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Mercoledì, 22 Gennaio 2020
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L'Angolo della Memoria

Gaetano Mancini, nato a Malito (CS) il 23 settembre 1923, cessò la sua brillante esistenza il 9 gennaio 2012 nella sua città, Cosenza, anche se da tempo viveva a Roma, trovandosi a Cosenza per trascorrervi il periodo delle feste di fine anno. Lo incontrai casualmente qualche giorno prima al Bar "Due Palme", situato vicino la sua casa cosentina e lo salutai cordialmente conoscendolo da anni ed avendo avuto con lui sempre un rapporto più che cordiale.

Posted On Sabato, 04 Gennaio 2020 08:20

"A volte, quando lo guardavo e vedevo il suo sguardo andare come distratto e lontano, oppure quando lo vedevo soffrire insonne, con la tosse che gli sconquassava il petto o quando dondolando sulla sua sedia a dondolo mi diceva quanto fosse stanco. Pensavo che forse volesse morire, ma che poi si trattava solo di momenti e che ancora oggi sono convinta che non lo volesse affatto, perché era pieno di vita, pieno di progetti, anche se la vita sembrava che in quei momenti di sofferenza avesse la meglio e lo potesse sovrastare. Papi mio sembrava avesse sette vite come i gatti, delle capacità di ripresa straordinaria, saliva dal magazzino sotterraneo con le braccia cariche di libri... "Pinale prendi qui..." O battendo le mani forti sulla copertina per scuotere la polvere degli scaffali, ed io pensavo perciò che non potesse morire mai."

Posted On Venerdì, 27 Dicembre 2019 11:46

"Ogni volta che mi guardo allo specchio scopro di assomigliare sempre di più ai miei genitori. Le radici sono tutto. Mia madre e mio padre mi hanno fatto capire l’importanza del sacrificio, dell’onestà e dell’amore verso il prossimo. Io sono il terzo di cinque figli. Da mio padre ho preso la rettitudine, ma anche la sobrietà dei sentimenti. Ricordo che i miei erano misurati anche quando succedeva qualcosa di cui gioire. Dicevano: "Pari bruttu", sembra brutto gioire eccessivamente, faremmo un torto a chi sta peggio di noi e non ha motivo di rallegrarsi. Mio padre Francesco, negli anni Cinquanta, aveva comprato un piccolo camion con cui trasportava cereali e ghiaia nei paesi della Locride, in Calabria, per conto di agricoltori e imprenditori della zona."

Posted On Venerdì, 27 Dicembre 2019 09:11

Cinquant’anni sono tanti, troppi, anche a scriverlo la parola è lunga e pesante. Nella stanza della memoria è già tutto pieno, la data del 12 dicembre 1969 bisogna andare a scovarla nell’angolo in fondo e il ragazzo che deve andare lungo il corridoio della storia per prenderla ci si perde e si distrae, nemmeno ha tempo per farlo. Le urgenze sono tante, non c’è più tempo per andare indietro nel tempo. Le cose però cambiano nei mezzi e nelle forme, la sostanza è la stessa. Gli omicidi di Falcone e Borsellino sono su quella stessa via dell’archivio storico, così come le tante stragi di questo Paese. Magari non ci saranno, ci si augura almeno, altre bombe ancora, perché le piazze sono diverse, sono quelle digitali, i depistaggi, le interferenze, le manipolazioni avvengono in rete, sono in linea.

Posted On Domenica, 15 Dicembre 2019 09:23
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