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Venerdì, 25 Settembre 2020
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Crolla la produzione industriale in Italia per effetto del lockdown legato all’emergenza sanitaria da Covid-19. A marzo 2020 l’Istat stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca del 28,4% rispetto a febbraio. Corretto per gli effetti di calendario, l’indice complessivo è diminuito in termini tendenziali del 29,3% (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 21 di marzo 2019). Un dato così negativo non di registrava dall’inizio delle serie storiche nel 1990. Nella media del primo trimestre dell’anno, il livello destagionalizzato della produzione diminuisce dell’8,4% rispetto ai tre mesi precedenti.A marzo “le condizioni della domanda e le misure di contenimento dell’epidemia di Covid-19 – è il commento dell’Istat . determinano un crollo della produzione industriale italiana. In termini tendenziali l’indice corretto per gli effetti di calendario mostra una diminuzione che è la maggiore della serie storica disponibile (che parte dal 1990), superando i valori registrati nel corso della crisi del 2008-2009. Senza precedenti anche la caduta in termini mensili dell’indice destagionalizzato”. Tutti i principali settori di attività economica registrano flessioni tendenziali e congiunturali, in molti casi “di intensità inedite”: nella fabbricazione di mezzi di trasporto e nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori la caduta congiunturale e tendenziale supera ampiamente il 50%. Relativamente meno accentuato è il calo nelle industrie alimentari, bevande e tabacco che, considerando la media degli ultimi tre mesi mantengono una dinamica tendenziale positiva.

Fonte: Askanews.it 

 
Posted On Lunedì, 11 Maggio 2020 18:50

La forte recessione economica quale inevitabile conseguenza della drastica riduzione dei consumi imposti dalla pandemia da Coronavirus avrà inevitabilmente ripercussioni maggiori nei tessuti economici più deboli e strutturalmente più fragili. Fra questi vi è il già fragilissimo tessuto economico calabrese, provato da una crisi avviata nel 2008 e dalla quale non riesce ad uscire. Un tessuto economico ed imprenditoriale da sempre in grande difficoltà. Inutile sottolineare i tanti record negativi detenuti da anni, dal più alto tasso di disoccupazione fra tutte le Regioni d'Europa, al più basso reddito pro - capite fra tutte le regioni d'Italia ad una forza - lavoro che si riduce sempre più. Basta citare solo alcuni numeri per cercare d fotografare  l'esistente. I residenti in Calabria sono 1.956.687 dei quali almeno 200.000 sono sulla carta residenti in Calabria ma, nei fatti, vivono per studio o lavoro in altre regioni anche se molti di questi sono in fase di ritorno. In 728.631 (quasi il 40% dell'intera popolazione, la percentuale più alta di tutte le 251 regioni d'Europa) percepiscono una pensione ed il 68% delle pensioni è al di sotto delle 1000 euro mensili. In 105.539 sono i dipendenti pubblici ed altri 350.000 sono dipendenti privati, commercianti, precari e partire Iva. Circa 200.000 i minorenni e studenti. I rimanenti 350.000 alla permanente ricerca di un lavoro. Una percentuale di forza lavoro occupata fra le più basse d'Europa di circa 500.000 calabresi, uno su quattro. In una situazione del genere e con la dimensione allarmante della crisi attuale con la disoccupazione che a fine 2019 registrava un tasso del 21,1% si rischia che la disoccupazione possa passare dall'attuale 20,1% al 38 - 40%. In pratica si rischia il raddoppio dei dati relativi alla disoccupazione con una percentuale da bancarotta sociale che potrebbe provocare anche l'avvio di situazioni a rischio sul piano della stessa tenuta democratica. In quanti in Calabria vivevano alla giornata, fra lavoro nero e lavori precari, in quanti riuscivano a sbarcare il lunario senza, ovviamente, potersi permettere di incamerare dei risparmi per i tempi più magri. E' difficile poter quantificare le inevitabili nuove povertà che scaturiranno dai tanti piccoli esercizi commerciali che rischiano di chiudere e dai tanti posti di lavoro che si perderanno. Basti accennare alla crisi fortissima del comparto turistico e della ristorazione che in Calabria ha avuto sempre un peso notevole. E' quanto mai necessario un vero e proprio Piano Marshall per la Calabria, un vero e concreto intervento a sostegno delle famiglie con un reddito di solidarietà a fondo perduto in attesa di una auspicata ripresa dei consumi e di un ritorno alla normalità. Non basta il reddito di cittadinanza che, comunque, oggi si rivela essere alquanto utile per le famiglie che lo percepiscono. E' necessario fare molto di più. Aiutare i tanti piccoli artigiani, i tanti piccoli imprenditori di se stessi, le tante partite Iva ed i tanti precari che vedono sfumare i loro già esigui redditi. Urge una serie di interventi concreti e non le solite parole prive di fatti. Oggi più che mai. Anche per evitare la crescita del consenso sociale verso le mafie ed evitare la inevitabile crescita dell'usura e dell'illegalità che in momenti gravi come questi rappresentano un reale pericolo da non sottovalutare, per come ha più volte affermato il procuratore capo della Procura della Repubblica di Catanzaro, Dott. Nicola Gratteri.

Posted On Lunedì, 11 Maggio 2020 18:21

Mentre la politica affanna e si pensa solo alle continue campagne elettorali in Italia i poveri assoluti aumentano sempre più, superando i 5.000.000 di individui. Una cifra impressionante. Un'intera Regione come la Sicilia, due volte e mezza la Calabria. Ovviamente il maggior numero di poveri vive nelle regioni meridionali. Il dato analizza l'anno 2018 e riguarda 1.822.000 famiglie, il 7% del totale.

Posted On Martedì, 31 Dicembre 2019 08:51

Riceviamo e volentieri pubblichiamo uno scritto di Giovanni Verrecchia su un tema sempre attuale, l'evasione fiscale. "Non esiste governo, dal 2011 ad oggi che non abbia parlato della tanto vituperata evasione fiscale. Da premettere che non si vuole assolutamente giustificare l’ evasione fiscale, ma proviamo a quantificare realmente l’evasione fiscale in Italia. Secondo i dati del governo, il PIL celato al fisco (quello che chiamano “il nero” per intenderci) è di circa 100-120 mld/anno. Una cifra molto elevata, ma che corrisponde a circa l’8% del PIL totale. Come siano costruiti questi dati però, non è dato saperlo."

Posted On Domenica, 29 Dicembre 2019 09:25
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