fucili, mitragliatrici ed anche pezzi più pesanti, senza carrarmati moderni, di cui non disponevamo, ma con autoblindo e camion color sabbia, visibili a chilometri sul ghiaccio e la neve del Don, con divise e cappotti pesantissimi che si inzuppava già con l’acqua e diventavano dei pesi insopportabili anche per fare una passeggiata.

Posted On Martedì, 09 Luglio 2019 01:52

In una famosa intervista che il grande maestro del giornalismo, Enzo Biagi, fece al Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, sulla lotta al terrorismo, pubblicata dal settimanale “Epoca” nell'edizione del 28 febbraio 1981, fra le tante domande poste, una di queste recitava: “Lei fece accerchiare l'Università della Calabria. Ripeterebbe oggi quella operazione? E quali risultati diede? “Accerchiare per modo di dire - rispose il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, che qualche anno più tardi cadde sotto il piombo dei corleonesi a Palermo- perché se si considera che in poche ore si risolsero 25 perquisizioni che si riferivano all'abitato di Cosenza, all'abitato di Rende e all'intero complesso universitario, io credo che non si possa parlare di accerchiamento. Per quanto riguarda i risultati essi sono ancora al vaglio della magistratura che allora soppesò e diede l'autorizzazione preventiva per quelle 25 perquisizioni.

Posted On Sabato, 29 Giugno 2019 11:18

Correva il 1981. L'anno nel quale si consumò il triste primato del maggior numero di morti ammazzati nell'ambito della guerra fra clan che ha insanguinato la città Bruzia, nella prima guerra di mafia che vide contrapposti il clan Pino-Sena ed il clan Perna-Pranno che entrarono in conflitto per il controllo del territorio. Era l'anno in cui a Cosenza circolavano circa 50 auto blindate, l'anno in cui venivano sequestrati giubbotti antiproiettile superleggeri ed armi, per quel tempo, sofisticatissime, mentre il numero degli organici della Polizia di Stato era quello identico al 1965.

Posted On Sabato, 22 Giugno 2019 09:33

Verso la fine del 1985, dopo il clamore suscitato dall'omicidio di Sergio Cosmai si cerca da entrambi le parti in conflitto di ritrovare un periodo di tregua, ma nell'ambito della criminalità cosentina vi sono anche giovani che agiscono in proprio suscitando le ire del capi clan. Come nel caso di Marcello Gigliotti e Francesco Lenti i cui corpi vengono ritrovati in Sila nel marzo del 1986. I due, per motivi di gelosia e di poco peso, avevano ucciso , per come raccontarono diversi collaboratori di giustizia, nel 1985 Francesco Salerni e, poco tempo dopo, il dipendente comunale Francesco Palmieri. Avevano agito in proprio e questo era intollerabile per le regole delle consorterie mafiose. Vennero invitati ad una cena e lì si compì il loro tragico destino.

Posted On Sabato, 22 Giugno 2019 09:26
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