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Domenica, 05 Aprile 2020
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Evoluzione del Linguaggio e del Giornalismo nella storia delle Radio Private

La trasformazione da disc-jockey a speaker radiofonico, da scribacchino a giornalista... L'attenzione sulle radio iniziò a concretizzarsi solo con l'arrivo degli anni '80 e le cronache sportive delle squadre che, «Tutto il calcio minuto per minuto» (1) della Rai, non sapeva neppure esistessero o quelle notizie che non facevano gola neppure ai giornali Regionali. Con l’inizio del decennio qualcuno, scimmiottando le stazioni private delle grandi città del Nord, iniziava a progettare degli investimenti immaginando la radio locale non più esclusivamente come strumento di libera espressione, ma come una impresa privata bisognosa di investimenti e capace di sviluppare dei guadagni seppur al tempo assolutamente modesti. Si continuava a fare la radio nelle soffitte o negli studi insonorizzati con le scatole delle uova (2) che posizionate al contrario "spezzano" con i piramidali le onde «armoniche» generate dal suono evitando fastidiosi riverberi.

Posted On Sabato, 25 Gennaio 2020 11:25

Benché questa non sia una esposizione tecnica, va sottolineato che subito dopo la sentenza della Cassazione che autorizzava la trasmissione radiofonica in ambito locale, la banda a modulazione di frequenza assegnata era praticamente libera ovvero assente da segnali radioelettrici se non quelli a bassissima «intensità di campo» appartenenti a stazioni straniere, pertanto bastavano trasmettitori con pochissimi “watt” per coprire distanze ragguardevoli.

Posted On Sabato, 18 Gennaio 2020 17:34

Purtroppo non disponiamo di dati certi sui consumi culturali in Calabria negli anni ‘70, non è dato sapere quanti dischi, libri, riviste o giornali fossero venduti in quel periodo; è invece certificato dall’Istat (Istituto nazionale di statistica) il dato sull’analfabetismo di circa il 15,24% a fronte del 5,20% nazionale.

Posted On Sabato, 11 Gennaio 2020 06:47

Se il Giornalismo, per sua natura, è lo specchio della società «e del periodo» in cui è collocato, non si può dire la stessa cosa di quello radiofonico delle radio private calabresi. In verità, per molti anni, l'editoria locale non ha nemmeno contemplato il radio giornale e tanto meno la figura di un giornalista. I primi timidi tentativi d’informazione erano riconducibili alla solerzia degli stessi proprietari o a qualche ex "baracchinaro" deluso dalla pochezza del «linguaggio Cb» (1). Bisogna fare necessariamente un tuffo nel passato per ricordare, o immaginare, "per i più giovani" un mondo senza Internet, telefoni cellulari o addirittura il fax, per avere un quadro più definito di quell’informazione radiofonica che sarebbe diventata come oggi noi la conosciamo. Alle «grigie» trasmissioni della Radio Rai che negli anni ‘70 contemplava poche trasmissioni musicali, si contrapponeva la «leggerezza» delle radio locali, facendo scivolare in secondo piano l'informazione giornalistica.

Posted On Domenica, 05 Gennaio 2020 23:59
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