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Domenica, 17 Novembre 2019
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L'Angolo della Memoria

In una famosa intervista che il grande maestro del giornalismo, Enzo Biagi, fece al Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, sulla lotta al terrorismo, pubblicata dal settimanale “Epoca” nell'edizione del 28 febbraio 1981, fra le tante domande poste, una di queste recitava: “Lei fece accerchiare l'Università della Calabria. Ripeterebbe oggi quella operazione? E quali risultati diede? “Accerchiare per modo di dire - rispose il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, che qualche anno più tardi cadde sotto il piombo dei corleonesi a Palermo- perché se si considera che in poche ore si risolsero 25 perquisizioni che si riferivano all'abitato di Cosenza, all'abitato di Rende e all'intero complesso universitario, io credo che non si possa parlare di accerchiamento. Per quanto riguarda i risultati essi sono ancora al vaglio della magistratura che allora soppesò e diede l'autorizzazione preventiva per quelle 25 perquisizioni.

Posted On Sabato, 29 Giugno 2019 11:18

Correva il 1981. L'anno nel quale si consumò il triste primato del maggior numero di morti ammazzati nell'ambito della guerra fra clan che ha insanguinato la città Bruzia, nella prima guerra di mafia che vide contrapposti il clan Pino-Sena ed il clan Perna-Pranno che entrarono in conflitto per il controllo del territorio. Era l'anno in cui a Cosenza circolavano circa 50 auto blindate, l'anno in cui venivano sequestrati giubbotti antiproiettile superleggeri ed armi, per quel tempo, sofisticatissime, mentre il numero degli organici della Polizia di Stato era quello identico al 1965.

Posted On Sabato, 22 Giugno 2019 09:33

Verso la fine del 1985, dopo il clamore suscitato dall'omicidio di Sergio Cosmai si cerca da entrambi le parti in conflitto di ritrovare un periodo di tregua, ma nell'ambito della criminalità cosentina vi sono anche giovani che agiscono in proprio suscitando le ire del capi clan. Come nel caso di Marcello Gigliotti e Francesco Lenti i cui corpi vengono ritrovati in Sila nel marzo del 1986. I due, per motivi di gelosia e di poco peso, avevano ucciso , per come raccontarono diversi collaboratori di giustizia, nel 1985 Francesco Salerni e, poco tempo dopo, il dipendente comunale Francesco Palmieri. Avevano agito in proprio e questo era intollerabile per le regole delle consorterie mafiose. Vennero invitati ad una cena e lì si compì il loro tragico destino.

Posted On Sabato, 22 Giugno 2019 09:26

Il Romanzo Criminale bruzio, nonostante la continua e voluta sottovalutazione, è invece, un romanzo costellato da episodi di grande rilevanza e con protagonisti eccellenti. Non solo i cosentini ma anche personaggi che hanno fatto la storia di uno dei periodi più oscuri e terribili che l'Italia abbia mai vissuto: gli anni '92-'93. gli anni delle stragi di mafia, gli anni della morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Nessuno poteva immaginare neanche minimamente che nel 1988 un boss del calibro di Filippo Graviano, capo assoluto del quartiere Brancaccio di Palermo e fedele luogotenente di Totò Riina, potesse recarsi più volte a Cosenza per venire a far visita ai suoi grandi amici, i fratelli Notragiacomo ed i fratelli Bartolomeo.

Posted On Sabato, 15 Giugno 2019 08:26
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