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Mercoledì, 28 Ottobre 2020
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News

Il vasto e grave incendio che nella giornata di ieri ha devastato gli stabilimenti produttivi dell’Azienda “L’Artigiano della ‘Nduja” a Spilinga dell’imprenditore Luigi Caccamo, ha di fatto cancellato una delle più importanti e riconosciute eccellenze del territorio del settore agroalimentare, provocando un diffuso senso di amarezza e smarrimento. Appresa la notizia nell’immediatezza del verificarsi della tragedia, il presidente della Camera di Commercio di Vibo Valentia Sebastiano Caffo, si è subito recato sul posto per testimoniare all’imprenditore  Caccamo, alla sua famiglia, all’Azienda, dunque, ai suoi dirigenti e ai lavoratori, la vicinanza e solidarietà personale e istituzionale, perché in un momento così tragico non si sentano soli e non perdano la speranza di poter ricominciare. “Di fronte ad una tragedia di tali proporzioni –dice il Presidente Caffo- proviamo un senso di profondo dolore se solo pensiamo ai sacrifici, al coraggio e al lavoro quotidiano che nel corso degli anni l’imprenditore Caccamo e la sua Azienda hanno mantenuto per inseguire un obiettivo di solidità e successo che ora sembra essere improvvisamente e letteralmente andato in fumo. Anche se le immagini ancora vive del devastante incendio e le macerie che ha lasciato potrebbero oggi portare ad annientare qualsiasi speranza futura, la nostra vicinanza a Luigi Caccamo e alla sua Azienda –continua Caffo- vuole invece trasmettere concretamente conforto, solidarietà e soprattutto allontanare qualsiasi sentimento di solitudine e abbandono perché  Luigi Caccamo sappia di non essere solo né ora né quando sarà il momento di ricominciare, perché mai abbia a perdere questa speranza e questa prospettiva di rinascita. L’Azienda Caccamo rappresenta infatti un orgoglio di famiglia ma anche un importante patrimonio produttivo per il nostro territorio che non deve essere assolutamente disperso. Sono certo –aggiunge il Presidente Caffo- che Luigi e sua moglie Graziella non si arrenderanno di fronte a questo grave disastro e saranno capaci di rialzarsi per ripartire con maggiore slancio , forti dell’esperienza di tanti anni che ha portato l’azienda ad essere gradualmente il punto di riferimento della vera ‘Nduja di Spilinga, riconosciuta da tutti in campo nazionale ed estero.. Una sfida che ha contribuito a rendere famoso questo favoloso prodotto  e la sua terra d’origine  e che deve continuare a dare lustro con la sua unicità alla nostra provincia e a tutto l’agroalimentare calabrese. Mi auguro –conclude Caffo- che tutte le istituzioni facciano sentire la loro vicinanza a Luigi e a chi, come lui, ogni giorno fa immani sacrifici per creare lavoro e prospettive future anche e soprattutto in un territorio non sempre facile e sicuro come il nostro e soprattutto in momenti difficili come questo”.

Redazione
Posted On Domenica, 10 Maggio 2020 22:13

All’ITI “A. Monaco” di Cosenza, diretto dal Dirigente Scolastico Giancarlo Florio, mentre la didattica a distanza per le attività curriculari fa il suo percorso avviato a causa del COVID-19, non si sono fermati neanche i progetti extra-scolastici. I ragazzi del biennio, coinvolti nel progetto nazionale di monitoraggio civico “A scuola di opencoesione”, hanno realizzato una ricerca sulla ricostruzione della S.P.94 franata nel 2008 a San Vincenzo La Costa (CS), nonostante le difficoltà create dall’emergenza che si vive in questo difficile periodo. Gli studenti, attraverso indagini, analisi di dati, interviste effettuate da remoto con i soggetti attuatori del progetto, esperti in materia di viabilità e consulenti ISTAT, hanno ricostruito la storia amministrativa del finanziamento pubblico di € 1.500.000 destinato alla ricostruzione e messa in sicurezza dell’importante via di comunicazione, il cui smottamento ha isolato gli abitanti del comune di San Vincenzo La Costa per lunghi anni. Un’esperienza di cittadinanza attiva stimolante non solo dal punto di vista didattico, ma anche e soprattutto perché ha fatto comprendere ai ragazzi cosa significa “partecipazione alla cosa pubblica” e l’importanza di avere una coscienza civica. Molteplici le tematiche affrontate nel corso dell’indagine durata diversi mesi: dal dissesto idrogeologico della nostra regione ai limiti della macchina burocratica italiana, la cui lentezza ha fatto sì che la ricostruzione di una strada provinciale diventasse un’impresa titanica.Il progetto è stato coordinato dalla prof.ssa Loredana Naccarato, con il supporto dei docenti Maria Carmela ForteMassimo Stefanizzi e Francesco Campanella. Si ringrazia per la collaborazione: Ivonne Spadafora, Responsabile Comunicazione Calabria Fondi FESR FSE 2014/2020; Michele Folino, Responsabile Rischi ed Emergenza UOA (Unità Organizzativa Autonoma) Protezione Civile Calabria; l’ingegnere Claudio le Piane, Dirigente Settore Viabilità Provincia di Cosenza; l’ingegnere Carmine Gallo, dell'ufficio del Commissario Straordinario del dissesto idrogeologico della Regione Calabria all'epoca dei fatti. Si ringraziano, infine, la Teca RAI della sede regionale della Calabria, Calabrianews 24 e TEN.

Redazione

 

 

Posted On Domenica, 10 Maggio 2020 17:11

Alcuni studiosi sostengono che il contagio del Coronavirus sia favorito anche dalla presenza di polveri sottili nell'aria, dall'inquinamento e dalla densità della popolazione. Tutti fattori completamente sconosciuti nella terra di Calabria. Anzi, in Calabria e precisamente in Sila, un gruppo di studiosi con una apposita ricerca finanziata dalla Comunità europea negli anni passati hanno potuto constatare che l’aria calabrese sarebbe più pulita di quella della Norvegia e dell’arcipelago delle Isole Svalbard, al Polo Nord. In alcuni punti del vasto altopiano silano e precisamente nella località Tirivolo a 1800 metri di altezza ricadente nel territorio comunale di Zagarise in provincia di Catanzaro è stata individuata l’aria più pulita d’ Europa. Il primato dunque alla Sila che con i fattori dalla bassa densità di popolazione, della presenza di alberi secolari e il clima favorevole, ha conquistato l'invidiabile primato dell'aria più pulita d'Europa e in tempi di Coronavirus tale primato potrebbe essere ancora più prezioso e vitale. Fra l'altro considerando che la stragrande maggioranza dei casi di positività registrati sinora in Calabria sono d'importazione, cioè di calabresi positivi ritornati dal Nord Italia non è detto che il clima, l'aria pulita e la bassa densità della popolazione non siano o non si rivelino essere un formidabile antidoto contro il contagio del temutissimo Covid-19.

Gianfranco Bonofiglio

 

Posted On Sabato, 09 Maggio 2020 18:46

News dalla Calabria