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Lunedì, 25 Maggio 2020
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Ferramonti - 26 dicembre 2019. Un sogno d'amore e di libertà in un cielo freddo di fine dicembre

Posted On Venerdì, 27 Dicembre 2019 11:46

"A volte, quando lo guardavo e vedevo il suo sguardo andare come distratto e lontano, oppure quando lo vedevo soffrire insonne, con la tosse che gli sconquassava il petto o quando dondolando sulla sua sedia a dondolo mi diceva quanto fosse stanco. Pensavo che forse volesse morire, ma che poi si trattava solo di momenti e che ancora oggi sono convinta che non lo volesse affatto, perché era pieno di vita, pieno di progetti, anche se la vita sembrava che in quei momenti di sofferenza avesse la meglio e lo potesse sovrastare. Papi mio sembrava avesse sette vite come i gatti, delle capacità di ripresa straordinaria, saliva dal magazzino sotterraneo con le braccia cariche di libri... "Pinale prendi qui..." O battendo le mani forti sulla copertina per scuotere la polvere degli scaffali, ed io pensavo perciò che non potesse morire mai."

Così scrive sommessamente Pina Brenner in ricordo del suo dolce PAPI. "Credo che lui abbia avuto anche un rapporto particolare col suo passato di perseguitato. Era diventato anche per Lui qualcosa da rimuovere, qualcosa di molto minaccioso per la nostra serena quotidianità. Penso a quei giorni benedetti e penso perciò che avesse concordato con i suoi ricordi una specie di tregua che non dovessero turbarci e che lui amasse molto la vita e cercasse con tutte le sue forze di essere felice."

"Papi rincorse sempre il suo sogno e lo condivise con me. "Quando farai diciotto anni Pinale, ti porterò al ballo delle debuttanti al Rathaus...". vedevo nei suoi occhi i saloni scintillare e ne ero certa, assolutamente, totalmente quando cantava Stolz. E gli occhi gli brillavano. Lui e le Wienerlied si son fatti compagnia,tutta la vita, in una specie di simbiosi, tanto che penso che anche Vienna, la sua Vienna, abbia provato nostalgia per lui. Se fosse qui, sarebbe stato ancora in grado di raccontarvi, le sue strade, la sua giovinezza felice in Praterstrasse,in una Vienna leggera, danzante e felice, completamente lontana da quella che poi diventò come un paese sconosciuto, inimmaginabile."

"Non me ne parlò quasi mai. Facciamo che non è mai esistita eh. Che dici Papi. Neanche Dachau e Buchenwald e tutto il resto. E neanche Ferramonti! O forse si, Ferramonti si che poi è arrivata Mamma e poi io. Eh Papi. Che dici. Possiamo giocare col passato come vuoi adesso che è passato ed io sono qui e guardo. Guardo Walter che accende una Luce con gli Altri. Bello e serio nel volto e sembri tu, ti somiglia."

"Sei luci che proiettano ombre gioiose e vivaci sul muro di fronte. Sono fiammelle tenaci sai? Anche col vento, si piegano ma non si spengono. Vedi, un po' come fiammelle, delle piccole luci danzanti che hai lasciato qui, ci siamo noi, facciamo del nostro meglio. Ricordi per la memoria, e poi la Memoria per gli Altri, per sempre. Fiamma e luce per sempre. Un sogno d'amore e di libertà in un cielo freddo di fine dicembre. Tu dormi, dormi. Papino, Bambino mio. Riposa e sogna."

 

 

 

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