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Venerdì, 28 Febbraio 2020
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Politica, corruzione e mafia, il dramma continua

Posted On Sabato, 21 Dicembre 2019 09:04
Gianfranco Bonofiglio Gianfranco Bonofiglio

Negli ultimi tempi le cronache giudiziarie sono stracolme di inchieste che riguardano il tema da sempre irrisolto del legame fra esponenti della politica e esponenti delle organizzazioni criminali. Dal Presidente della Valle d'Aosta accusato di aver avuto rapporti con esponenti della 'ndrangheta, all'assessore regionale del Piemonte di Fratelli d'Italia accusato di aver concordato l'acquisto di un pacchetto di voti sempre dalla solita 'ndrangheta che oramai impazza ovunque in tutte le regioni italiane e che continua colpevolmente e volutamente ad essere ignorata.

Per non parlare dell'ultima maxi - inchiesta del Procuratore Nicola Gratteri a Vibo che ha coinvolto, tanto per cambiare, anche esponenti della politica. Il dramma è sempre lo stesso. I partiti dovrebbero selezionare la classe politica attraverso una logica che, purtroppo, poi non corrisponde alla detenzione di pacchetti di voti che, attraverso la corruzione, sono solitamente in mano a chi, scegliendo il voto di scambio e l'alleanza con le mafia, costruisce pacchetti di voti solidi e duraturi nei decenni. Siamo alle solite, il denaro non ha odore come i voti non hanno odore. I finanziamenti occulti per la politica necessari alla stessa in modo ipocrita rifiutati come norma legislativa ma poi consentita all'interno della vita stessa dei partiti che non potrebbero vivere altrimenti.

Le solite belle parole sulla legalità, la pulizia morale, la trasparenza per poi, ad ogni tornata elettorale contraddirsi platealmente inserendo nelle liste di partito o in liste civiche collegate i soliti marpioni eletti da sempre che rappresentano il marciume della politica e che essendo tali vengono sempre votati in eterno, considerando che il marciume degli elettori corrotti è molto più diffuso di quello dei politici. Quale soluzione a tale situazione.

Dovrebbero esserci dei paletti legislativi rigorosi come quello delle due legislature al massimo, come quello di non far divenire la politica l'unica professione di vita e per tutta la vita e tante altre norme che potrebbero realmente cambiare l'esistente. Ma il dramma è che a cambiare la situazione dovrebbero essere quelli che l'hanno causata, costruita e mantenuta.

Ovviamente una soluzione impossibile. E nel frattempo a dettare la linea politica rimarrà sempre la magistratura che potendo agire sul rapporto corruttivo fra politica e criminalità, rimarrà l'unica Casta realmente potente. Molto più potente della politica stessa. Si assisterà quindi sempre a retate, arresti e indagini come sempre, come nella Prima Repubblica, come nella Seconda e come nella Terza, se verrà. Non per nulla siamo in Italia e siamo italiani.


Gianfranco Bonofiglio

 

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