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Lunedì, 27 Gennaio 2020
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Soffrite di emorroidi? Il professor Giovanni Milito spiega quali sono i sintomi e le soluzioni 

Posted On Venerdì, 03 Gennaio 2020 12:20
Giovanni Milito Giovanni Milito

Ne soffrivano già personaggi famosi come Napoleone Bonaparte, Carlo Marx, Marilyn Monroe e Elizabeth Taylor ma moltissime persone hanno pudore anche soltanto a parlare di emorroidi. Si vergognano e temono di dovere soffrire sottoponendosi alle terapia mediche e chirurgiche. In realtà ormai vi sono nuove tecniche meno invasive e molto meno dolorose rispetto al passato". Sono le parole del professor Giovanni Milito, docente di chirurgia generale colorettale all’università Tor Vergata di Roma, già chirurgo colorettale al Policlinico universitario di Roma Tor Vergata.

Che cosa sono le emorroidi?
"Sono cuscinetti fatti prevalentemente di arterie che stanno all’interno del canale anale sin dalla nascita. Hanno la funzione di continenza dei liquidi. Questi cuscinetti cominciano a dare problemi quando non stanno più nella loro sede, si gonfiano e si infiammano".

Quali sono i sintomi delle emorroidi?
"La malattia è rappresentata dal loro sanguinamento che può essere talmente importante da provocare un’anemia grave e dal dolore e bruciore che aumenta dopo essere andati in bagno o quando si sta molto tempo seduti oppure praticando sport come il sollevamento pesi".
 
Che cosa consiglia come primo rimedio per alleviare i sintomi delle emorroidi?
"Suggerisco di fare un bidet di acqua fredda, applicare ghiaccio o pomate locali per migliorare il microcircolo. Ma il primo rimedio è migliorare la liberazione dell’intestino prendendo prodotti emulsionanti a base di fibre".
 
Le emorroidi infiammate possono essere ereditarie?
"Sì, c’è una familiarità perché questo disturbo si può trasmettere geneticamente. Dunque chi ha avuto genitori o fratelli con problemi di emorroidi è più facile che ne soffra".
 
Ci possono essere fattori predisponenti?
"Sono la stitichezza, l’alimentazione povera di fibre, le variazioni ormonali, la gravidanza, lo stress psichico. Ma anche il tipo di lavoro che uno svolge può incidere sulla comparsa delle emorroidi".
 
Quali sono le categorie professionali più a rischio?
"Possono soffrirne in particolare le persone che stanno tanto sedute come i taxisti, chi sta per ore alla scrivania, chi pratica assiduamente alcuni sport come l’equitazione, il ciclismo, il sollevamento pesi, il tennis".
 
Che cosa consiglia di fare quando compaiono i primi sintomi delle emorroidi?
"Consiglio di non fare da soli: sui siti Internet si vendono pomate e unguenti definiti miracolosi che, invece, aggravano i sintomi oppure ritardano una rapida guarigione e una soluzione radicale del problema. Le emorroidi non vanno mai sottovalutate perché il sanguinamento non è sempre causato dalle emorroidi stesse ma possono essere il sintomo di malattie più serie. Per questo io, prima di intervenire, consiglio sempre ai pazienti che hanno compiuto cinquant’anni di sottoporsi a una colonscopia del colon retto per escludere la presenza di polipi, diverticoli o tumori. L’età diminuisce a quarant’anni per chi ha ereditarietà e ha avuto casi in famiglia di malattie colorettali. Inoltre è importante farsi visitare da medici specializzati che si chiamano proctologi".
 
L’esame del sangue occulto non è sufficiente per escludere altre patologie?
"Questo esame va fatto ogni due anni e in caso di positività, come capita nel 25 per cento dei casi, va completato e approfondito con la colonscopia che raccomando comunque caldamente di fare ogni cinque anni a tutte le persone che hanno compiuto cinquant’anni, anche se l’esame del sangue occulto è negativo". Molte persone non vanno dal medico specialista perché temono di soffrire."

Come avviene la diagnosi delle emorroidi?
"Attraverso la visita proctologica con i pazienti posti in posizione laterale e facendo una anoscopia, un esame che non è doloroso, non richiede una preparazione intestinale o l’anestesia perché si effettua con un anoscopio usa e getta, un piccolo strumento conico di plastica. Basta questo esame per fare la diagnosi del grado di emorroide".
 
Che cosa determina la classificazione in gradi delle emorroidi?
"I gradi sono quattro e ognuno corrisponde a una sintomatologia e a una terapia. Il primo grado si ha quando le emorroidi sono all’interno e causano semplici e saltuari sanguinamenti e un senso di bruciore. In questo caso si curano correggendo l’alimentazione e con pomate locali a base di flavonoidi, che migliorano il microcircolo".
 
Che cosa accade quando le emorroidi sono di secondo grado?
"Il secondo grado è lo stadio in cui le emorroidi danno bruciore e sanguinamento perché fuoriescono ma si riducono spontaneamente. Il trattamento delle emorroidi di questo grado è ambulatoriale e conservativo e avviene mediante la cosiddetta legatura: attraverso un anoscopio si mette un laccetto elastico che va a stringere le emorroidi in modo che restino confinate all’interno".
 
Anche quando le emorroidi sono del terzo e quarto grado si può evitare l’intervento chirurgico?
"Di solito il terzo grado si ha quando fuoriescono e il paziente cerca di ridurle all’interno con molta fatica mentre nel quarto grado c’è un prolasso vero e proprio delle emorroidi che diventano permanenti. Nel terzo e nel quarto grado non si può più fare un trattamento conservativo ma è necessario rivolgersi al chirurgo che sceglierà il metodo migliore per eliminarle".
 
È un intervento molto doloroso per il paziente?
"No, ormai esistono bisturi a radiofrequenza che permettono di operare in modo indolore il paziente in mattinata e mandarlo a casa nel pomeriggio. Questo strumento lavora a temperature molto basse, a cinquanta o sessanta gradi, rispetto ai novecento dei laser o dell’elettrobisturi e quindi brucia meno i tessuti, dà meno edema e permette di non applicare punti di sutura perché fa tutto da solo, taglia e coagula allo stesso tempo. Inoltre accorcia molto l’intervento a dieci minuti, consente di non usare i tamponi e questo riduce notevolmente il dolore postoperatorio e permette una guarigione delle ferite in una settimana".
 
Si tratta di un intervento definitivo o le emorroidi possono tornare?
"Se l’intervento è eseguito correttamente, è definitivo perché permette di togliere tutta la mucosa prolassata. Le recidive sono davvero poco frequenti".
 
Quali correzioni vanno apportate allo stile di vita?
"L’alimentazione è il primo punto perché dev’essere ad altissimo contenuto di fibre. Vanno evitati cibi piccanti, peperoncino, cioccolato, spezie, alcol e fumo. Invece alimenti benefici sono kiwi, mucillagini, cereali, verdura e frutta in abbondanza. È anche importante bere almeno due litri di acqua al giorno perché l’acqua idrata le feci che sono eliminate senza indurirsi e dunque con minore sforzo".
 
Che cosa consiglia per prevenire o per limitare i sintomi delle emorroidi?
"Per migliorare la stitichezza è molto utile fare mezz’ora o quaranta minuti di camminata veloce al giorno con il passo che si tiene andando a fare una raccomandata quando si sa che l’ufficio postale sta per chiudere. Quando si va in bagno, se non si ha lo stimolo, è inutile insistere e invece di abusare di carta igienica, che è irritante, suggerisco di usare detergenti a base di prodotti naturali come malva, ippocastano o sapone di Marsiglia da sciogliere nel bidet di acqua tiepida almeno due volte al giorno".
 

 

 

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