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Lunedì, 27 Gennaio 2020
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Gallo: "Alcune idee per valorizzare risorse regionali e favorire sviluppo e occupazione in Calabria"

Posted On Giovedì, 02 Gennaio 2020 09:33

"In relazione al dibattito in corso sui programmi per lo sviluppo della Calabria, ritengo sia utile tenere conto anche degli obiettivi del Cluster nazionale Chimica Verde/SPRING." E' quanto scrive in una nota l'architetto Vincenzo Gallo. "Coerentemente con le strategie definite a livello europeo e nazionale in materia di bioeconomia, si prevede: l’utilizzo di risorse rinnovabili come materie prime, attraverso la determinazione delle specie locali più idonee (scarti o colture dedicate) da utilizzare in processi di bioraffineria, l’individuazione ed utilizzo di terreni marginali e/o contaminati, la promozione dell’uso a cascata della biomassa e la costruzione di nuove filiere agro-industriali."

"La creazione di bioraffinerie integrate nel territorio per ottenere prodotti ad alto valore aggiunto (biochemicals, biomateriali) lo sviluppo e l’ ottimizzazione di tecnologie innovative e di processi efficienti attraverso attività di Ricerca & Sviluppo e scale-up volte a favorire la costruzione di impianti pilota e dimostratori, la riconversione delle aree industriali in crisi o dismesse; lo sviluppo di nuovi prodotti biobased a basso impatto ambientale e con benefici anche dal punto di vista sociale ed economico; l’attuazione di specifiche azioni volte a supportare le attività di Ricerca & Sviluppo, al fine di contribuire alla crescita degli investimenti in tecnologie innovative e in nuovi impianti dimostratori e di stimolare la bioeconomia a livello nazionale e regionale."

"Da sottolineare che dalla filiera del mais in Italia si realizza già una bioplastica prodotta dalla Novamont, uno spin off della Montedison di Gardini, che ha valorizzato con l'Eni anche la filiera del cardo in Sardegna per produrre biolubrificanti. Dagli scarti delle arance in Sicilia una startup sta creando nuovi filati e tessuti, trovando la sponsorizzazione anche di grandi aziende come Ferragamo. Biomateriali/materiali compositi oltre che fibre/filati per il tessile si realizzano già anche dal Lino e dalla Canapa (90.000 ettari coltivati in Francia e in altri paesi del Nord Europa). Le più grandi case automobilistiche stanno sperimentando anche in Calabria (Centro Ricerche Fiat con l'Unical e PMI locali) fibre vegetali più leggere e riciclabili rispetto alle fibre di vetro attualmente utilizzate per la realizzazioni di cruscotti e di interni d'auto."

"Tra le fibre sperimentate da Centro Ricerche Fiat/Unical anche quelle di ginestra, una pianta spontanea che cresce in tutto il Mediterraneo e soprattutto in Calabria. Solo il Parco dell'Aspromonte ne ha censito e localizzato 5.000 ettari, con un' interessante analisi di tutta la vegetazione esistente che dovrebbe essere estesa all'intero territorio calabrese, ricco di piante che potrebbero essere utilizzate in molti settori. Nel 1942 in Italia operavano circa 60 stabilimenti industriali che estraevano fibra dai rami di ginestra, di cui 15 erano in Calabria. Da sottolineare che in Provincia di Reggio un'azienda produce già dai fiori di ginestra la concreta di ginestra, un prodotto intermedio lavorato poi in Francia ed impiegato in molti profumi. Naturalmente le fibre naturali possono essere diverse. In Sardegna hanno sfruttato magistralmente le fibre di lana per la produzione di pannelli per la bioedilizia o per biofiltri."

"Nel settore del Bergamotto e della Liquirizia ci sono già imprese calabresi di rilievo ma sicuramente le filiere esistenti potrebbero essere ulteriormente potenziate. Il Cedro è un'altra pianta da valorizzare visto che cresce solo in Calabria, soprattutto nella Riviera dei Cedri nell'Alto Tirreno. Abbiamo un grande patrimonio agricolo e forestale da valorizzare con possibilità di applicazioni in vari campi. L'obiettivo della sostenibilità in tutti i settori, dalla moda, all'edilizia, alla chimica, alla cosmetica, alla farmaceutica, al settore dei trasporti, ecc. sta già favorendo la sostituzione soprattutto di materiali derivati dal petrolio e di altri materiali inquinanti, con materiali naturali e certificati. Sono in atto trasformazioni profonde nelle quali anche la Calabria potrebbe giocare un ruolo."

"Oltre al settore agroindustriale, che è il punto di forza del nostro sistema industriale, da potenziare ulteriormente, insieme a quello delle costruzioni ora in crisi, da rilanciare nel rispetto dell'ambiente, la bioeconomia potrà avere un impatto orizzontale in più settori industriali. C'è la possibilità inoltre di attrarre un numero maggiore di grandi imprese e multinazionali in settore di punta come è stato già fatto con Medcenter, Hitachi, NTT Data . La ZES /Zona Economica Speciale costituisce una grande opportunità. Bisognerebbe favorire inoltre startup che possono valorizzare soprattutto le ricerche e i brevetti depositati dalle Università e dalle imprese calabresi. Al riguardo ci sono già in Calabria casi di startup e PMI di successo, che sono riusciti ad attrarre finanziamenti da grandi investitori privati e pubblici o piccoli investimenti da più operatori, soprattutto attraverso piattaforme di crowdfunding ma anche attraverso i social."

"Nel mondo operano oltre 400 startup di successo con un valore di oltre 1 miliardo di dollari, localizzate soprattutto negli Stati Uniti, seguiti a distanza dalla Cina. Agli ultimi posti paesi europei come Inghilterra, Germania, Francia, ma nessuna impresa è italiana. E' un divario da colmare con urgenza, con politiche non solo nazionali ma anche locali. Il sistema formativo, le scuole di management e soprattutto il potenziamento dei fondi di investimento potrebbero avere un ruolo importante. Circa 30 di queste startup con oltre un miliardo di valore operano a livello mondiale nel campo biomedico, di cui 16 solo negli Stati Uniti, 6 in Cina e 6 in Europa, soprattutto per contrastare le grandi malattie come i tumori. Ci sono alcune startup in Italia e in Svizzera che potrebbero avere grandi potenzialità di successo mondiale."

"Tra queste una è nata all'interno del San Raffaele per contrastare i tumori ed ha gìà ottenuto ingenti finanziamenti anche da fondi cinesi. Un'altra è una startup svizzera che ha l'obiettivo di far camminare le persone paralizzate per lesioni al midollo spinale, che ha già ottenuto capitali da fondazioni internazionali, dopo i primi incoraggianti successi e dopo due pubblicazioni su riviste qualificate come Nature. Da sottolineare che 20 anni fa il CIPE aveva cofinanziato uno studio di fattibilità al Comune di Cosenza capofila (sindaco Mancini), all'Azienda Ospedaliera e all'ASL di Cosenza e ad un consorzio dell'Università della Calabria e di altre università calabresi. Doveva servire per sviluppare un'idea di progetto di ricerche biomediche e di servizi integrati per persone con varie disabilità, presentato sulla base di una proposta avanzata dal sottoscritto (dopo aver visitato un centro all'avanguardia in Svizzera) e dalla dottoressa Riccipetitoni dell'Ospedale di Cosenza."

"Si era riusciti già nel 2000 ad attivare rapporti con i più importanti centri di ricerca italiani ed internazionali, disponibili a localizzarsi in Calabria per sviluppare le loro ricerche. Il progetto è stato bloccato inspiegabilmente in Regione e mai inviato al CIPE. Spero possa essere rilanciato, ma è la dimostrazione che la Calabria poteva competere anche in questi settori ad alte potenzialità di crescita già 20 anni fa e lo potrebbe fare ancora. La Calabria ha inoltre grandi risorse turistiche ambientali, culturali, archeologiche, storiche, enogastronomiche, una rete diffusa di centri e percorsi storici da valorizzare adeguatamente, tre Parchi Nazionali del Pollino, della Sila, dell'Aspromonte oltre a 780 km di coste. Non a caso i flussi turistici sono in crescita e la Calabria è stata inserita dal New York Times, nel 2017, come unica regione italiana tra le 52 mete a livello mondiale da non perdere."

"La Calabria è un museo a cielo aperto da valorizzare. Non ci sono solo i Bronzi di Riace da promuovere, ma esistono grandi giacimenti culturali e ambientali sottoutilizzati. In Calabria operano già grandi tour operators nazionali ed internazionali, soprattutto in alcune aree come quelle di Tropea, e ciò può favorire l'attrazione di altri gruppi e lo sviluppo delle attività di quelli esistenti. Bisognerebbe incentivare però anche la crescita dell’ imprenditoria giovanile e diffusa. Ci sono già alcuni casi di successo di paesi albergo e di B&B in Calabria da promuovere e sostenere. Naturalmente - conclude la nota di Gallo - l'elenco delle opportunità esistenti da cogliere per favorire sviluppo ed occupazione potrebbe continuare, ma sarebbe importante in ogni caso evitare progetti a pioggia, puntando su un numero limitato di grandi progetti integrati di sviluppo e progetti di filiera, nei quali inserire anche piccoli progetti."

 

 

 

 

 

 

 

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